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CALCIOPOLARIO – 1. COS’È CALCIOPOLI

Una dozzina di “trasmissioni brevi” di 12-13 minuti l’una. Nel decennale di calciopoli, ne ripercorreremo la storia evidenziandone i punti salienti. Circa due ore e mezza complessive per approfondire i temi chiave. Con l’obiettivo di informare non gli specialisti, coloro che già sanno tutto, ma la maggior parte delle persone, coloro che in realtà ne sanno poco.  Impossibile sintetizzare 10-12 anni approfondendo tutti i temi.

Raccontare i fatti accertati, le circostanze oggettive, i dati e i numeri, le cose vere. Quella di calciopoli è una storia basata su incongruenze e contraddizioni. Su impressioni soggettive e sensazioni. Ma anche su illazioni prive di riscontri, valutazioni non oggettive, presunzione di comportamenti non verificati e fatti oggettivamente non veri.

Ovvio che lo racconteremo in ottica juventina, nel bene e nel male (perché c’è anche quello). Ma sempre con il rispetto per i fatti accertati, per le circostanze oggettivamente constatabili, per i numeri e i dati.

Il programma del Calciopolario e i temi trattati.

presentazione

Nino Ori di Juveatrestelle.it, dopo 9 anni trascorsi a Ju29ro, 7 dei quali da coordinatore. Nell’estate di calciopoli, 10 anni fa, in presenza di un attacco mediatico senza precedenti verso i nostri colori, abbiamo dato vita al gruppo di Ju29ro.

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Abbiamo svolto per oltre 9 anni un’attività informativa che magari altri hanno scelto di non svolgere.
Alla fine del 2006, abbiamo unito le forze e costituito un gruppo di analisi sulle vicende di calciopoli, con la voglia di svelare fino in fondo la genesi dello scandalo. In questi anni, abbiamo letto e commentato le informative e gli atti dei processi, ascoltato e vivisezionato tutto. Tutto quello che altri non facevano.
Tutte le intercettazioni, le deposizioni, i deferimenti, i documenti, gli articoli, gli atti d’accusa, le tesi delle difese, le sentenze, le motivazioni, i ricorsi. Cercando di ragionare con le nostre teste, di capire, di approfondire, di non limitarci a prendere per oro colato la versione che i media ci propinavano all’unisono.

Il nostro obiettivo: raggiungere quanti più tifosi possibili per smascherare la farsa del 2006. Indurre la società Juventus a fare tutto quanto era in suo potere per riportare a casa gli scudetti n.28 e n.29, ingiustamente sottratti dalle inique e aberranti sentenze sportive.

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Calciopoli sembra essere stato il tentativo, peraltro goffo e riuscito solo in parte, di stravolgere per via giudiziaria gli equilibri sportivi ed economici del mondo del calcio italiano. Equilibri stabiliti dal campo e, come dimostrato dagli stessi processi (sia sportivi sia penali), da null’altro. In funzione di calciopoli, alcuni sono stati ingiustamente premiati, a danno di chi storicamente vinceva perché più bravo, più organizzato, più capace.

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Una irripetibile coincidenza di interessi tra fattori interni ed esterni al mondo Juventus ne ha permesso la realizzazione.

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Più che a una farsa (come viene spesso definita) somiglia a una vera e propria truffa.

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Dal punto di vista processuale, invece, tanto nella sua parte sportiva quanto in quella penale, sembra davvero un pasticcio “all’italiana”, pieno di incongruenze e contraddizioni. E anche di illazioni prive di riscontri, valutazioni non oggettive, presunzione di comportamenti non verificati e fatti oggettivamente non veri.

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Le distorsioni mediatiche. Attenzione concentrata su un dettaglio, omettendo il quadro generale.
I fatti ci dicono che ci sono 20 automobili, tutte ugualmente in divieto di sosta. Di 13-14 di queste 20 auto ci sono le fotografie. Nessuna in posizione davvero pericolosa. Ci viene mostrata la foto di una di queste 13-14. Ci viene detto che era in posizione pericolosissima. E che c’era solo quell’auto parcheggiata lì. Al conducente viene ritirata la patente, al proprietario viene sequestrata l’auto. La si vorrebbe addirittura demolire per la grave infrazione commessa. Divieto di sosta.
In realtà, non è stata commessa alcuna infrazione grave. C’erano altre 12-13 auto nella stessa posizione, nessuno ha causato incidenti, nessuno era in posizione pericolosa. Questo dicono i fatti oggettivamente accertati. Ma i media ci hanno raccontato altro.

copertina
Dieci anni fa a Berlino: 11 ladri
5 nell’Italia: Buffon, Cannavaro, Zambrotta, Camoranesi, Del Piero.
3 nella Francia: Thuram, Vieira, Trezeguet.
3 assenti: Emerson, Nedved, Ibrahimovic.
A fare da palo, Lippi e Ferrara. E i complici, gli altri ex: Peruzzi, Inzaghi, Perrotta da una parte. Zidane e Henry dall’altra.

 

7 Comments

  1. Lorenzo Rocca

    1 dicembre 2016 alle 16:20

    Sempre così, Nino…, sempre così.

  2. Ubaldo

    1 dicembre 2016 alle 19:16

    anche se cose sapute e risapute, risentirle per l’ennesima volta mi fa sempre ribollire di rabbia.
    Ubaldo

  3. Matteo

    1 dicembre 2016 alle 22:34

    Complimenti. Ottima idea, iniziativa e realizzazione. Una provocazione: finite le puntate, perché non inviarle alla Rai e a Mediaset rendendosi disponibili ad un contraddittorio con i dati che avete raccolto ?

    • Luca Coppa

      10 dicembre 2016 alle 17:01

      Sarebbe stupendo!

  4. Davide Chianese

    2 dicembre 2016 alle 14:11

    Belloooooo! Grande Nino

  5. Luca Coppa

    10 dicembre 2016 alle 17:02

    L’esempio delle auto in sosta è magnifico, davvero calzante!

  6. Maximiliano

    30 dicembre 2016 alle 00:41

    Grazie del grandissimo lavoro che avete e state svolgendo. Farsopoli è stata la più grande truffa sportiva mai esistita. Non avrò pace finché i due scudetti rubati non tornano a casa, la loro casa, quella della juve.
    Senza tener conto del danno economico e di immagine della società juve nel mondo.

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