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Bologna – Juve 0-0: frenata Juve

La striscia di vittorie consecutive si interrompe a Bologna. Non ci piove che prima o poi dovesse capitare, ma è il modo in cui si concretizza che lascia perplessi e soprattutto il momento. Il risultato a reti bianche non fa una grinza: i campioni d’Italia non incidono e il Bologna si applica a non concedere spazi.

Ne scaturisce una partita che più tattica non si può, con un gioco stagnante a centrocampo e poche reali azioni pericolose. D’altra parte in sede di pronostico era palese che la Juventus andasse a giocare una partita rognosa, in un campo difficile, accolta a suon di bombacarta che alla bisogna si trasforma in petardo, a uso dell’informazione, di fronte a una compagine che attualmente vanta uno tra i migliori ruolini di marcia limitatamente alle ultime 15 partite. Donadoni, subentrato a Delio Rossi, ha rivitalizzato i rossoblù valorizzando le qualità indubbiamente presenti. È pur vero che Allegri, costretto vuoi dagli infortuni, vuoi dall’incombere del Bayern in Champions League, riesuma lo spettro del 4 – 3 – 1 – 2 con tanto di trequartista, ossia Pereyra a ridosso di Morata e Zaza di punta, finendo per sguarnire la fase di filtro in mezzo al campo (Marchisio ammonito su Giaccherini) e di rendere il Tucumano avulso dal gioco.

La squadra parte bene e la prima occasione si crea sulla testa di Evra, su un corner finalmente battuto secondo tradizione, ma la palla esce di poco. Il Bologna cresce e la Juve arretra, ma senza particolari pericoli in un 1° tempo senza tiri in porta da ambo le parti, eccezion fatta per un tentativo di Destro respinto da Buffon e conseguente tiraccio a lato di Diawara in ribattuta.

Ripresa sulla falsa riga del 1° tempo. La Juve cerca di farsi più incisiva con l’innesto di Cuadrado per Pereyra e di Dybala per uno Zaza non efficace, ma Donadoni risponde con cambi atti a offendere, dimostrando di volere la posta piena. Gli sbocchi sono sempre meno e solo verso la fine, con la forza della disperazione Pogba (a tratti indisponente come quando si lascia andare a giocate  dettate dalla sufficienza) ha un paio di occasioni per sbloccare il risultato. La prima viene vanificata da un tiro che termina fuori, la seconda invece impegna Mirante in una respinta che per un soffio non incoccia nel tap-in di Cuadrado. Il colombiano si rende anche autore di una punizione “rubata” in anticipo a Dybala, che forse da posizione favorevole avrebbe calciato meglio e nello specchio della porta. Non potremo mai saperlo.

Tripudio felsineo e delusione juventina, la partita  termina con stati d’animo molto differenti per uno 0 a 0 alquanto brutto e noioso. A lungo andare non sempre si possono tamponare le conseguenze di troppi infortuni, piaccia o non piaccia la squadra ne ha risentito. Nella manovra, nelle conclusioni e nell’assetto tattico per niente fluido.

La serata emiliana va archiviata in fretta. Incombe l’andata degli ottavi di Champions, con il rientro di giocatori fondamentali e sperando che fiorisca la migliore Juventus, distante anni luce da quella vista contro il Bologna.

Prima però ci sarà da attendere il verdetto del posticipo del San Paolo. Il Napoli avrà la chance di tornare in testa alla classifica dopo un solo turno. Milan permettendo e juventini scongiurando.

1 Commento

  1. Vittorio

    20 Febbraio 2016 alle 19:17

    Ottima disamina della partita Marco,per me,va bene così,le assenze costringono ad una variazione di schema che impoverisce il gioco e lascia spazio ad un tatticismo esasperato che solo una giocata potrebbe intaccare,ma non era serata!Per concludere complimenti a Mister Donadoni, mi sembrano dovuti.

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