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Bologna-Juventus 0-2, timido risveglio

“- Si potrebbe andare tutti quanti al tuo funerale.
– Vengo anch’io?
– No, tu no.”
Molti tifosi bianconeri, compreso il sottoscritto, avevano approcciato la partita col Bologna come la partecipazione a un funerale, salvo poi scoprire, alla fine di esso, che non si trattava del proprio.
Il funerale era quello della carriera dell’arbitro Rocchi, apparso in forma davvero scadente, ormai sul viale del tramonto; ma non divaghiamo e veniamo alla Juve.

Dopo un lungo digiuno, anche un piatto di zucchine lesse ha uno splendido sapore. In tempi non sospetti, la partita di ieri l’avremmo archiviata alla voce “3 punti e via”, una vittoria in trasferta col minimo sforzo in uno stadio particolarmente ostile. E invece è stata una ventata di aria fresca dopo l’apnea vissuta durante le partite di Coppa Italia.
I giocatori sono apparsi tutti grintosi, persino Rabiot, e vogliosi di dimostrare la propria tenacia e di non voler assolutamente abdicare al trono occupato stabilmente da 8 anni. Dopo gli spifferi e le soffiate sull’ormai certa fine del matrimonio tra Sarri e la Juve e litigi più o meno accertati con questo o quel giocatore, non potevamo avere risposta migliore da parte della squadra.
La Juve c’è e lotta insieme a noi.

I problemi restano tutti lì in bella mostra, li abbiamo ampiamente esposti in questi mesi, inutile infierire. Tuttavia, con un Cristiano Ronaldo in palese rodaggio, una rosa mai al completo (eufemismo) e alcuni ruoli totalmente scoperti, era vitale uscire dal Dall’Ara col bottino pieno. I 2 gol sono ancora una volta frutto di episodi, e dobbiamo dire grazie al difensore centrale del Bologna che prima ci regala il rigore e poi, rispettando abbondantemente le nuove norme sul distanziamento di sicurezza, lascia un paio di metri a Dybala che non crede ai suoi occhi di potersi girare così liberamente e scagliare quel tiro magnifico dopo l’altrettanto luccicante assist di Bernardeschi.
Ecco, Bernardeschi.
Prima di ieri sera, sembrava a tutti che la sua carriera avesse toccato l’apice la sera della rimonta sull’Atletico di Madrid e che fosse iniziato un lento declino che lo avrebbe portato lontano da Torino, molto presto. Ieri sera, invece, abbiamo visto il vecchio Federico, quello che ci aveva fatto ben sperare in diverse occasioni. Complici un paio di infortuni, un carattere apparentemente inadatto al peso di una maglia come quella bianconera e, per ultimo, l’essersi dovuto sacrificare in ruoli che non gli appartengono, ne avevano fatto più un peso che una risorsa. Rimesso al suo posto, ala in un 433, Bernardeschi ha sfoderato una bella prova, facendosi trovare sempre pronto sia in avanti che in fase di copertura, un assist e un palo. Non male! Aspettiamo conferme su campi più difficili e quella continuità di rendimento che gli è sempre mancata.
Le altre note positive sono, in realtà, delle conferme e riguardano la fase difensiva. Terza partita in 10 giorni, terza prova con la porta inviolata, grazie soprattutto a una fase difensiva accorta e una coppia centrale in gran spolvero. Sia Bonucci sia De Ligt praticamente perfetti.
Il secondo aspetto positivo, a mio parere, riguarda Sarri che ha dimostrato la lucidità necessaria per mettere giù una formazione sensata e rinunciare al funambolo Costa per il maggiormente concreto Bernardeschi. Non ho capito solamente la mossa di mettere Douglas punta centrale quando lo ha fatto entrare.
L’aspetto più preoccupante, neanche a dirlo, è la mancanza di terzini per l’immediato futuro. Con l’infortunio di Alex Sandro e quello neanche quotato (c’era solo da aspettare il quando) di De Sciglio, ci mancava soltanto che Danilo entrasse in campo con la sola intenzione di prendersi una vacanza forzata per non essere da meno dei compagni. Venerdì ospiteremo il Lecce senza un difensore laterale di ruolo: a destra Cuadrado (mettetelo in una cassaforte, ieri molto bene anche lui), a sinistra chissà…
Qui una tiratina d’orecchi va fatta alla società o a chiunque abbia creduto di poter affrontare una intera stagione con 1 solo terzino sinistro mancino e 2 alternative come De Sciglio e Danilo, l’uno sempre infortunato l’altro un’altalena di emozioni e prestazioni.
Che finalmente capiscano l’importanza di avere in rosa degli elementi del vivaio in grado di dare manforte e liberare posti in lista?
Chissà, aspettiamo fiduciosi.

P.S. Detto del pessimo arbitraggio di Rocchi, volevo invece far notare un aspetto poco considerato finora in relazione alle partite senza spettatori. In stadi come quello di Bologna (ma di tifoserie particolarmente ostili ai nostri colori ne è piena la penisola), la componente condizionamento del pubblico sugli arbitri era spesso decisiva, soprattutto su fischietti con una non spiccata personalità.
Nel silenzio quasi totale, secondo me, molti arbitri potranno dirigere le partite con una tranquillità data, appunto, dal non sentirsi addosso le urla di chi li redarguisce con appellativi di ogni sorta per tutta la durata del tempo.
L’annullamento del fattore campo, dunque, potrebbe volgere a nostro favore. Sia per il motivo appena citato, sia perché la Juve è già allenata in tal senso……

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