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Recriminare non serve: prendiamoci la finale a Torino

Non c’era bisogno di aspettare questa giornata di pseudo-calcio per confermare una verità ormai risaputa: la coppa dalle grandi orecchie e quella fantasticamente dannata musichetta dei pre-partita continuano a essere una maledizione per la Juve. Non c’era bisogno perché la storia recente la conosciamo e ci ricordiamo bene quella scia di finali puntualmente perse e che ci hanno privato di una palmarés totalmente diverso a livello europeo. Finali alle quali aggiungere tutte quelle partite e/o eliminazioni più o meno inaspettate come quelle di oggi. Adesso, dovendone ricordare una, mi viene in mente il doppio confronto col Manchester United, 1-1 all’andata (con goal di Conte) e un incredibile 2-0 capovolto in 2-3 come se niente fosse al ritorno. Ma oggi c’è abbastanza materiale recriminatorio e non abbiamo certo bisogno di tornare indietro nel tempo.

Chi mi conosce sa bene che parlo poco di calcio giocato nei post-partita perché, come dico sempre, la partita l’abbiamo vista tutti. Beh, figuriamoci cosa posso quindi dire oggi, di una partita che partita non è stata, di 22 giocatori che si sono scontrati come si faceva da bambini nella partita serale sotto casa, quando si tornava a casa infangati tra le grida dei genitori. Un pantano, come l’ha definita Conte, un non-calcio che poteva portare a qualsiasi risultato, compreso quello che è stato. Certo, se proprio dobbiamo dire qualcosa, potrei recriminare sul fatto che loro mi sono sembrati più pronti ad adattarsi alla giocabilità del campo sfruttando la forza fisica di Drogba (ma quello, forse, l’avrebbero fatto a prescindere) mentre noi in alcuni momenti ci siamo quasi intestarditi con passaggi che non potevano essere fatti, rischiando di perdere ingenuamente la palla. Alcuni in particolare, mi sono sembrati molto in difficoltà. Ciò non toglie la beffa di aver subito un gol a qualche minuto dallo scadere, nel momento in cui la Juve sembrava più o meno in controllo del match.

Andando all’analisi generale di quella che è stata una prematura e cocente eliminazione, sono felice che Conte abbia espresso esattamente il mio pensiero. Ci sono in effetti due dati di fatto:

Il primo è che oggi, indiscutibilmente, non si doveva e non si poteva giocare. Questa due-giorni è stata ridicola, rinviando una partita per poi giocarla su quella schifezza di campo. A prescindere dall’esito, è un epilogo falsato, concetto che sarebbe valso anche nel caso in cui la Juve non avesso perso. Fermo restando che la squadra a essere più penalizzata è sicuramente la Juve visto il tipo di gioco che non ha potuto mettere in pratica, anche il Galatasaray in caso di eliminazione avrebbe potuto sottolineare di non essersela potuta giocare quando aveva solo un risultato a disposizione. Quindi, secondo il mio parere, è un epilogo totalmente falsato sotto tutti i punti di vista (è italiano eh, non per forza una cit.)

Il secondo è che sono dell’idea che in ogni caso, i principali responsabili siamo noi. La qualificazione ce la siamo giocata facendo due punti tra Galatasaray e Copenaghen all’andata. Il Copenaghen…ci rendiamo conto? E non mi va di sentire discorsi come “il Copenaghen è una squadra discreta in casa” o “ci sta di sbagliarne una”. Non è il campionato e non hai 40 partite per recuperare, è la Champions, dove non devi sbagliarne manco mezza, altrimenti sei fuori. Figuriamoci quando hai la fortuna di giocare contro certi avversari e non la sfrutti.

