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Dai Paesi bassi al paese delle bassezze

Di solito, le pause per le nazionali sono noiose. 15 giorni di inutili chiacchiere di calciomercato (che comincerà tra 3 mesi, ricordiamolo). E poi, sono portatrici insane di polemiche ridicole e pretestuose. Anche la pausa di questi giorni non fa eccezione.

Un ex dipendente dell’Ajax, tale David Endt (all’epoca della finale del ’96, team manager responsabile della comunicazione), viene intervistato da una radio napoletana (perché? boh…) a proposito del prossimo quarto di finale di CL tra Ajax e Juventus. “Abbiamo voglia di vendetta per quella finale del ’96: la Juve di allora si dimostrò essere forse un po’ dopata: brucia ancora aver perso così.” (D.Endt)

Che poi, doparsi per cercare di arrivare a giocarsi la coppa ai rigori apparirebbe quanto meno risibile. Al limite, se proprio devo doparmi, lo faccio per andare ad asfaltare uno squadrone a casa sua, non certo per pareggiare contro l’Ajax a Roma. Comunque, a stretto giro di posta, rispondono alle sue deliranti dichiarazioni alcuni dei protagonisti bianconeri di quella serata.
Si deve letteralmente vergognare. La nostra squadra dal primo giorno di ritiro ha lavorato duramente e seriamente per cercare di riportare a Torino la coppa. Ci siamo riusciti con grande merito e con grandissimi sacrifici. Quindi, vergognati! E mi auguro che i giocatori della Juventus abbiano un ulteriore stimolo per eliminare, per l’ennesima volta, l’Ajax.” (A.Tacchinardi)
Senza entrare nella polemica, vorrei sottolineare che proprio lui ci aiutò in quel successo. Pochi giorni prima della finale, a precisa domanda su chi avrebbe vinto, l’allenatore olandese Van Gaal rispose che quella coppa sarebbe tornata con loro sul loro aereo. Il responsabile della comunicazione Endt avrebbe dovuto sapere che quelle dichiarazioni ci fecero abbastanza incazzare.” (C.Ferrara)
Tirare fuori frasi di questo tipo e dire che la Juve abbia vinto la Champions del ’96 perché dopata è una cosa davvero allucinante. I risultati arrivano sempre attraverso il lavoro. Penso che sia una frase detta da una persona poco intelligente, frasi del genere non meritano neanche una discussione. Mi spiace per lui, poverino, non merita neanche risposta.” (S.Porrini)
Le parole di Endt lasciano il tempo che trovano. Mi fa sorridere quello che ha detto. Dopo quella partita contro l’Ajax ci sono stati i controlli antidoping e non è risultato nulla. Uno di quelli che ha fatto l’esame antidoping ero io quella notte. Tiferò ancora di più la Juventus.” (M.Torricelli)

Naturalmente, le dichiarazioni del sig.Endt innescano sui social network e su alcuni siti non propriamente juventini i soliti discorsi sul processo doping e sulla presunta prescrizione della quale avrebbe goduto la Juventus. In attesa degli auspicabili approfondimenti di Dagospia e del Fatto Quotidiano e delle possibili inchieste di Report o delle Iene, mi sembra giusto provare a far chiarezza sul tema.

I fatti: il processo

Il fantomatico scandalo doping, conseguenza delle poco sensate dichiarazioni di Zeman su Del Piero e Vialli, andò avanti inutilmente, per iniziativa del Pm Guariniello, per anni. Il processo intentato per somministrazione di sostanze dopanti (Epo e/o altre sostanze) è finito con l’assoluzione “perché il fatto non sussiste“. Nessuna responsabilità diretta della società nella vicenda. Non c’è mai stato acquisto o distribuzione di Epo ai giocatori della Juventus. Va precisato che i calciatori bianconeri risultarono sempre negativi in tutti i controlli antidoping, e i loro valori ematologici medi erano uguali a quelli della media della popolazione.

I farmaci che erano in uso alla Juventus non erano nella lista doping e quindi, come confermò anche la Cassazione, la Juve fu assolta dalle accuse di doping. La somministrazione di sostanze lecite per migliorare le prestazioni sportive non poteva essere giudicata come doping, né all’epoca né oggi. Esiste, oggi come allora, una lista di farmaci considerati dopanti. L’uso di quei farmaci è tassativamente vietato. I farmaci che non fanno parte di quella lista non sono doping.

