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CALCIOPOLARIO – 7. LA GENESI

Come già detto in passato, una irripetibile coincidenza di interessi tra fattori interni ed esterni al mondo Juventus ha permesso la realizzazione di calciopoli.
Vediamone le date fondamentali.


27 maggio 2004: Concepimento
Umberto Agnelli (il Dottore) muore nella sua residenza della Mandria, in provincia di Torino. 16 mesi prima era mancato l’Avvocato, Gianni Agnelli.
7 maggio 2006: Nascita
Juve-Palermo. John Elkann davanti alle telecamere: “Siamo qui per testimoniare la nostra vicinanza alla squadra e all’allenatore”. Non ai dirigenti, evidentemente.
31 agosto 2006: Morte apparente
La Juventus dell’allora presidente Cobolli Gigli fa marcia indietro e rinuncia al ricorso al Tar del Lazio. Le inique sentenze sportive vengono confermate.


Alla base di tutto sembra esserci stata una irripetibile coincidenza di interessi tra fattori esterni e interni al mondo Juve.
Proviamo a riassumerli, elencandone i principali, cominciando da quelli esterni.


La Juventus la odiavano da sempre almeno il 70% degli italiani, anche allora. Non è cambiato nulla. Chi non tifa Juve, è automaticamente antijuventino.


In quegli anni, le società milanesi spendevano troppo per realizzare poco e, soprattutto, per vincere poco.
Le società romane erano economicamente fragili e instabili, e in pratica venivano tenute in vita artificialmente.


Le istituzioni del calcio erano infastidite dal dominio della Juve, dalle capacità gestionali e dalle competenze di Moggi e Giraudo e del team da essi guidato. La posizione di preminenza dei bianconeri rischiava di produrre una supremazia irreversibile: squadra quasi imbattibile, contratti esclusivi per i diritti tv, progetti di realizzazione dello stadio di proprietà e del canale tematico, sponsorizzazioni importanti, etc.


La torta dei diritti tv era ambita da tutti (per alcuni, rappresentava una possibile bombola d’ossigeno) e la posizione di preminenza della Juve dava fastidio anche in questo.


Preso atto del fatto che il quadro dei fattori esterni non è troppo dissimile da quello riscontrabile oggi, a 10-12 anni di distanza, proviamo a elencare i principali fattori interni al mondo Juve, anch’essi funzionali alla realizzazione di calciopoli. Il quadro interno è invece diametralmente opposto a quello attuale.
Anche l’attacco dall’interno è fondamentale per la riuscita di calciopoli, ma non basta: è una condizione necessaria (ma non sufficiente) per spiegare l’accaduto.


Dopo l’Avvocato, anche il Dottore e l’avv. Chiusano non c’erano più: dal 2004, Moggi e Giraudo (già odiati da tutti all’esterno) non avevano più protezione neanche all’interno.


Giraudo aveva dei nemici storici nel gruppo Ifi (oggi Exor), nel quale c’era comunque chi voleva farla pagare alla Triade per il tentativo di scalata alla Juventus.
L’erede dell’Avvocato, John Elkann, andava difeso dall’ascesa possibile di Andrea Agnelli, da tempo spinto da Giraudo (peraltro senza successo) verso il CdA della Juve.


La successione nei rami della famiglia aveva dei risvolti complicati, ma ne era già stato designato il vincitore dall’Avvocato. A presiederne il buon fine e la realizzazione erano in 3. Grande Stevens (presidente Juventus, esecutore testamentario dell’Avvocato), Gabetti (presidente Giovanni Agnelli & c. Sapa, l’accomandita), Montezemolo (presidente Fiat, Ferrari, Confindustria).
Il “giocattolo” Juve sembrava interessare solo a chi aveva meno potere nella famiglia (Andrea Agnelli e Lapo Elkann), e rischiava di diventare costoso.


Sullo sfondo, in quel periodo, strutture deviate della security Telecom-Pirelli dossieravano e spiavano mezza Italia. A qualcuno venne l’idea di sfruttare il momento anche per fini calcistici e di politica sportiva. Il momento era propizio per il golpe, per stravolgere gli equilibri di potere del calcio italiano.


Effetti per l’esterno: eliminata la Triade, stravolti per via giudiziaria gli equilibri sportivi ed economici del mondo del calcio italiano, stabiliti dal campo.
Effetti per l’interno: se, una volta eliminati la Triade e Andrea Agnelli, ci andava di mezzo anche la Juve… evidentemente, per alcuni, era un danno collaterale accettabile.

In pratica, gli elementi esaminati fanno pensare che, senza un qualche assenso (tacito o esplicito che sia stato) della proprietà della Juve di allora, non ci sarebbero state né sottrazione di scudetti né serie B. La Juventus di oggi con Agnelli presidente appare ben diversa da quella di allora con presidente Grande Stevens. Diversi gli obiettivi, il contesto, le persone, i comportamenti. Si può ragionevolmente affermare che una coincidenza di interessi (tra il mondo esterno e quello interno alla Juventus) come quella del periodo 2004-2006, sia storicamente tanto anomala quanto irripetibile.

Puntate precedenti del Calciopolario:
1. COS’È CALCIOPOLI
2. LA FARSA
3. IL PROCESSO SPORTIVO
4. LE CONDANNE
5. GLI SCUDETTI
6. LA CUPOLA

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Calciopolario

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