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CALCIOPOLARIO – 6. LA CUPOLA

Ci hanno raccontato che la cupola moggiana condizionava griglie arbitrali, sorteggi, risultati delle partite (anche con ammonizioni mirate), campionati, carriere degli arbitri.
Vediamo, alla luce di quanto emerso nei processi, cosa rimane di questa fantomatica associazione per delinquere.


Non c’è movente, non c’è corruzione, non ci sono taroccamenti, non c’è alcun passaggio di denaro. Una cupola? No, una onlus.


La fantomatica cupola non ha fini di lucro (non c’è corruzione, non c’è alcun passaggio di denaro), né altri moventi criminosi. Si è mai vista una associazione per delinquere senza fini di lucro né altri moventi criminosi? A cosa dovrebbe servire?


Le frodi contestate non si sono mai realizzate e i risultati delle partite e dei campionati non sono frutto di manipolazione. Che le partite non fossero state alterate lo dicevano già le sentenze sportive del 2006. Che non sia stato alterato il campionato lo dice già la sentenza penale di 1° grado del processo di Napoli.


La cupola avrebbe dovuto controllare le carriere degli arbitri. Gli arbitri (teoricamente) associati non guadagnano più degli altri, non ricevono benefici in termini di carriera, e la loro condotta in campo non ha agevolato le squadre coinvolte. 19 esponenti del mondo arbitrale (11 arbitri e 8 assistenti) erano imputati nel processo penale: 15 sono stati assolti, per 3 di loro (Puglisi, Racalbuto, Titomanlio) è intervenuta la prescrizione. Un solo colpevole: De Santis, per partite non riguardanti la Juve.


E’ stata dimostrata più volte nel corso dei processi la regolarità dei sorteggi. Le griglie arbitrali ipotizzate o le designazioni auspicate da alcuni dirigenti non si sono mai verificate nella pratica.


Non ci sono arbitri corrotti, addomesticati o chiusi in stanzini. Il celebre “sequestro Paparesta” non è mai avvenuto: archiviato perché il fatto non sussiste. Non si sono registrate ammonizioni preventive mirate o espulsioni compiacenti. Le statistiche dicono che i numeri della Juventus erano simili a quelli delle altre contendenti.
Gli arbitri “amici” non vengono affatto premiati. Dopo gli errori Roma-Juventus, l’arbitro Racalbuto resta fuori dalle designazioni per 8 partite. Gli arbitri “nemici” non vengono affatto ostacolati né puniti. Dopo gli errori di Reggina-Juventus, Paparesta arbitra la sfida di vertice in serie B e torna poi immediatamente ad arbitrare partite di prima fascia in serie A.


Il teorema delle schede svizzere si è rivelato essere un’accozzaglia di dati imprecisi, con numerosi errori di attribuzione, di tempistica e di ricostruzione. Le attribuzioni sono state fatte dai Carabinieri con metodo artigianale (quaderni, carta e penna), senza utilizzare strumenti di verifica della correttezza dei dati ricavati. Le sim svizzere sono intercettabili come tutte le altre. Le conversazioni non contengono illeciti, ed è comunque perfettamente legale possedere sim svizzere e/o regalarle.


Piaccia o non piaccia agli imputati non ci sono mai state telefonate tra Bergamo o Pairetto con il signor Moratti, o con il signor Sensi o con il signor Campedelli“. Lo disse il Pm Giuseppe Narducci a Napoli il 27 ottobre 2008, nell’udienza preliminare del processo penale. Disse il falso.
I rapporti dei dirigenti juventini coi designatori non sono esclusivi: come detto fin dall’inizio, i designatori parlano con tutti, e l’ascolto delle telefonate di dirigenti di altre società ha evidenziato comportamenti ben più censurabili rispetto a quelli attribuiti ai nostri.
A intrattenere rapporti (vietati, e spesso impropri) con gli arbitri sono stati invece i dirigenti di altre società. Quelli di Milan e Inter parlano molto (anche troppo) con gli arbitri, i dirigenti della Juventus no.


A livello sportivo, non ci sono né illeciti né frodi. Non ci sono reati accertati dal punto di vista penale. Inoltre, l’indagine sembra essere stata condotta a senso unico, con imprecisioni, occultamenti, omissioni e negligenze.


Le condanne penali (comprese quelle per le quali è scattata la prescrizione), sono basate su valutazioni non oggettive, illazioni o convinzioni prive di riscontri. Ma anche su aspetti caratteriali attribuiti agli imputati, presunzione di comportamenti non verificati… e alcuni fatti oggettivamente non veri.

Puntate precedenti del Calciopolario:
1. COS’È CALCIOPOLI
2. LA FARSA 
3. IL PROCESSO SPORTIVO
4. LE CONDANNE
5. GLI SCUDETTI

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