Giraudo era stato assolto già in primo grado “per non aver commesso il fatto“. Quindi, assoluzione piena, confermata in Appello, confermata in Cassazione.
Per Agricola, assoluzione piena in Appello “perché il fatto non sussiste” per il presunto acquisto di Epo e la sua somministrazione, assoluzione confermata in Cassazione.
Agricola fu assolto in Appello anche dall’accusa di somministrazione di medicinali non vietati “perché il fatto non costituisce reato“.

I fatti: prescrizione o assoluzione?

Quindi, nel processo per l’abuso di farmaci, Giraudo e Agricola furono pienamente assolti per quanto riguarda il doping (uso di farmaci illeciti, Epo compreso), tanto in Appello quanto in Cassazione. I Giudici di Cassazione non confermarono invece l’assoluzione del dott.Agricola per l’eventuale abuso di farmaci leciti. Ripeto: eventuale abuso di medicinali non vietati. Ma i tempi necessari ad istruire quel nuovo processo non avrebbero potuto impedire a quell’inesistente reato (peraltro, tutto da dimostrare) di cadere in prescrizione: era impossibile processare per i farmaci leciti, perché l’eventuale reato sarebbe comunque stato prescritto.

All’epoca quei farmaci erano leciti, non erano nella lista dei farmaci dopanti: erano in regola con il regolamento antidoping. Chi parla di prescrizione vuol lasciar intendere che un eventuale processo sui farmaci leciti, mai celebrato, avrebbe potuto dimostrare un’alterazione dei risultati sportivi. Il controsenso è evidente: i farmaci il cui uso o abuso determina un’alterazione dei risultati sportivi erano e sono nella lista doping. Ma nel processo doping siamo stati assolti.

Per condannare bisogna processare. E bisogna farlo nei modi, nei termini e nei tempi previsti dalla legge. E nel processo i nostri sono stati assolti dalle accuse di doping. Nessuna prescrizione. Il resto sono speculazioni e chiacchiere da bar sport, e illazioni totalmente prive di fondamento. In assenza di processo, tutte le illazioni valgono zero.

Anche dalla giustizia sportiva, la Juventus è stata completamente assolta in toto, prima dalla Disciplinare, poi dalla Caf e dal Giudice di ultima istanza del Coni. Ripeto: nessuna attribuzione di responsabilità, né penale né sportiva, per la Juventus e i suoi rappresentanti, ma assoluzione piena. Assoluzione, non prescrizione.

Curiosità: le farmacie torinesi

La famosa farmacia della Juventus era composta da 281 farmaci, quella del Torino da oltre 250 farmaci. Con la doverosa precisazione che nessuno di quei farmaci era illegale. E nessuno di quei farmaci compariva nella lista dei prodotti dopanti.

Inoltre, molti farmaci erano doppi o multipli o simili tra loro. Un principio attivo come quello dell’aspirina, l’acido acetilasalicilico, è presente in più medicinali con nomi o formati o dosaggi diversi: Aspirina 100, 200, C, effervescente, etc. E questo vale per molti altri medicinali. Il Voltaren, per esempio, è presente in formati e dosaggi diversi: fiale, gel, compresse, etc. Tanti nomi, ma la specialità medicinale è sempre la stessa. Il loro numero era evidentemente ingannevole e veniva sparato giusto per far clamore e per consentire di ipotizzare chissà quali reati.

Oltre il 90% dell’elenco era costituito da medicinali totalmente inadatti a pratiche dopanti: antidiarroici, mucolitici, antibiotici, antipiretici, decongestionanti nasali, cerotti antidolorifici, etc. E gli altri venivano utilizzati anche da tutte le altre squadre, come dimostrato al processo dai verbali dell’antidoping delle partite giocate in casa da Juventus e Torino.

Curiosità: è lui o non è lui?

I Pm Sara Panelli e Gianfranco Colace durante il dibattimento davano per certo l’uso continuativo di Epo. Ma nessun controllo antidoping lo ha mai confermato, anzi, i controlli e i fatti emersi nel dibattimento confermarono il contrario.
Nel pc del dott. Agricola furono trovati dati statistici e grafici sulle analisi del sangue. Nel processo non mancarono di chiedergliene conto, facendo espressamente riferimento anche al contenuto di un saggio di ematologia pubblicato molti anni prima.
– La risposta di Agricola: “Non mi sono mai occupato direttamente della materia“.
– I Pm: “Ma lo ha scritto lei, Renzo Agricola“.
– Il dott.Agricola: “Veramente, io mi chiamo Riccardo“.

Ecco, il processo doping è stato (anche) questo.

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