Connect
To Top

Chievo – Juventus 2-3 : I’ve seen that movie too

Da quanto tempo non ci sentiamo?

Se si esclude l’articolo ex tempore sull’arrivo di LUI, anche detto Cristiano Ronaldo, direi qualche mese buono: c’eravamo lasciati in quella giornata di Maggio, a raccontare una partita che non importava a nessuno perché tutti erano impegnati a salutare il Capitano e altri Eroi degli ultimi 7 scudetti.
Abbiamo salutato Buffon, Lichtsteiner, Asamoah, qualche giorno prima l’aver passato l’alzata della tredicesima Coppa Italia a Marchisio non era stato un caso e l’abbiamo capito ieri mattina.
Insomma, ne è passata di acqua sotto i ponti, eravamo lì a dire che qualcosa si chiudeva ma che non era la fine di niente, che si voltava pagina forse per migliorare e infatti qualche giorno dopo arrivava Emre Can, e poi Cancelo, Caldara, Spinazzola e poi…
Poi, è arrivato LUI e niente è stato più lo stesso e la nostra vita è cambiata, a tal punto che alla fine pure il sacrificio di un centravanti come Higuaín, che giusto 2 anni fa avevamo salutato come l’acquisto più costoso della nostra storia, è passato quasi in secondo piano, una sorta di rinuncia necessaria anche se dolorosa.

C’è stato alla fine anche il ritorno del figliol prodigo Leonardo Bonucci, giusto per usare un eufemismo perché si sa quale appellativo si era guadagnato nell’ultimo anno e mezzo, e la partenza dello stesso Caldara, che tanto avevamo aspettato in questi ultimi 2 anni e a cui abbiamo rinunciato: solo il tempo dirà se è stata una mossa avventata, quindi non stiamo a pensarci e passiamo a parlare della partita di oggi.
Dunque, cosa ci dovevamo aspettare?

A dire la verità ci aspettavamo tanto, perché la qualità della squadra tra prime e seconde linee è di un livello davvero stratosferico, perché non vedevamo l’ora di veder giocare una partita ufficiale di LUI con la nostra maglia, perché in fondo 3 mesi senza partite cominciano a essere un po’ troppi per noi malati di calcio.
E l’inizio prometteva davvero una giornata in totale relax: primo gol dopo 3 minuti, a opera di Khedira, totale dominio del campo, una mezz’ora di ottimo calcio, un avversario inesistente e la sensazione che la partita fosse in mano nostra.
E infatti, visto che siamo pur sempre la Juve, abbiamo pensato benissimo di complicarci la vita, in modo inutile e quasi letale visto come si era messa la partita a un certo punto.
Perché il calcio, come sanno anche i bambini quando giocano la mattina prima di entrare a scuola con una lattina schiacciata, è uno sport semplice e tu puoi giocare bene quanto vuoi, puoi avere i migliori giocatori del mondo, puoi lasciare tutti a bocca aperta per alcune giocate sopraffine, ma se al 38° minuto sei sempre in vantaggio di un gol e gli altri approfittano di uno svarione difensivo si va sul risultato di 1-1 ed è tutto da rifare.
Le giocate e le raffinatezze, così come i contropiedi sprecati, non valgono.
Ma soprattutto, così facendo rivitalizzi e resusciti una squadra che ormai si stava rassegnando a fare da sparring partner visto il divario tecnico e a un certo punto quei giocatori potranno pensare: “Ehi, un gol alla Juve lo abbiamo già fatto, e se provassimo anche a vincere?”

Detto fatto, i nostri fottuti inizi di secondo tempo hanno colpito ancora: dopo una decina di minuti di tambureggiamento ecco un loro contropiede, ecco il giovin virgulto Cancelo che si fa uccellare da Giaccherini e rigore più che giusto (va de se che ce n’erano uno o due anche per noi nel primo tempo ma ormai non ci faccio più caso, tanto lo so che La VAR in questi casi funziona bene): lo stesso Giaccherini realizza il rigore e andiamo sotto.
A proposito, caro Giak potevi tranquillamente esultare, io di sicuro non mi sarei offeso (un giorno proporrò l’abolizione di questa usanza stupida di non esultare per rispetto degli ex tifosi).
Ecco, da possibile passeggiata a ennesima partita in salita a causa di una pessima gestione e dei tanti errori sotto la porta, anche se ora in attacco c’è LUI.
Solita Juve, che comunque non si è fatta prendere dalla frenesia e, grazie anche all’entrata di Bernardeschi al posto di un Cuadrado in vena di beneficienza ma soprattutto grazie al divario tecnico che ha costretto il Chievo a fare gli straordinari rimanendo senza fiato a 20 minuti dalla fine, la squadra è riuscita nell’ultima mezz’ora a raddrizzarla e a portarla a casa, con un autogol propiziato da Bonucci e il 3-2 di Bernardeschi.
Ma che fatica anche stavolta!

