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Genoa-Juve, c’è luce oramai nei miei pensieri

“E il tumulto del cielo ha sbagliato momento”

L’Italia nord occidentale, flagellata dai nubifragi di questi giorni, prova ad affogare i suoi dispiaceri dentro quel rettangolo verde che tanto l’ha sempre entusiasmata, coinvolta e attratta. La Juve dal canto suo, nonostante la settimana di allenamenti sotto piogge torrenziali, non riesce a lavarsi via quell’etichetta di squadra che vince nonostante giochi male. Sia chiaro, a noi frega davvero ben poco dell’estetica del gioco, soprattutto in certe partite, soprattutto in certe trasferte. Ne abbiamo parlato molto in questi giorni ma, in modo particolare, ne abbiamo scritto in un pezzo molto preciso ed esaustivo.

 

“Nera che picchia forte, che butta giù le porte”

La vittima principale della critica juventina (e non) ha nome e cognome: Miralem Pjanic. Il centrocampista bosniaco ha il peso non indifferente di dover sostituire un giocatore totale e possente come Paul Pogba. Non ha la sua stazza e questo ne fa un giocatore completamente diverso dal francese però, ricoprendo il suo stesso ruolo anche se con caratteristiche diverse, ci si aspetta molto da lui visto tutto quello che ha mostrato essere capace a Roma. Nonostante un avvio sotto le aspettative (è un capitolo questo che merita approfondimenti), Mire ha già realizzato quattro gol ed è il giocatore della serie A che è arrivato più volte a concludere in porta in questa stagione. Specialista dei calci piazzati, ci si attende da lui una nuova perla come fece Pirlo proprio al Ferraris qualche anno fa.

 

“Ha avuto in un giorno la certezza di aversi”

Genoa-Juve della passata stagione fu una partita con diversi significati e spunti di riflessione. La doppietta di Pogba (anche se il secondo è in realtà un autogol propiziato) rappresentò la prima vittoria della squadra bianconera nel secondo anno di Allegri. L’inizio della passata stagione fu davvero sciagurato e ogni partita rappresentava una sorta di esperimento. Quella del Ferraris contro il Grifone vide l’esordio da titolare di Lemina, affiancato da due coetanei classe 1993: il già citato Paul Pogba e Stefano Sturaro. Il centrocampista italiano, che venne prelevato da Marotta proprio dalla squadra del capoluogo ligure, sembra aver superato il collega gabonese nelle gerarchie di Allegri. Le ultime uscite di Sturaro però sono risultate parecchio deludenti e l’impiego di Lemina nel ruolo di benchwarmer lascia i tifosi con più di un dubbio irrisolto: che fine ha fatto Mario?

 

“Acqua che ha fatto sera che adesso si ritira”

L’infermeria bianconera può essere tranquillamente paragonata alla potenza di un fiume in piena. Mentre nella scorsa stagione gli infortuni muscolari avevano falcidiato quasi metà della rosa, quest’anno tra sfortune, traumi, inciampi e lesioni non ci si capisce più niente. Se con la fine degli acquazzoni, l’impeto dell’acqua inizia piano piano a scemarsi e a lasciarsi assorbire dal terreno, la piena dell’infermeria juventina sembra non conoscere argini: sul caso Pjaca, i “meteorologi” avevano previsto piogge più leggere mentre i casi Higuain e Dybala hanno alternato, in questa settimana, previsioni da cieli coperti a possibili schiarite. L’attaccante argentino numero 9 sarà tra i convocati mentre il pieno recupero della Joya richiede ancora dell’altro tempo.

 

“Oltre il muro dei vetri si risveglia la vita”

Essere ritornati in vetta nel proprio girone di Champions League, sulla carta, sembra essere la miglior medicina possibile per questa squadra. Allegri aveva ripetuto diverse volte che il primo obiettivo stagionale era quello di qualificarsi per gli ottavi di Champions League, traguardo che il tecnico livornese ha sempre raggiunto in tutte le precedenti partecipazioni al trofeo più ambito (quanto dannato) dell’Europa calcistica.

Il vantaggio di sette punti sulla coppia di inseguitrici non deve però far allentare la tensione ai ragazzi. Uscire da Genova con tre punti significa fare un ulteriore passo avanti prima di affrontare l’ultima parte del 2016 che prevede diversi ostacoli importanti, ultimo dei quali la Supercoppa Italiana contro il Milan a Doha.

Prima dello scontro “diretto” tra Juve e Roma (reputo i capitolini l’avversario numero uno per noi), entrambe dovranno affrontare i rispettivi derby, la Juve avrà poi l’Atalanta (che ha già battuto i giallorossi) mentre gli uomini di Spalletti affronteranno i pari-classifica del Milan (che ha già battuto la Juve). Calendario molto interessante ma altrettanto insidioso per entrambe.

 

“Bassa sfila tra la gente come un innocente che non c’entra niente”

L’avversario per la quattordicesima giornata è una squadra che staziona nella zona tranquilla della classifica. Con una partita da recuperare, gli uomini di Juric hanno collezionato quattro vittorie, quattro pareggi e quattro sconfitte. Non si può certo dire che il tecnico croato sia approssimativo. L’assenza di Pavoletti per infortunio darà probabilmente una nuova chance al Cholito Simeone mentre a centrocampo i muscoli di Rincon saranno affiancati dalla classe di Rigoni e dalla corsa di Laxalt. Allegri dovrebbe riproporre la difesa a quattro visto il forfait di Chiellini.  A fianco di Bonucci, hombre del partido a Siviglia, uno tra Rugani e il recuperato Benatia, con Evra e probabilmente Lichtsteiner bassi sulle fasce. Il dubbio per il tecnico bianconero resta in attacco dove probabilmente si vedrà di nuovo il tridente schierato in Andalusia, a meno di una sorpresa dell’ultima ora col Pipita titolare.

 

“E l’amore ha l’amore come solo argomento”

Si parla tanto prima e dopo ogni partita della Juve, però sono solo quei novanta minuti che danno risposte e infervorano gli animi. C’è chi (soprattutto juventini) aspetta di veder perdere la Juve per poter sputare ulteriore merda sulla squadra. Sarà il clima brioso che si respira oltremanica a far sognare ulteriori “favole”. Eppure solo a Ranieri è riuscito di vincere con una squadretta, con il Chelsea ci hanno vinto tutti.

 

Fino alla fine… e anche oltre!

Forza Juve!

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