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Fiorentina – Juve, continuare la marcia verso il primo posto

Dopo il roboante 7-0 rifilato alla Scansuolo (cit) domenica scorsa, la Juve torna in campo questa sera nell’anticipo della ventiquattresima giornata di campionato, andando a far visita alla Fiorentina.

Da trentasei anni a questa parte – segnatamente dal rigore di Brady a Catanzaro – il viaggio al “Franchi” rappresenta certamente una delle trasferte più insidiose per la formazione bianconera, se non altro per il clima che i tifosi viola creano intorno a quella che per loro (e soltanto per loro) è “LA” partita.

A tal riguardo, immancabili sono stati in questi giorni i “richiami” alle vittime dell’Heysel sui muri della città. Un macabro rituale che puntualmente viene rispettato e di cui a nessuno interessa porre fine.

A proposito di rituali, puntuali sono arrivati anche i proclami di impresa leggendaria che gli uomini di casa compiranno venerdì, condite da dichiarazioni roboanti di alcuni giocatori (si cita addirittura la battaglia di Waterloo, ammesso che chi l’ha citata sappia almeno dove si trovi), oppure “io tifo Napoli” pronunciata dal portiere toscano a cui potremmo solennemente rispondere “ahhh e stic…i”?.

Lasciando da parte questi elementi di puro folklore, e parlando soltanto di calcio giocato – unico argomento che merita attenzione – non si può negare che la partita presenta delle reali difficoltà perché capita in un momento ricco di impegni (martedì ritorna la Champions, domenica prossima il derby) e perché, dovendo continuare a inseguire il Napoli, non ci si può permettere il lusso di compiere passi falsi.

La squadra di Allegri è apparsa in crescita di condizione nelle ultime due uscite, segno che il lavoro atletico svolto durante la pausa di gennaio inizia a dare i suoi frutti in vista del rush di fine stagione che vede, ancora una volta, la Juve come unico club impegnato su tutti i fronti in primavera.

Partita numero 200 per il mister livornese che, statistiche alla mano, si issa al primo posto nella speciale classifica dei tecnici più vincenti della storia bianconera, intesa come percentuale di vittorie (circa il 70%) rispetto alle partite giocate.

Come direbbero i transalpini, chapeau.

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