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Juve – Verona: dal Llorente con furore

Io questa squadra a volte non la capisco.
Mia moglie, ufficialmente menefreghista riguardo al calcio, ormai la odia per l’ansia che mi trasmette e che, per la proprietà transitiva, trasmetto a lei.
Mi è sembrato di rivedere una partita di due stagioni fa: giochi in attacco 90 minuti su 90, crei un sacco di occasioni, tutto perfetto fino all’area di rigore e poi sul più bello l’incantesimo si spezza e non segni.
Ma non finisce mica qui!
Capita che l’altra squadra, comprensibilmente guardinga per non fare la figura del Sassuolo di turno, difenda benissimo e si lanci in dei contropiede micidiali che ti tolgono due o tre anni di vita. Capita anche che, oramai periodicamente, la nostra difesa abbia voglia di schiacciare un pisolino lasciando tal Cacciatore libero di segnare quel gol che un giorno racconterà ai nipotini…
“E allora ci fu quel calcio d’angolo, un colpo di testa di uno dei nostri, mi avventai sulla palla e segnai alla Juve!”
Ed i nipotini: “Ohhhhhhh!”
Questo è ciò che è successo oggi, almeno fino al 36° minuto del primo tempo!
Fino ad allora era stato un dominio da parte nostra: tiri in porta da fuori (vediamo di correggere la mira, però bene, proviamole tutte!), gol mangiati, belle azioni. Come ricompensa andiamo sotto di un gol.

Ma è in questi casi che si vede la grande squadra, per cui nel giro di 10 minuti l’assedio ricomincia ma stavolta di gol ne entrano ben 2 grazie a Tevez e Llorente. Fine primo tempo sul 2-1 per noi.
Meno male, penso io: ora vediamo di chiuderla alla svelta e tanti saluti al Verona.
L’inizio della ripresa promette bene, Juve sempre in avanti, occasioni su occasioni, tiri in porta, parate, traverse ma la palla per la terza volta non entra.
La puzza di beffa comincia a farsi sempre più forte ed io ho paura, paura di veder imprecare il povero Storari mentre raccatta la palla dal fondo della rete, di veder riesultare in modo idiota i giocatori del Verona, di rileggere i soliti titoli “Juve in crisi”; all’ultima azione mi mordo una mano dalla tensione ma poi sul rimpallo di Vidal in fallo laterale la paura svanisce.
Finisce 2-1, tre punti in saccoccia e ora pensiamo al resto della domenica.

Analizzando la partita, esaminiamo prima le luci.
Partiamo dal discorso che la Juve gioca bene, è bella da vedere, ad alcuni potrà sembrare prevedibile ma come sottolineava qualcuno giorni fa significa che abbiamo un gioco ed un’identità. Creiamo un sacco di palle gol, alcune giocate sono una delizia per gli occhi e se oggi avessimo vinto 5-1 nessuno avrebbe avuto niente da ridire.
Passando ai singoli giocatori, parto dalle cosiddette new entry: Storari senza voto, forse rimane troppo statico sull’azione del gol ma in mezzo a quel caos forse avrebbe fatto male lo stesso a muoversi. Bene Ogbonna nel ruolo di vice Chiellini, qualche incertezza ma crescerà, e se qualcuno ha da ridire qualcosa si ricordi quante papere faceva anche Giorgione Chiellini (e non mi riferisco a quelle delle ultime partite, ricordate il 2-2 contro il Genoa di 2 anni fa?)!
Oscura ma buonissima partita quella di Isla, soprattutto nei recuperi ha risolto un paio di situazioni che potevano diventare pericolose. Appurato che il gol non è il suo forte, sta crescendo e sono contento di ricredermi sul suo impegno e la sua dedizione alla causa. Abbiamo fatto bene a non darlo via, anche perché ai prescritti avrebbe fatto davvero comodo.
Su Llorente poco da dire: ottimo esordio, si sbatte, si danna, lotta su ogni pallone, gioca di fino di piede e quando arriva un cross decente per la sua capoccia la butta dentro per il gol decisivo del 2-1. Cosa volere di più? Vucinic ora dovrà davvero scordarsi le pantofole e dare il 100% sempre, evitando quelle pause che tanto ci fanno incazzare.
E poi lui, l’Apache Tevez! Non ho parole, questo è juventino nell’anima! Un vero leader in campo, un trascinatore, fa reparto da solo, pressa, attacca, sradica palloni e si inventa un gol bellissimo come quello di oggi! Se qualcuno poi, come già scritto su Twitter, mi spiegasse anche quale legge fisica di merda ha consentito a quella palla di viaggiare sulla linea di porta colpendo i due pali mi farebbe un piacere.
Comunque Tevez è la Juve!
Ah, dimenticavo: a Barzagli devono erigere un monumento, mostruoso ed impeccabile (soprattutto nel primo tempo) come sempre: c’ha abituato così bene che ormai sono i suoi sbagli che fanno notizia.

Le ombre.
Il risultato. Doveva finire 3 o 4-1, poche palle. E’ andata bene e ora ci prendiamo meritatamente i 3 punti, ma cosa sarebbe successo se Barzagli si fosse addormentato o se ci fosse stata un’incomprensione come nel primo tempo ed il Verona avesse segnato il gol del pareggio? Staremmo qui a bestemmiare in 150 idiomi diversi e a parlare di crisi, di Napoli e Roma che se ne vanno e di prescritti che segnano 7 gol in una volta mentre noi pareggiamo, Marotta dimettiti, Conte vaffanculo e bla bla bla.
Bastava solo un po’ meno leziosità e un po’ più di concretezza, meno passaggi sul più bello e più rabbia nelle conclusioni e forse avremmo chiuso in scioltezza la partita, strameritando la vittoria.
E badate bene, se il Verona avesse pareggiato non è che avrebbe demeritato anzi…
Altra considerazioni: le dormite in difesa e le indecisioni sui calci piazzati come nel caso del gol del Verona e le verticalizzazioni pericolose che facevano partire in contropiede il Verona (per fortuna abolite nel secondo tempo) e la prestazione sottotono di Pirlo, marcato ossessivamente finché è rimasto in campo. Giusta la sostituzione, anche se pare non l’abbia presa bene.
Nessun campanello d’allarme, sia ben chiaro, ma punti su cui lavorare e lavorare nel puro stile Conte.

In definitiva più luci che ombre, ottima prestazione della squadra e dei singoli.
Alla fine i 3 punti li abbiamo conquistati e si è visto il bel gioco.
Non scordiamoci che questo Verona non è una squadraccia, almeno per ora.
Avanti così anche contro il Chievo!
Vamos!

PS. il titolo è scontato, lo so, ma ci stava bene…

1 Commento

  1. Federico Dematteis

    22 Settembre 2013 alle 21:43

    in realtà abbiamo sofferto pochissimo…Storari non ha fatto una parata, gol inevitabile a parte. Pochissimi pericoli, a parte qualche contropiede marcato alla grande da Barzagli e Bonucci.
    C’è ancora da lavorare sull’intensità ma andare a mille a settembre può essere molto pericoloso…

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