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Chievo – Juve: primi almeno per una notte

Salutate la capolista. È da troppo tempo che non si sente cantare dalla SUD.  Troppo tempo che la Juve non guarda tutti dall’alto in basso, come è scritto nel suo destino. L’occasione che si presenta all’ombra delle arche scaligere è delle più ghiotte: sarà solo per una notte, ma è bene riprendere l’abitudine. Il Napoli vincerà certamente in casa contro il Bologna: intanto facciamo il nostro.

Non sarà facile, vista la strenua resistenza che il Chievo oppone al Bentegodi. Ci  hanno pareggiato Roma e Napoli e non paiono squadre di poco conto. Qui a Verona, in un impianto sempre largamente vuoto per mancanza di bacino d’utenza, i gialloblù di Campedelli stanno costruendo l’ennesima impresa, anche se ormai il Chievo in serie A non solo non fa più notizia, ma la notizia sarebbe la sua assenza.

La Juve ha un solo risultato disponibile, per tacitare oltretutto la stucchevole polemica di provenienza sarriana circa il giocare prima o dopo delle 2 contendenti alla vittoria finale. Nessuno ha provveduto a informare l’ex impiegato bancario che in 19 incontri i “ciucci” han giocato 14 volte “prima”: viene da pensare che a Napoli si perdano volutamente appunti di tal fatta. Quella è una città nella quale si fa a gara a chi è più furbo, peccato che ogni tanto si dimentichi che a Torino si vede poca gente con l’anello al naso, alternativi dei centri sociali esclusi.

Allegri è alle prese con l’infermeria che si riempie e si svuota, ma non è una novità. Le partite da disputare sono  tante e, guarda caso, il più delle volte alla sera nel pieno inverno del nord Italia. Laggiù, si giocano meno partite (magari si fanno buttare fuori volutamente da competizioni sgradite) e, guarda caso, si programmano incontri nei pomeriggi in riva al mare o si va a giocare al nord all’ora di pranzo. I muscoli ringraziano del caldo, molto più di quanto maledicano il freddo. Ma sicuramente, è tutta malizia di chi scrive!

Tuttavia, gli uomini per iniziare in 11 ci sono. A iniziare da Szczesny che sostituisce Buffon per l’ultima volta. A proposito, il Gigi nazionale parerà i suoi primi 40 anni al ritorno dalla trasferta veneta. Come passa il tempo, sembrava ieri il 2001 e siamo già nel 2018…

In difesa Lichtsteiner (De Sciglio), Benatia, Barzagli (volete che Chiello scoppi?) e Asamoah formano la linea a 4; Khedira, Pjanic e Matuidi (o Sturaro?) in mezzo; favorito Douglas Costa su Bernardeschi a destra, a fianco di Higuain, con Mandzukic al suo solito posto di tuttocampista.

Maran oppone un modulo speculare che prevede Sorrentino tra i pali; Cacciatore, Bani, Tomovic e Gobbi linea di difesa anagraficamente vecchissima; Bastien, Radovanovic e Hetemaj trio di centrocampo; Birsa trequartista a ridosso di Stepinski e soprattutto di Pucciarelli.

Solo un risultato. Gli ostacoli non sono pochi, però. Non ultimo un arbitro mandato dal… sentimento polare di cui Rizzoli si è varie volte nutrito, tale Maresca (nulla a che vedere con corna da toro), piezz’e core ‘e Napule e Pasqua di Salerno al V.A.R. Della serie, ragazzi tiriamo da fuori area possibilmente all’incrocio, ogni altro modo di segnare è fortemente indiziato di cancellazione. E lo chiamano campionato regolare!

 

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