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Fiorentina-Juventus 0-0: nessun dramma!

Nessun dramma, per ora.
Un punto fuori casa, a Firenze, non è mai stato un risultato da buttare. Un risultato per giunta corretto persino se esistesse il giudizio “ai punti” come nella boxe: partita troppo brutta per meritare un vincitore.
Una di quelle partite “sporche” in cui un episodio fortunoso o la giocata del campione poteva sancire un vincitore, ma non è stato questo il caso. Solita gara della Juve dopo la sosta Nazionali, niente di nuovo, niente che non sapevamo.

Non farei un dramma nemmeno per il passo indietro, in termini di automatismi e sviluppo della manovra, rispetto alla partita col Napoli. Senza per forza cercare l’alibi delle condizioni atmosferiche (ma che contano eccome), è normale vedere certi errori alla terza partita ufficiale di stagione: è nel diritto di questa squadra e di mister Sarri pretendere del tempo per mettere insieme l’idea di gioco di un allenatore che chiede, soprattutto nel modo di difendere, un cambio di atteggiamento nella fase difensiva e compiti diversi per quella offensiva.

Quello che proprio non ci si aspettava, invece, era di vedere uscire 3 dei nostri per infortunio. Una roba che non si vedeva da chissà quanti anni. Due dei tre, inoltre, erano rimasti a Torino perché non convocati dal proprio selezionatore; due di quelli che Sarri aveva elogiato: “Mai visto nessuno allenarsi così bene durante la sosta.”
5 minuti di partita e…taac, Douglas Costa si tocca il flessore e chissà quando lo rivediamo. Pjanic e Danilo non destano preoccupazioni, dice Sarri, anche se coi tempi di recupero, in casa Juve, è sempre meglio non farsi illusioni.

Avevamo salutato Allegri con dispiacere (non proprio tutti tutti…) per i risultati ottenuti e i trofei portati a Torino, ma allo stesso modo eravamo sollevati dal fatto che, con lui, andasse via uno staff dalla gestione della preparazione atletica deficitaria quando non dannosa. Dopo nemmeno un mese dall’inizio della stagione siamo già a 4 infortuni muscolari a cui si è aggiunto quello traumatico di capitan Chiellini.
Nessuno pretendeva miracoli o guarigioni miracolose, De Sciglio è un habitué dell’infermeria così come Douglas Costa già da un anno, ma nemmeno peggiorare la situazione!
E, chi segue questa redazione lo sa benissimo, QUESTO è il vero campanello di allarme che deve suonare nella nostra testa.
Speriamo sia stata solo sfiga altrimenti non è accettabile, per una società come la Juve, non riuscire a trovare una soluzione a questa problematica così condizionante.

Per adesso la rosa è ancora bella che nutrita, inutile fasciarsi la testa, eppure siamo già in emergenza per quanto riguarda i terzini.  Dopo la cessione di Pellegrini, in rosa ne sono rimasti 3 “di nascita” più Cuadrado e stiamo già costringendo agli straordinari il povero Alex Sandro, nella speranza che Danilo sia davvero recuperabile per mercoledì.

E qui siamo all’altra nota dolente, mai risolta, della gestione Agnelli: la rosa che si consegna a fine mercato all’allenatore è, quasi sempre, dettata da esigenze di bilancio più che tecniche. Spinazzola, Cancelo, Kean sono andati via, secondo me, perché da loro si è riusciti a monetizzare maggiormente. Rugani, Dybala e Higuain dovevano essere gli altri, poi visto che queste cessioni non si concretizzavano, si è passati, molto probabilmente, a “offrire” a diversi pretendenti Mandzukic, Emre Can, Bernardeschi o chissà chi altri.
Alla “questione esuberi” e all’atavica mancanza di elementi cresciuti nel vivaio da aggiungere alla casella CTP della lista Uefa, si è aggiunto quindi un altro aspetto, quello della testa: Sarri si ritrova con diversi elementi da recuperare dal punto di vista mentale. Su Rugani è stato fin troppo esplicito, in conferenza stampa, ma non penso che il discorso sia diverso per gli altri che, a un certo punto dell’estate, si sono ritrovati sul mercato. A questi aggiungiamo la sensibilità di Rabiot, la rabbia di Emre Can, l’indecisione di Mandzukic, più tutti quegli elementi che non hanno mai brillato per carattere e grinta.
Un gruppo di alcolisti anonimi ha meno drammi da affrontare, ‘rcatr**a…

Spero di stare a esasperare il problema e di farla più complicata di quanto non sia nella realtà dello spogliatoio, ma, in questo frangente, sono più preoccupato dalle incognite costituite da questi aspetti che da uno scialbo 0-0 in terra toscana, in cui i nostri 3 attaccanti non riescono a creare un serio pericolo agli avversari.
Di questo, però, ne parliamo più avanti: diamogli tempo, come detto prima. Tuttavia sembra che qualche antica “malattia” non sia stata affatto debellata…

 

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