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Genoa – Juventus 3-1: Punto e a capo

“Tanto gl’è inutile, ‘un tu lo vedi come si gio’a? ‘Un c’è gio’o di schema!”
“La fate girà o no questa cazzo de palla?”

Due pillole di saggezza, la prima di un mio compaesano che commentava arrabbiato la partita della squadra locale, la seconda del mitico Ciccio Graziani allenatore nel reality show “Campioni”, mi frullano in testa da oggi pomeriggio, quasi a riassumere gli eventi catastrofici di oggi.
Eh si, è mancato tutto oggi, da un minimo di senso della posizione degli uomini in campo al possesso palla passando per la grinta e per la concentrazione giusta.
Si può dire?
È stata una solenne giornata di merda!
Di quelle che, se ti capitano nella vita di tutti i giorni, all’ora di pranzo sei lì a bestemmiare perché non sei tornato subito a letto appena capito l’andazzo e sei anche angosciato perché realizzi che ancora non è finita e qualcosa di peggiore può ancora accadere.
Niente, non è andato niente per il verso giusto e poche cose, diciamo nessuna, si possono salvare da questa trasferta genovese. Intendiamoci, non voglio fare il catastrofista, seguo il calcio dal 1982 e, sebbene non ci capisca una benemerita mazza, so che giornate del genere ci stanno e sono fisiologiche; abbiamo perso una partita, in modo pessimo è vero, siamo comunque primi con 4 punti di vantaggio sulle seconde, qualificati agli ottavi di Champions League, veniamo da 5 anni di vittorie e puntiamo a obbiettivi importanti.

Detto questo, c’è qualcosa che non va, inutile negarlo. Ad esempio:
-) A dicembre siamo ancora senza un gioco ben definito.
-) I giocatori nuovi non si sono inseriti a dovere.
-) Centrocampo con 2 uomini su 3 sotto tono e l’unico che gira è rientrato poche settimane fa da un infortunio grave.
-) L’allenatore ha preso alcune toppe clamorose, ultima quella di oggi con una squadra schierata alla V.I.P. (Viva Il Parroco).
-) Alcune partite sono state affrontate con troppa sufficienza.
-) La solita litania degli infortuni.

Forse mi sono scordato qualcosa, ma comunque mi pare di aver inquadrato a dovere il momento.
Dunque, tra i vari punti elencati specifico subito che sugli infortuni a questo giro si debba cominciare a pensare all’esistenza della sfortuna; lo so, siamo nel 2016, non dobbiamo credere a queste cose e bla bla bla, ma se in meno di 3 mesi 2 giocatori si rompono il perone e 1 la spalla allora qualche domanda te la poni.
Se Dybala tentando un gol da centrocampo becca la zolla sbagliata e si strappa, se Bonucci compie un movimento sbagliato si fa male allora si va anche oltre il concetto di 3 indizi che fanno una prova.
La sfortuna esiste e ci vede benissimo, come soleva dire il vecchio e caro Freak Antoni, e non so come mai… ama il bianco e nero. Fine capitolo infortuni.

Poi le altre note dolenti: in primis il gioco, ancora non ben definito dopo 3 mesi, con la promessa che il bello lo vedremo da marzo e fino ad allora arrangiamoci.
Ok, in effetti guardi le cosiddette rivali europee e anche loro non è che navighino a vele spiegate dominando tutte le partite per 95 minuti, forse si risparmiano tutte per l’anno nuovo.
Però non mi può bastare come spiegazione, voglio capire perché con questa rosa e con questi giocatori di qualità non riusciamo a vedere un briciolo di bel gioco. Ma non è neanche questo il punto, quanto il fatto di non vedere un minimo di cattiveria e di furore agonistico, in poche parole vedo una squadra senza coglioni (se poi vogliamo intenderla in senso lato, i coglioni ci sono e sono 11) e ciò mi da fastidio.
Perché si vince, a volte si perde o si pareggia, ma la pelle la devi comunque vendere cara, comunque vada.
Invece vedo una squadra molle negli ultimi tempi, che spesso entra in campo con troppa sufficienza, come oggi appunto: già, si sapeva che partita sarebbe stata, si sapeva che a Genova un po’ te la devi sudare la vittoria, si sapeva che avrebbero aggredito. E allora perché ci si avventura in disimpegni di tacco davanti alla difesa? Perché ci si scorda il giocatore da marcare su un crossa da fuori area? Perché, infine, dopo mezz’ora siamo sotto di 3 gol?
Forse perché non eravamo neanche entrati in campo?

