Connect
To Top

Analisi e ipotesi di soluzioni tattiche alla luce del mercato

Now you’re not satisfied
With what you’re being put through
It’s just time to pay the price
For not listening to advice
And deciding in your youth
On the policy of truth

(Policy of Truth, 1990 Violetor – Depeche Mode)

Partiamo da un assunto, ovviamente del tutto opinabile, ma che è alla base delle considerazioni contenute nell’articolo. La Juventus, forse per la prima volta nell’era Andrea Agnelli, ha avuto in questa sessione di mercato i mezzi e l’immagine per muoversi da top-team europeo. Al di là dei nomi e delle quadre tattiche, oserei dire addirittura al di là dei risultati, la dirigenza juventina non si dimostrata pronta ad alzare la proverbiale asticella: ottime le scelte di fondo (ringiovanimento e qualità degli innesti), male il modus operandi all’interno delle dinamiche di mercato, soprattutto a livello europeo. La supponenza vista in campo in queste prime giornate di campionato è la stessa vista in sede di mercato da parte della società che ha creduto di poter agire forte di una rendita di posizione. La vicenda Draxler è paradigmatica per tanti, troppi aspetti.

Draxler non è stato preso da una società “folle”. Non dallo United che prende a 80 Martial o dal City con i suoi 70 per De Bruyne. E’ stato preso dal Wolfsburg con dinamiche, logiche e costi del mercato europeo “reale”. Uno smacco, non prendiamoci in giro please.  Hernanes, trentenne, è l’unico calciatore “importante” che abbiamo preso al di sopra dell’età media di squadra (passata da 29 a 26 anni). E’ un incastro forzato; dovuto e necessario (come vedremo più avanti) ma pur sempre forzato e non coerente con l’insieme. Peccato che questa forzatura sia stata necessaria in relazione al buco in rosa più evidente e all’unica espressa richiesta che il tuo allenatore ha posto sul tavolo.

A questo proposito, apriamo una parentesi perché è utile correggere quella che a mio avviso sembra una devianza nell’analisi dei movimenti della Juve degli ultimi mesi. Molti ritengono che la cessione di Vidal abbia in un certo qual modo spiazzato e colto di sorpresa la Juve nella quadratura del centrocampo, con particolare riferimento al ruolo del trequartista. A mio modesto parere, è una ricostruzione debole. La ricerca di un trequartista con determinate caratteristiche, per semplificare diciamo di un vero trequartista, era la priorità a prescindere dalla cessione di Vidal. Vidal doveva/poteva tornare a fare il suo ruolo e, in più, doveva essere inserito un trequartista di ruolo di forte impatto. Tanto è vero che la ricerca di quel tipo di giocatore è iniziata prima della cessione dell’ex 23 bianconero. Se invece la cessione di Vidal era più o meno programmata (ipotesi tutt’altro che peregrina …) a maggior ragione la gestione della vicenda Draxler è ancor più inaccettabile.

Detto ciò, torniamo ad un’analisi di più ampio respiro. Questo era l’anno buono (fatturato, necessità di ringiovanimento rosa, passata da 29 anni a 26) immagine della società derivante dalla finale di Berlino) per porre le basi, in modo duraturo, di una squadra che poteva competere ai massimi livelli europei fra un paio di anni pur non facendo brutte figure nel durante (cioè mantenendo ferma la propria netta supremazia a livello nazionale). L’occasione è stata sfruttata? Parzialmente, perchè si poteva e si doveva chiudere il cerchio con un grande innesto fra le linee in grado di fornire qualità di soluzioni in attacco e gestione della palla intelligente a centrocampo. Si può obiettare che lo scorso anno, senza un trequartista di ruolo, abbiamo costruito una delle migliori annate della nostra storia. Vero, come è altrettanto vero che i margini di miglioramento più evidenti risiedevano, già lo scorso anno, nell’avere un giocatore con determinate caratteristiche a ridosso delle punte.

All’evidente errore di approccio nella vicenda Draxler si è reagito con il tesseramento di Hernanes. Diciamolo subito, giusto averlo preso, innanzi tutto per quanto detto prima. Inoltre, senza un uomo in quel ruolo, avresti di fatto dovuto snaturare l’utilizzo di un bel pò di “pedine” nel tuo schieramento tattico in ipotetici sistemi potenzialmente alternativi al 4312, cioè il 433 ed il 352. Dirigendosi verso questi ultimi sistemi di gioco, si sarebbe andati incontro a ulteriori problemi.

