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Atlético Madrid – Juventus: Champions League o Champions Bitch?

  • Si riparte, anzi si parte.
    Fino a ora abbiamo scherzato, giocato al risparmio e nascosto le carte, da stasera si fa sul serio.
    Ottavi di finale di Champions League, mai come quest’anno obbiettivo principale di tutta la stagione.
    Sì certo, è una competizione strana, piena di variabili che possono stravolgere gran parte dei pronostici, ma l’obbiettivo, DICHIARATO, è cercare di arrivare in fondo e portarla a casa dopo 23 anni.
    Farlo poi sarà tutta un’altra storia.

Puntuali poi come gli strizzoni di stomaco dopo il caffèllatte ecco che ritornano i tanti Crisantemi presenti nella nostra tifoseria: eh ma è una Coppa Puttana, eh ma c’è toccata la seconda classificata peggiore in assoluto, eh ma il Ciòlosimeone, eh ma il Uandametropolitano, eh ma non ci faranno giocare…
Eh ma che palle!
Posso dirla una cosa?
Quest’anno la nostra Champions League è molto semplice.
Dal punto di vista qualitativo siamo una delle squadre migliori a livello europeo.
Siamo lì a competere con le migliori d’Europa da 5 stagioni, 2 volte siamo arrivati in finale, 2 volte siamo stati eliminati voi sapete come e non torniamoci sopra.
Quest’anno abbiamo il miglior giocatore al mondo in squadra (vi capita mai di pensare “Caspita, abbiamo Cristiano Ronaldo in squadra!”? A me sì, spesso).
La squadra nelle ultime due settimane è parsa in netta crescita a livello di condizione fisica e morale.
In sintesi: abbiamo tutte le carte in regola non dico per passare il turno ma per arrivare in finale.

Ora sta ai giocatori.
Se decideranno di giocarsela con la giusta mentalità, senza paure e consci del fatto di essere in una grande squadra allora non ci saranno problemi e potranno giocarsela alla grande.
Se continueranno con il solito freno a mano tirato, con la paura di sbagliare e con tutto quello che abbiamo visto in passato sarà meglio lasciar perdere.
Semplice, no?

In fondo la Champions League è questo.
Inutile stare a chiamarla Coppa Puttana quando le cause che hanno portato gran parte della tifoseria ad esserne ossessionati sono da cercare nelle gran vaccate commesse dalla Juve nelle finali perse.
Finali giocate? Nove.
Finali vinte? Due.
In quelle sette perse abbiamo regalato la felicità a onesti mestieranti tedeschi come l’Amburgo, a un team improvvisato di reduci italiani come il Borussia Dortmund, al Real Madrid che non la vinceva da 32 anni, al Milan che era ridotto in 10; abbiamo visto campioni del mondo fermi come statue di sale, un portiere mandato in campo con la testa alla bimba appena nata e i compagni con la testa ai bagordi per lo scudetto di tre giorni prima, abbiamo visto Montero terzino e compagni di squadra che salutavano le fidanzate prima dei calci di rigore. Abbiamo visto il nostro giocatore più importante giocare in ciabatte perché non faceva che pensare al Boca (salvo poi andarsene in Cina pochi mesi dopo) e mezza squadra farsi prendere dall’isterismo nell’intervallo dell’ultima finale.
E mi venite a parlare di Coppa Puttana?
Altro che Coppa Puttana, coglioni noi.
Vediamo di invertire la rotta stasera vai, che è meglio.

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