Comunque, sofferenza a parte, il potenziale della squadra è davvero enorme, quando la squadra gira da spettacolo, il modulo secondo me va bene, si deve solo aspettare del tempo affinché:
– I giocatori entrino in condizione (che cavoli, siamo pur sempre al 18 Agosto), soprattutto da metà Settembre in poi quando comincerà la Champions League.
– Certi automatismi in difesa vengano recuperati (tipo l’intesa tra Bonucci e Chiellini) e qualcuno migliori in quella fase (vedi Cancelo).
– Si mettano da parte, fino al risultato di 3-0 per noi, svolazzi e giocate di fino per concentrarsi ed essere più diretti e pragmatici: oggi se al 30° eri in vantaggio per 3-0 o anche 4-0 nessuno avrebbe avuto da ridire. Partita chiusa e archiviata, i restanti 60 – 65 minuti diventavano quasi un allenamento defatigante.

Questa deve essere la missione principale di Allegri ma soprattutto della squadra: chiudere subito certe partite, evitare imprese fini a se stesse e durare meno fatica.

Le grandi squadre lo fanno, questa Juve è una grande squadra, deve solo capirlo fino in fondo.
C’è comunque da essere fiduciosi.

Keep the faith alive e nel dubbio passate la palla a LUI.

(Giocatore mostruoso, ancora non riesco a credere che giochi nella Juve)

2 Comments

  1. RikII

    19 agosto 2018 alle 11:16

    al di là della tattica e moduli, se questa squadra vuole fare l’ultimo salto di qualità che le serve deve SEGUIRE L’ESEMPIO di quel marziano che gioca con la maglia numero 7. furiosa concentrazione e determinazione in ogni minuto della partita, in ogni azione. se hai la palla devi SEMPRE usarla per provare a creare azioni importanti perchè non puoi mai essere sicuro nemmeno quando l’avversario sembra tramortito. l’atteggiamento di chi si perde un attaccante a centro area, di chi non si preoccupa se per caso la difesa potrebbe necessitare di un rinforzo, di chi ha la palla e “col pilota automatico” la passa indietro ai centrali difensivi (perchè tanto siamo in vantaggio e preferiamo “gestirla”), sono atteggiamenti di atleti che non hanno capito praticamente niente di qual’è stata la VERA differenza a Cardiff.

  2. Salvador Righi

    21 agosto 2018 alle 09:47

    Sono d’accordo con te: il difetto maggiore di questa squadra, da anni ormai, è quella di voler addormentare la partita su risultati tutt’altro che sicuri.
    Quante partite abbiamo chiuso sul risultato di 1-0 o 2-0 sprecando tantissime palle gol?
    Tante, troppe e quasi sempre per il solito motivo: calo di concentrazione camuffato da volontà di gestire la partita.
    Eppure anche sabato sarebbe bastato aggredire in modo più incisivo e determinato il Chievo e al 30° minuto saremmo già stati sul 3-0, che avrebbe significato partita quasi archiviata.
    Invece ci siamo spenti, anche per la stanchezza perché giustamente non possiamo essere al top della condizione fisica al 18 Agosto, loro hanno segnato 2 gol e noi abbiamo dovuto fare l’ennesima impresa.
    Per stavolta va bene, ma se vogliamo arrivare meno spompati ad Aprile queste partite, soprattutto in trasferta, vanno chiuse subito. Basta avere, come dici tu, quella determinazione e quella ferocia che ha quel giocatore….

Lascia il tuo commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Campionato

  • Juventus – Sassuolo: si riparte!

    Ho smaltito l’adrenalina per l’entusiasmante inizio della Nations League? L’avvincente esordio della Nazionale del Mancio mi ha lasciato residuo interesse per...

    Dimitri Cimolato16 settembre 2018
  • Parma-Juve 1-2 : tre vittorie su tre

    Tutto bene quel che finisce bene: il precampionato, per dire. Perché, malgrado la burocratica notazione del calendario, questo trittico è stato...

    Massimiliano Mingioni1 settembre 2018