Connect
To Top

Borussia Dortmund – Juve 0-3: ancora quei due e si vola ai quarti

E alla fine siamo qui, alla partita decisiva per accedere ai quarti di finale di Champions League. Fase che per molte squadre può essere la norma, ma non per noi, quasi abituati da molto tempo, a parte l’eccezione 2012/13, a non far più parte di quelle prime 8 squadre d’Europa. La Juventus affronta il Borussia Dortmund nella gara di ritorno dopo aver vinto la precedente sfida per 2-1, un pareggio basta, ma giocare per il pari non è mai una buona cosa. Allegri alla vigilia sembra voler schierare i suoi calciatori con il 4-3-1-2, trasformandolo in 3-5-2 a partita in corso nel caso tutto proceda per il meglio. Formazione classica quindi, considerando l’assenza di Pirlo.

L’arbitro mette il fischietto in bocca e dà il calcio d’inizio. I bianconeri nei primi minuti si presentano in campo aggressivi rendendosi subito pericolosi quando dopo un pallone riconquistato e una gran giocata di Morata, lo spagnolo, Tevez e Pogba si avviano a campo aperto puntando l’area avversaria. Pogba è solo sulla sinistra, mentre Tevez è più chiuso, Morata erroneamente sceglie l’argentino che prova a mettere il pallone dentro gli 11 metri senza fortuna. È il primo squillo della Juventus e conoscendo le due squadre non sarà neppure l’ultimo. Si potrebbe pensare questo, ma di certo uno juventino non si aspetterebbe mai quello che succede al minuto 3: il pallone è sulla sinistra manovrato dai bianconeri, Evra riesce a servire Tevez sui 25 metri in posizione leggermente defilata; l’argentino non ci pensa due volte, osserva, vede lo spazio per calciare e lo fa, praticamente da fermo; tutti attratti dal pallone e, in un istante: “Ha tirato da fermo, non va, è lento, è centrale, ora lo para, dritto in tribuna, fuori di poco, palo-palo-fuori, vento a sfavore, fallo in attacco”; poi però il pallone tocca la rete e: “Va be’, tanto ora l’annulla, mica ci credo”; niente di tutto questo, perché avviene la possibilità più remota, il tiro finisce sotto l’incrocio dei pali e la Juventus è in vantaggio dopo appena 3 minuti di gioco, mettendo la partita in discesa grazie al colpo del suo campione.

La partita prosegue più o meno come quella dell’andata, il Borussia Dortmund è sempre propositivo e nella metà campo bianconera, ma con l’impressione che solo un episodio fortunato o un grave errore della Juventus potrebbe dargli l’occasione giusta per impensierire Buffon. Tra un attacco fallito e l’altro dei tedeschi, ci prova Lichtsteiner con un bel tiro, ma centrale, dalla distanza che termina in calcio d’angolo. Alla Juventus andrebbe bene anche così, ma quando meno te l’aspetti, ecco che arriva la maledetta sfiga: Pogba va a contrasto cadendo e si fa male alla coscia. Prova a rientrare, non ce la fa e deve uscire. Al minuto 27 è difficile ipotizzare un cambio tattico, come quello preannunciato col 3-5-2, ma di centrocampisti bianconeri in panchina non ne esistono visti gli infortuni di Pirlo e Sturaro, senza considerare i lungodegenti Romulo e Asamoah. Così a entrare in campo è Barzagli, con una quarantina di minuti d’anticipo probabilmente, con Pereyra spostato a fare la mezzala destra, mentre Vidal passa a sinistra. Dopo il cambio di assetto la Juventus perde un po’ di mordente e il Borussia Dortmund riesce a schiacciare maggiormente i bianconeri, che adesso non riescono praticamente più a ripartire. Ricominciano i discorsi sul 3-5-2 e i moduli europei, ma ben presto si capisce come in realtà sia soltanto una questione di tempo e di adattamento, visto che passati 10 minuti la Juventus torna a tenere palla forse più di prima e a minacciare la difesa tedesca, respingendo i tentativi avversari fino alla fine del primo tempo.

