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CALCIOPOLARIO – 10. PROCESSO DI NAPOLI

Nell’autunno del 2008 inizia presso il Tribunale di Napoli il processo penale di calciopoli. Dura in tutto 6 anni e mezzo, per concludersi in Cassazione a Roma nel marzo 2015.


Nel rito ordinario i giudici hanno a disposizione anche il materiale probatorio successivo al 2006, frutto dell’attività del collegio difensivo di Moggi.
In teoria, valgono le prove maturate e le dichiarazioni rese nel corso del dibattimento, in udienza, e non i rapporti degli investigatori e le deposizioni rese durante le indagini.


Nel rito abbreviato non c’è il dibattimento: valgono le dichiarazioni rese dai testi alla polizia giudiziaria o al Pm, e gli atti delle indagini preliminari.
A Napoli, parte delle prove dibattimentali emerse nel processo ordinario è stata comunque accettata anche nella parte di processo svoltasi con rito abbreviato.


Processo penale: totale 35 imputati. 9 dirigenti di società, un dirigente Figc, 5 dirigenti Can, 11 arbitri, 8 assistenti, un giornalista.
Parte degli imputati ha scelto di farsi giudicare con il rito abbreviato. Gli altri con rito ordinario.


Per 20 imputati l’assoluzione. Per 9 (i due fratelli Della Valle, Foti, Lotito, Meani, Mencucci, Puglisi, Racalbuto, Titomanlio) la prescrizione in Appello. Per 4 (Moggi, Giraudo, Mazzini, Pairetto) la prescrizione in Cassazione. Per uno (Bergamo) l’annullamento e la successiva prescrizione. Per un imputato (De Santis) la condanna.


19 erano gli imputati di associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva. Per 12 di loro c’è stata l’assoluzione, per uno la prescrizione in Appello, per 4 la prescrizione in Cassazione, per uno (Bergamo) l’annullamento e prescrizione, per uno (De Santis) la condanna.


Le partite per le quali si ipotizzava la frode sportiva erano 30, per ognuna delle quali erano imputate 3-4 persone, per un totale di 106 imputazioni.
Su 106 imputazioni, si sono verificate 64 assoluzioni, 29 prescrizioni in Appello, una prescrizione in Cassazione, in 10 casi (Bergamo) c’è stato l’annullamento e la successiva prescrizione, in 2 casi (De Santis) condanna.


Delle 30 frodi sportive ipotizzate, 14 erano a favore della Juventus. Non si registrano condanne per nessuna delle 14 partite in questione.
Per 8 di queste 14 frodi è arrivata l’assoluzione piena per tutti gli imputati. Nelle altre 6, per alcuni imputati l’assoluzione e per altri la prescrizione. Nessun colpevole.


6 anni e mezzo di processo penale hanno prodotto, su 35 imputati, un condannato: l’ex arbitro De Santis. Unico colpevole tra i 19 imputati del mondo arbitrale (11 arbitri, 8 assistenti). Per De Santis, unico colpevole, 2 frodi sportive (sulle 6 delle quali era accusato): Lecce-Parma e Fiorentina-Bologna, oltre al capo d’imputazione principale di associazione per delinquere. Dove sono le partite della Juventus?


Della cupola abbiamo già detto in passato. Il teorema accusatorio si è sfaldato sotto il peso delle testimonianze rese in aula e delle prove raccolte.
Le statistiche (medie punti, ammonizioni, arbitraggi, guadagni, etc.) hanno confermano le tesi sostenute dalle difese su ammonizioni mirate e su arbitri cupolari. Non ci sono stati passaggi di denaro, non sono state trovate partite truccate né vantaggi arbitrali predeterminati in favore della Juventus.
Niente sorteggio truccato. Veniva invece svolto sotto l’occhio attento dei notai e con la collaborazione di giornalisti che cambiavano di volta in volta.
Le schede svizzere. Gli “specchietti” realizzati dai Carabinieri: un lavoro fatto a mano, su fogli di carta, per migliaia di dati ed elementi da confrontare. I diversi luoghi delle partite e gli spostamenti degli arbitri, raffrontati con le schede attive sulle diverse celle, sono pieni zeppi di errori e del tutto inattendibili. In molti casi è provata e certificata, con tanto di documenti, la presenza fisica di un arbitro in un luogo completamente diverso da dove sarebbe stata la scheda a lui attribuita.
Nelle telefonate prodotte dalla difesa vi sono elementi inequivocabilmente di segno contrario all’ipotetica colpevolezza dei nostri dirigenti dell’epoca.


Numerose anomalie e incongruenze nei comportamenti di Giudici, Pm, testimoni… e perfino nelle stesse sentenze.
Tre istanze di ricusazione del Giudice di 1° grado, dott.ssa Casoria, due proposte dai Pm e una dalle parti civili. Oltre al procedimento disciplinare del Tribunale. Nei processi, di solito sono gli avvocati difensori che hanno interesse a ricusare il giudice. Stavolta, chi è che puntava alla prescrizione? Addirittura, le difese degli imputati hanno rinunciato a gran parte dei loro testimoni, per velocizzare il processo, e perché le teorie accusatorie erano già state smontate.
Il video del sorteggio del 13 maggio 2005, girato a Coverciano dal maresciallo Sergio Ziino, avrebbe dovuto dimostrare che il sorteggio era truccato. Dimostra invece che quel sorteggio è regolarissimo: Pairetto estrae le squadre (la partita), un giornalista tira fuori il nome dell’arbitro, Bergamo lo pronuncia ad alta voce. Quel filmato nel 2009 scompare dagli atti del processo e, fisicamente, dal Tribunale di Napoli. Viene sostituito da una sequenza di foto estrapolate dal video. La sequenza viene montata invertendo cronologicamente i fatti e presentando il giornalista come dipendente Figc, in modo che tutto appaia come se fosse addomesticato da una sorta di cricca.
La vicenda di quel video e della sua sparizione è un po’ il simbolo di ciò che è stato il processo penale di calciopoli. Le prove che avrebbero dovuto inchiodare gli imputati, che invece ne dimostrano l’innocenza. L’occultamento delle stesse. La loro sostituzione con dei surrogati montati ad arte e comunque inattendibili. E, a seguire, sentenze che si rifanno agli atti delle indagini preliminari, senza tenere in alcuna considerazione le prove maturate in udienza, nel corso del dibattimento.

Puntate precedenti del Calciopolario:
1. COS’È CALCIOPOLI
2. LA FARSA
3. IL PROCESSO SPORTIVO
4. LE CONDANNE
5. GLI SCUDETTI
6. LA CUPOLA
7. LA GENESI
8. RUOLO DELLA JUVENTUS
9. RELAZIONE DI PALAZZI

1 Commento

  1. Roberto

    7 gennaio 2017 alle 23:50

    Juventus squadra giustiziata nel 2006 da un plotone di esecuzione, stessa brutalità, stesso pressappochismo, stessa frettolosità che caratterizza ogni giustizia sommaria a senso unico.

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