Ipotesi 433

  • Esterni d’attacco: nè Dybala, nè Morata sono facilmente collocabili in tale ruolo. Certo c’è Cuadrado, ma rischi di penalizzare le tue gemme ed i tuoi investimenti più rilevanti.
  • Ah, abbiamo ceduto Coman? (ridere grazie)

Ipotesi 352 (o 532)

  • Nella sua versione diciamo così “classica” ha i limiti intrinseci più volte espressi in questa sede. Con l’aggravante pesantissima e rilevantissima che quest’anno comunque dovremmo schierarlo senza un giocatore dalle caratteristiche uniche come Andrea Pirlo. Il 352 deve tornare ad essere quell’arma tattica così come utilizzata da Allegri lo scorso anno in chiave conservativa (situazione di vantaggio da blindare in caso di pericoli evidenti). Mai come schieramento iniziale.
  • Nella sua versione “rock” (con Cuadrado e Alex Sandro esterni) la ritengo un’alternativa poco credibile e, soprattutto, praticabile. E’ certamente un’opzione, ma anche questa la vedo “da gara in corsa” e ai fini di un raddrizzamento del risultato (in questo caso nelle situazioni di svantaggio, sfruttando la possibilità di quello schieramento mitologico a 334 in fase di possesso). Tale suggestiva scelta, ammesso che venga presa in considerazione da Max Allegri, sarà sempre “emergenziale” poiché prevederebbe una serie di logiche di gioco e di interpretazioni della partita molto, molto diverse dall’Allegri-thinking (una fase di possesso consolidata, utilizzo assente delle transizioni, vi ricorda niente?) che non puoi far convivere con altre. Sono quelle logiche di gioco che, a differenza dei sistemi, DEVI scegliere univocamente. Inoltre, in fin dei conti, lo stesso utilizzo di Cuadrado come esterno di un centrocampo a cinque non mi convince per nulla.

In entrambi i sistemi, inoltre, essendo privi di “regista alto” mancherebbe quel supporto, a mio avviso importante, per Marchisio che garantisce geometrie, equilibrio, anche inventiva, certo, ma non genialità. Ma il suo contributo da vertice basso risulterebbe ulteriormente arricchito con un vertice alto in grado di abbassarsi e tentare la giocata “di genio”. Stiamo parlando di un centrocampista che secondo me appartiene all’elite dei top 5 al mondo, quindi attenzione non c’è certo sottovalutazione.

Se cambiamo prospettiva, inoltre, nel giochino (a me caro) dell’ipotizzare l’11 titolare associato alle riserve considerando le risultanze dell’ultima sessione di mercato, quello più “razionale” si dimostra sempre il 4312

Difesa:                                 Licth/caceres – Bonucci/Rugani – Chiello/Barza – Sandro/Evra

Centrocampo:                 Khedira/Lemina – Marchisio/Hernanes* – Pogba/Sturaro

Trequarti:                                                           Hernanes/Pereyra

Attacco:                                               Mandzukic/Zaza – Morata/Dybala

Se è vero ciò, abbiamo saltato l’intera preparazione non potendo provare il (probabile) sistema di gioco di riferimento della stagione. Non bene. La rosa si completa con i jolly Cuadrado (per il 433 e 4321) e il prezioso (senza ironia) Padoin da utilizzare alla bisogna sulle fasce o da mezzala. Per ciò che riguarda Asamoah (escluso ahimè anche dalla lista champions insieme guarda caso a Padoin …) chi vivrà vedrà.

Cerco di tirare le fila concludendo con una considerazione per me fondamentale nel giudizio (buono, ma con la tara di cui sopra) che si deve dare alla società in merito al suo operato nell’ultima finestra di mercato, anche per il danno di immagine scaturito dalla conclusione della vicenda Draxler e dalle pantomime successive dei nostri dirigenti al riguardo. Al di là di ciò, dispiace innanzi tutto che in una fase di ripartenza e ringiovanimento della rosa (scelta sacrosanta) al di là dei campioni, dei nomi, delle quadrature di bilancio, c’era una cosa da tenere ferma a qualsiasi costo: la chiarezza e la coerenza delle scelte e del disegno d’insieme. Ci si è accollati giustamente il rischio dell’inesperienza e della (supposta) mancanza di personalità. La mitigazione di tali handicap deve (doveva) provenire dalla chiarezza di compiti e disegno tattico entro cui tutti devono (dovevano) essere inseriti. La confusione e l’indeterminatezza sono invece i moltiplicatori dei suddetti handicap. Certo, qui cadiamo nell’attualità della falsa partenza in campionato, ma era davvero così inevitabile?

In ogni caso, Allegri ha tutte le capacità e gli strumenti per trovare il bandolo. Di certo, gli si poteva facilitare il compito.

 

Lascia il tuo commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Tecnica e Tattica