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Diritto alle prestazioni sportive ed ammortamento del loro costo

C’era una volta il calcio, un gioco praticato in ogni angolo di strada, quando un pezzo di sterrato e quattro pietre a delimitare le porte, rendevano felici una dozzina di bambini.
Quel calcio non esiste più, ovvero esiste solo nella mente di chi, ormai negli anta, lo ricorda romanticamente ai propri figli.

Il calcio si è evoluto e, nel bene o nel male, è drasticamente cambiato, non è più solo un gioco.
Il dio denaro lo ha trasformato in una industria, il no profit ha lasciato il posto al merchandising, diritti televisivi, bilanci, quotazione in borsa e quella romantica parola “cartellino” si è trasformata nella più arida “diritto alle prestazioni sportive”.

Come si evince dall’articolo 95 delle N.O.I.F (norme organizzative interne della federazione) il diritto alle prestazioni sportive di un calciatore può derivare da un accordo di trasferimento oppure dalla cessione del contratto di un calciatore professionista.
Il diritto in parola, secondo quanto stabilito dalle Raccomandazioni Contabili emanate della FIGC ed in particolare dalla n.1, è iscritto nel bilancio delle società di calcio alla voce “Immobilizzazioni immateriali” e la data di contabilizzazione deve coincidere con quella del visto di esecutività del contratto rilasciato dalla Lega o con la data di rilascio del famoso “Transfert” nel caso di trasferimento internazionale.

Cerchiamo ora di capire come avviene l’ ammortamento del loro costo in bilancio e quali sono i criteri per determinarlo.

Secondo la Raccomandazione Contabile n.1 della FIGC, l’ammortamento del costo del diritto alle prestazioni sportive prevede alcune regole fondamentali:

– deve essere effettuato a quote costanti (c.d. pro rata temporis)
– non deve superare i cinque anni ai sensi della legge n. 91/81 e delle NOIF;
– il periodo deve coincidere con la durata del contratto depositato in Lega, se inferiore ai cinque anni.
Esso, inoltre, deve essere effettuato per ogni singolo atleta ed il relativo fondo deve essere portato a rettifica del valore iscritto nell’attivo di bilancio a partire dall’esercizio in cui è avvenuto il suo tesseramento.

Nel caso di prolungamento della durata del contratto a seguito di rinnovo anticipato, la quota non ancora ammortizzata è ripartita, sempre in quote costanti e per un massimo di 5 anni, sulla nuova durata del contratto, andando così a migliorare i risultati economici di bilancio.
Se le parti risolvono anticipatamente il contratto, a causa di cessione dei diritti sportivi ad altra società, il costo non ancora ammortizzato graverà sull’esercizio in cui è avvenuta la cessione e sarà controbilanciata dal ricavo che scaturirà dall’operazione. Si determinerà così se l’operazione ha fruttato una minus o una plusvalenza in bilancio.

La quota di ammortamento di competenza (Q.AMM) sarà quindi calcolata come segue:

Q.AMM= Valore iscrizione in Bilancio/Durata del contratto

Il relativo fondo ammortamento (F.AMM) sarà:

F.AMM= Q.AMM×(dc−dcr) dove dc è la durata del contratto e drc è la durata residua del contratto.

Infine verà calcolato il valore netto contabile (VNC) che rappresenta l’ammontare del cespite ancora da ammortizzare:

VNC= Valore d’iscrizione in bilancio−F.AMM

Spero che l’esempio di seguito riportato possa facilitare la comprensione nel calcolo:

Esempio operazione Matri:
– 7/11 riscattato per 15,5 mln e contratto per 4 anni 15,5:4=3,875 che sarà la quota annua di ammortamento. Il suo fondo amm.to nel 2012 sarà 15,5-3,875=11,625 mln.
-4/12 rinnovo contratto per 5 anni, prendiamo come base il suo amm.to al 2012, cioè 11,625 mln lo dividiamo per la nuova durata 5 ed il risultato ci darà la nuova quota annua aggiornata, cioè 2,325mln. Andiamo ora a sottrarre tale cifra agli 11,625mln del 2012 e troveremo il suo valore di ammortamento aggiornato al 2013 e cioè 9,3 mln.

Euro più euro meno è questo il suo valore (le tabelle che girano in rete, sicuramente più precise riportano 9,2 mln circa).
Solo conoscendo l’esatto valore con cui il cespite è iscritto in bilancio, si potrà conoscere al centesimo il risultato finale.

Ma credo che a noi interessi più comprendere il metodo che il centesimo delle cifre… tanto chi paga è Agnelli.

Spero solo di non avervi confuso di più le idee…

Buona plusvalenza a tutti

1 Commento

  1. Nick

    12 Agosto 2013 alle 17:01

    Chapeau

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