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Godetevelo, stupidi!

37 scudetti.
Gli ultimi 8 consecutivi (Barzagli e Chiellini i sempre presenti).
5° scudetto consecutivo per Allegri (mai nessun allenatore in Italia).
Ronaldo primo giocatore della storia a vincere i campionati di Inghilterra, Spagna e Italia, i 3 più importanti e difficili da conquistare.
Questi e altri “minori” sono i record che Juventus Football Club, insieme ai suoi tesserati, ha appena stabilito in via ufficiale grazie alla vittoria conseguita all’Allianz Stadium sulla Fiorentina nel weekend di Pasqua.

Numeri di cui ovviamente ogni tifoso bianconero va orgoglioso ma, come sapete, c’è qualcuno che non ha voglia di festeggiare perché nemmeno quest’anno è arrivata la Champions, anzi, ci hanno sbattuto fuori di nuovo ai quarti. Solo che, rispetto all’anno scorso, quando l’eliminazione fu rocambolesca e molto contestata per via dell’arbitro con il cuore da destinare al compostaggio, quest’anno è stata molto più deludente e umiliante, per via del modo in cui l’Ajax ci ha sconfitti in casa e costretti a vivere il finale di stagione da osservatori e non da protagonisti.

Questa poca voglia di celebrare il successo è dovuta, in parte, alla tempistica con cui sono arrivati i punti decisivi in campionato (a soli 4 giorni dalla partita di Champions) e un po’ alla scarsa simpatia che una discreta parte di tifoseria nutre nei confronti dell’allenatore. Fatto sta che, in attesa della festa vera e propria con consegna della coppa e giro in pullman, si respira un’aria di gioia ma dal retrogusto amaro.
Ci sta, è umano, è persino il segreto della costanza nelle vittorie di questo gruppo, quello di non adagiarsi mai sugli allori.
Ma qui si esagera!
In aiuto a questi “fratelli” mi permetto di stilare un breve vademecum per la gioia del tifoso juventino, uno di quegli articoli da leggere sotto l’ombrellone per arrivare preparati agli scontri dialettici coi vicini interisti e milanisti, tra una racchettata e la parmigiana della suocera.

Facciamo uno sforzo di fantasia e mettiamo il caso che, in uno dei prossimi* anni, la Juve riesca finalmente a rivincere la Champions League.
Fine dell’ossessione, fine del digiuno.
Bene, sicuramente festeggerem(m)o dovutamente; uno, due, tre giorni, una settimana, quanto vi pare.
E poi?
Certo, il senso di appagamento sarebbe totale, entusiasmante, la realizzazione del sogno. Ma quanto durerà?
Al settembre successivo si riparte tutti da zero e, come avviene per gli scudetti, si tornerà di nuovo in trincea a combattere, il successo finirà negli annali e la voglia di vincere tornerà prepotentemente in ogni tifoso, come tutti gli anni.
Sì, gli interisti non potrebbero più vantarsi di essere l’ultima squadra italiana ad averla vinta, ma secondo voi smetteranno gli sfottò?
I milanisti la meneranno ancora dall’alto delle loro 7 vittorie, non cambierà nulla.
I napolisti, manco a dirlo, direbbero che Agnelli si è comprato pure gli albitri (rigorosamente scritto con la “L”) europei, eccetera eccetera.
La sete di vittorie (nostre) e il sentimento di livore (loro) non muterebbero di una virgola.
E allora, a cosa servono, i trionfi, se tutto passa?
Già, tutto passa.

Vi svelo un segreto, allora: le vittorie vanno godute nel momento esatto in cui arrivano, perché la gioia è effimera e, udite udite, non è scritto da nessuna parte che ce ne sarà un’altra.
Come per gli scudetti, le Coppe e tutto il resto, niente è assicurato, anche quando una squadra, come la Juve di questi anni, sembra destinata a trionfare per molto ancora in Serie A.
Il destino e l’imprevedibilità dello sport hanno sempre delle sorprese dietro l’angolo, gli esempi sono sotto i nostri occhi in ogni stagione.
Prendete il Tottenham e il Liverpool, per esempio. Nell’ultima giornata dei gironi sono state a un passo dall’eliminazione. A Inter e Napoli sarebbe bastato un gol per passare il turno e farle fuori. Oggi le 2 italiane sono fuori anche dall’Europa League mentre quelle sono entrambe in semifinale.
O pensiamo a noi e al Manchester City, considerate due delle principali favorite…
In misura minore, perché il campionato è meno legato all’imprevedibilità, questo vale anche per gli scudetti. Tutti noi ricordiamo la partita contro l’Inter della passata stagione come esaltante, eroica, paradigma della nostra storia, ma ripensate mai al gol del pareggio di Cuadrado? Quante possibilità aveva, quella palla, di infilarsi tra Handanovic e il palo?

Di episodi così ve ne sono disseminati a decine, in una stagione, solo che vengono ricordati esclusivamente i più importanti, o quelli che riguardano gli arbitri (ma questo è un altro discorso). E quest’anno, anche se possiamo considerare questo scudetto come il più “facile” degli otto, non era affatto scontato riuscire a raggiungere l’obiettivo.
Niente è scontato, niente è dovuto, lo sport e la vita dovrebbero avervelo insegnato, o lo faranno prima o poi, statene certi.
Perciò, cari fratelli gobbi, se non riuscite a godervi appieno le vittorie della vostra squadra, qualunque esse siano, non avete che da fare questa riflessione: potrebbe essere l’ultima.
Non voglio tediarvi oltre con quello che potrebbe sembrare un pensiero da sfigati o il voler per forza giustificare Allegri o questo o quel giocatore; è semplicemente la realtà.

 

* = Ognuno di voi può quantificare a piacere il senso di “nei prossimi anni”, può essere l’anno prossimo o fra 3 o 4 o altri 23. Ricordo soltanto un altro dato di cui molti non tengono conto. La Champions League esiste dal 1955 e in 64 edizioni la Juventus ha trionfato 2 volte. Con un po’ di fortuna potremmo avere gli stessi successi di Barcellona o Liverpool, ma niente di più. Non è che vincere la Champions sia una cosa alla portata di tutti, ogni anno.
E se questo non vi è chiaro o non volete accettarlo, dopo questo articolo potete appropriatamente mandarmi affanculo, ma ricordatevi ugualmente di essere felici per la vittoria del trentasettesimo scudetto, perché essere juventini è W8nderful.

Buona estate.

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