Siamo arrivati all’ultima partita con una sola vittoria in cinque partite (sempre quella, in casa col Copenaghen). Come ha già detto su Twitter, se ti riduci ogni anno con l’acqua alla gola all’ultima partita, statistica vuole che ogni tanto l’episodio contro lo becchi. L’anno scorso siamo stati bravi, andando a vincere a Donetsk e guadagnando addirittura il primo posto. Ma ogni tanto succede che le cose non girano, che il difensore svirgoli una palla, una coincidenza sfortunata e il risultato può essere un altro. E le cose vanno come oggi. Per carità, voglio sottolineare mille volte che sono il primo a pensare che non si poteva giocare e che avremmo sicuramente visto un’altra partita in condizioni normali. Ma anche in quel caso, sta scritto da qualche parte che non avremmo perso al 100%? Sta scritto che non avremmo potuto subire un episodio a 5 minuti dalla fine anche su un terreno normale? Quindi massima penalizzazione e partita FALSATA (lo scrivo in maiuscolo, giusto se non si fosse capito), ma noi ogni tanto potremmo anche arrivare all’ultima con la qualificazione in tasca. Esattamente come ha fatto notare anche Antonio Conte.

Prima di concludere, è doveroso dire due parole sulla conclusione e sulla conseguenza di questa eliminazione: si va in Europa League. Sto leggendo e sentendo di tutto a questo proposito e vedo gente che ne parla come se fosse la coppa del nonno (peraltro a me piace tantissimo).

Leggere cose come “l’Europa League non conta niente”, “non me ne frega niente”, “coppa dei poveri” mi lascia altamente perplesso. Ma quando è nata questa supponenza per cui dobbiamo snobbare i trofei internazionali? Da quando siamo così fighi (noi tifosi dico, non la Juve) che se non può essere la Champions allora possiamo sputare sulla seconda competizione internazionale? Mi ricorda un po’ il modo di fare del bambino viziato che non potendo avere il giocattolo top sul mercato, sputa su un altro regalo fatto con il cuore dicendo che non è all’altezza.

Peraltro abbiamo vinto una ventina di trofei internazionali negli ultimi dieci anni, quindi è giusto che l’Europa League non conti niente per noi. Vero? Io dico che dovremmo darci una regolata. Abbiamo invece una grande occasione, con una Europa League che ha in programma una finale a Torino. Attenzione, non voglio fare né essere ipocrita: non baratterei dieci Europa League con una Champions League, né mi sentirete mai dire una roba del tipo “è una fortuna essere usciti, tanto non l’avremmo vinta mentre qui ci giochiamo le nostre chance”. Non sia mai! Dico solo che una volta usciti, una volta consumata quella che è una piccola tragedia sportiva (sto ancora male mentre scrivo, ve lo assicuro) e una volta preso atto del fatto che non si può tornare indietro, bisogna guarda in faccia la realtà: giocheremo una competizione in cui siamo per forza di cose tra i favoriti alla vittoria finale e nell’unico anno in cui ne prenderemo parte (si spesa di ricominciare con la Champions al più presto) si può puntare a una finale in casa, allo Juventus Stadium, con il calore, il supporto e gli eventuali festeggiamenti dei nostri tifosi. Ricordiamoci che vincere aiuta e vincere e portare a casa un trofeo europeo potrebbe essere il primo grande passo per compiere un salto di qualità e mentalità anche fuori dai confini italiani. E una stagione con Scudetto e Europa League (e magari quella dannata decima Coppa Italia) la buttereste via? E la possibilità di giocare per la Supercoppa Europa l’anno prossimo? Dite sul serio?

Fate un po’ voi. Io che ci crediate o no, sono già con la testa lì, ai sorteggi, e spero che parta subito in quinta. Non si torna indietro, quindi basta frignare. Petto in fuori e pedalare. Poi se proprio non vi va, siete liberi di andare a mangiare una pizza se mai non vi interessasse quell’eventuale finale di EL. Io sarò lì, a tifare ed esultare. Una volta di più.

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Tu cosa pensi di questa eliminazione? E dell’Europa League? Dì la tua tramite i commenti qui sotto!

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