Il Borussia Dortmund ha bisogno di almeno un paio di goal per prolungare la sfida ai supplementari, mentre la Juventus deve continuare a gestire bene dietro, provando a ripartire ancora con più cattiveria, dato che più il tempo passa e più gli uomini di Klopp proveranno a improvvisare, saranno più stanchi e penseranno meno a difendere. Neanche il tempo di una riflessione del genere e all’avvio della ripresa arriva ancora un’altra giocata grandiosa di Tevez: protegge palla e si avvia verso la zona calda avversaria, dando l’impressione di poter saltare chiunque voglia togliergli il pallone, e infatti è così; Morata intanto si libera sulla destra e viene servito, il portiere tedesco però è bravissimo a uscire velocemente dalla propria porta e si lancia contro lo spagnolo che a quel punto gli calcia addosso. “Lo so che questa occasione la dovrò rimpiangere fino a chissà quando…” pensò il tifoso juventino. Neanche 5 minuti e arriva un’occasione molto simile ancora sui piedi del numero 9, questa volta lanciato da Pereyra: per la seconda volta velocissimo Weidenfeller, che col piede salva sul tiro di Morata, anche sfortunato. Altro pensiero simile a quello di poco fa del tifoso juventino. I minuti passano, la Juventus gestisce sempre perfettamente ogni situazione di gioco, sbagliando poco roba e sapendo pungere nei momenti determinanti. Minuto 25: Marchisio guarda davanti a sé, vede qualcosa che nessun altro nota, riceve palla e lancia immediatamente in avanti, dove dal nulla sbuca Tevez lanciato in porta: il numero 10 della Juventus sa sempre cosa fare col pallone, così, invece di tirare, aspetta l’arrivo di Morata che a porta sguarnita insacca facilmente. 0-2 e qualificazione praticamente chiusa.

Attacchi su attacchi sterili del Borussia Dortmund e interventi puliti e perfetti della Juventus: Marchisio in impostazione sembra un mago e in chiusura un muro invalicabile; Pereyra controlla bene e prova con le sue accelerazioni fantastiche a far male; Vidal inizialmente sbaglia qualche appoggio, ma più i minuti passano e più diventa preciso nei contrasti, diventando una calamita per il pallone; in difesa i due sono perfetti, poi diventano tre e il grado di perfezione aumenta; Lichtsteiner ed Evra danno sempre una soluzione al portatore di palla e gestiscono bene offensivamente e difensivamente, con il francese davvero un gran bel vedere; poi, tra una non parata di Buffon e l’altra, ci sono i due che si prendono tutti i complimenti grazie alla loro prestazione di coppia e individuale eccezionale; Tevez a ogni pallone che tocca abbina una giocata intelligente, si muove divinamente e fa vedere di che destro è dotato, da vero trascinatore; Morata duella con i difensori tedeschi, tiene palla, fa sponde che sono aria vitale per la squadra e quando c’è da velocizzare, lui è il primo a farlo.

Al minuto 34 ci pensa Tevez a far credere a una qualificazione raggiunta ai più pessimisti: Pereyra trova un’altra accelerazione delle sue e poi serve con un bel filtrante l’altro argentino, che controlla e di potenza infila in rete spiazzando il portiere. 0-3, partita finita e qualificazione ottenuta dalla Juventus, che dà una lezione di calcio a Klopp. Domani dalle 12 i bianconeri potranno conoscere la rivale dei quarti di finale e non ci lanceremo in considerazioni banali sulle avversarie.

Piuttosto, nel frattempo approfittiamone per mandare un saluto ai #DaJuventino, loro dal prossimo pareggio saranno di nuovo felici di esprimersi sul web guardando tutte le cose positive degli avversari e tutte le cose negative della squadra che (non) tifano. Un saluto a chi ha ripudiato l’allenatore fin dall’inizio (#AllegriVattene, #NoAllegri e soprattutto #TeamEsonero) non dandogli la possibilità di dimostrare nulla. Un saluto alle vedove e ai vedovi, che dal 15 luglio hanno copulato insieme sfornando figli internettiani vedovi. Un saluto agli anti-Marotta e anti-Agnelli, da sempre nel nostro cuore e che ogni estate germogliano. Un saluto anche a lui, che, convintissimo, afferma che avrebbe fatto uguale, se non meglio. E allora, noi, ascoltiamoli. Non rinnoviamo Allegri, mandiamo a casa Marotta, cambiamo presidenza, togliamo la possibilità di giocare a Lichtsteiner, non compriamo il vecchietto Evra, bruciamo i guanti al pensionato Buffon, cambiamo motivatore a Bonucci, regaliamo due piedi nuovi a Chiellini, non diamo la 10 a Tevez, teniamo Immobile, compriamo Iturbe e lasciamo stare Morata, vendiamo Vidal e scegliamo Verratti al posto di Pogba. Perché? Perché noi siamo i #DaJuventino e mai nessun ci fermerà.

Fino alla fine…

Lascia il tuo commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Champions League