Sarà stato quello, sarà stata la scelta assurda di Allegri di mettere Dani Alves terzo elemento della difesa a 3, lui che è brasiliano e che non ha nelle sue corde il concetto di difesa, sarà stato l’ormai inutile e purtroppo necessario Lichtsteiner, vero uomo in meno sulla destra, che sembrava un corpo estraneo alla squadra.
Magari anche l’inconsistenza di Khedira e Pjanic, il primo tra l’altro abbonato ormai allo sbagliare gol già fatti, impalpabili a centrocampo e magari anche Hernanes in mezzo al campo a provare a dettare i tempi di gioco: lui che non ha la rapidità nei movimenti ma soprattutto nel modo di pensare.
C’è poco da fare, quando gli arriva il pallone non sa dove smistarlo e alla fine o si rifugia nel comodo passaggio orizzontale o, se verticalizza, al 90% sbaglia. Poi la tecnica non si discute, ma in partite come queste lui non deve giocare e in generale un centrocampo poco aggressivo e veloce nei tempi e nei movimenti è letale.
Per noi.
Poi c’è la difesa, completamente in bambola oggi.
Abbiamo già detto di Bonucci e del suo disimpegno dopo 3 minuti; mettiamoci anche Benatia che si perde Simeone sul secondo gol dopo che il miglior terzino del mondo si era fatto uccellare al limite dell’area, e sempre Alex Sandro che goffamente causa l’autogol del 3-0.
Troppo brutta per essere vera.
Infine l’attacco, con Mandzukic a sbattersi a destra e a manca, un Cuadrado evanescente ma anche irritante e un Higuaìn troppo troppo lontano dalla porta.
Solo una curiosità: a inizio anno sognavamo quantitativi industriali di palle gol in area, da destra con Cuadrado e Dani Alves, da sinistra con Alex Sandro, dal centro con Pjanic… mi spiegate cos’è successo?
Sono improvvisamente diventati scarponi e incapaci a crossare?
Mistero.

Last but not least, un appunto Massimiliano Allegri.
In giornate come queste mi verrebbe da dirgli “Cala le tue arie da grandone”, perché se metti in campo una squadra alla cazzo di cane non è che poi i giocatori la raddrizzano perché son bravi e tu passi da quello che ha avuto l’intuizione geniale.
Oggi hai sbagliato, punto.
Succede, non muore nessuno, ora però si concentri su un’idea di gioco piantandola con gli esperimenti e la porti avanti in modo coerente.

Che serva da lezione la partita di oggi: alla squadra, all’allenatore e, perché no, anche ai tifosi.
Sì, quei tanti tifosi che reputavano e reputano il campionato italiano come una formalità da sbrigare concentrandosi ossessivamente sulla Champions League.
“Ehhh, ma il campionato è già vinto prima di cominciare, io voglio la Champions quest’anno!”
Col piffero che è già vinto, va sudato e conquistato come si è fatto negli ultimi 5 anni ed è tutt’altro che una passeggiata. Poi, va da se, rimaniamo sempre la squadra da battere oltre che la più forte e la più organizzata.
Ma basta con la sufficienza.

Forse non si è capito, ma sono abbastanza contrariato. (semicit.)
Fine delle trasmissioni.
Ah no, complimenti a Mazzoleni che ha fischiato fallo a Dani Alves, forse reo di essersi rotto il perone.
Keep the faith alive e forza Juve!

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