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Il centrocampo e il ristorante

In principio c’era Conte, e Conte disse:

Certo, un po’ provocatoria questa introduzione, tra l’altro chi ha letto i miei articoli in passato sa bene che ho grande stima per la preparazione tattica del tecnico leccese, ma è evidente che su quella squadra si sbagliava di grosso, e lo ammise in parte anche lui in seguito, dicendo che non si aspettava che già l’anno seguente potesse essere competitiva ai massimi livelli in Champions League.
Torniamo quindi al centrocampo, motivo del contendere di queste settimane su tutti i media e social media di vario ordine e grado.
Con Conte in CL c’erano Pirlo, Vidal, Marchisio e Pogba. Quasi mai furono schierati insieme in quei 2 anni, uno dei 4 (più frequentemente Marchisio) faceva panchina e subentrava spesso a partita in corso. L’unico tentativo, comunque raro, per farli coesistere fu una sorta di 3-5-1-1 con Marchisio trequartista dietro un’unica punta, identico tentativo fatto da Lippi ai mondiali 2010, ma il tutto fu provato e dimenticato in fretta. A fine stagione 2013-14 quella dichiarazione di Conte mise una pietra tombale sulla sue speranze di fare strada in Europa con quella squadra e quindi con quei 4 centrocampisti.

Dal luglio 2014 arrivò Allegri e per i primi 3 mesi non cambiò pressoché nulla, poi in autunno ecco che in difesa si passò a 4 e in mezzo si adottò una sorta di rombo con Pirlo vertice basso, Marchisio e Pogba intermedi, e Vidal vertice alto. Il cileno possedeva doti di realizzatore, grande elevazione, capacità di inserirsi tra le linee avversarie e l’aggressività giusta per portare il primo pressing appena si perdeva palla e si doveva iniziare la transizione difensiva. Poi, in fase di non possesso nella metà campo difensiva si tornava a formare una linea a 4 piuttosto classica.
Le doti di Vidal si completavano alla perfezione con quelle degli altri 3, era un reparto formato da componenti perfettamente complementari e c’erano tutte le caratteristiche tecniche, tattiche e atletiche per renderlo uno dei reparti più forti d’Europa, e in quella stagione lo fu senz’altro. Un surplus molto forte a quel centrocampo lo diede anche Tevez (presente comunque anche nell’ultimo anno di Conte), sempre pronto a staccarsi dalla linea offensiva per venire incontro a prendere palla e posizionarsi spesso tra le linee insieme a Vidal o allo stesso Pogba che tendeva a inserirsi da dietro sfruttando le sue formidabili doti atletiche e di cambio di passo.
Possiamo dunque dire che quel reparto era già completo con Conte ma fu Allegri, con le sue migliorie tattiche e la sua fiducia negli uomini a disposizione, a renderlo davvero fortissimo? Secondo me sì.
Poi arriva l’estate del 2015, Pirlo decide di smettere col calcio europeo e Vidal viene ceduto al Bayern di Guardiola, che da tempo lo corteggiava. Tatticamente l’eredità di Pirlo la raccoglie Marchisio, che più di una volta l’aveva sostituito in quella posizione anche l’anno precedente, ma numericamente è chiaro che se n’erano andati 2 titolari, in più se n’era andato anche Tevez, che con quel centrocampo interagiva alla perfezione e dava un tocco in più di imprevedibilità in fase di rifinitura ai 20 metri.
I sostituti? Solo Khedira, che veniva da una stagione a dir poco tribolata dal punto di vista fisico e che infatti giocò un numero di partite limitato anche nel 2015-16. Giocatore intelligentissimo, con grandi capacità tattiche, ottime doti di interdizione e con perfetta scelta di tempo per gli inserimenti, ma sicuramente giocatore da passo “lungo” e non particolarmetne veloce, quindi più un sostituto di Marchisio per il ruolo da mezzala che il principino lasciava libero per posizionarsi davanti alla difesa.

Per sostituire Vidal furono fatti diversi tentativi: il primo e forse più deciso fu con Hamsik, che in effetti ha molte caratteristiche simili a Vidal, sia per le capacità di inserimento e di rifinitura, sia per l’ottima tecnica, sia per una buona aggressività in mezzo al campo, ma lo slovacco non arrivò. L’altro tentativo portato con decisione a livello di mercato fu con Draxler, sicuramente più offensivo di Vidal ma che poteva risultare determinante per il suo cambio di passo e la capacità di saltare l’uomo sia partendo dalla fascia che dal centro del campo, purtroppo anche lì sappiamo come finì.

Alla fine arrivò Hernanes, presunto trequartista ma anch’esso troppo lento per giocare in quel ruolo in una squadra come la Juve dove gli spazi offensivi sono pochissimi e dove serve grande dinamicità per trovarseli e sfruttarli. Ecco che quindi Allegri, dopo qualche tentativo andato male, decise di togliere Hernanes dalla zona offensiva e di reimpostarlo come sostituto di Marchisio davanti alla difesa, con risultati forse altalenanti ma sicuramente più apprezzabili che dietro le punte.
Quindi il sostituto di Vidal non arrivò, e pure il sostituto di Tevez, che abbiamo visto come aiutasse molto il reparto in fase di rifinitura, “tardò” ad arrivare. Uso il verbo “tardare” in quanto ora tutti consideriamo Dybala come il perfetto sostituto di Tevez a livello tecnico e anche tattico, ma molti tendono a dimenticare che, prima di arrivare alla Juve, Dybala era un centravanti d’area e quello che stazionava dietro di lui come punta di raccordo al Palermo era Vazquez.

Al 31/8/2015, è il caso di ricordarlo, il reparto offensivo era formato da 4 prime punte (Mandzukic, Dybala, Morata e Zaza) e un esterno (Cuadrado): sì, anche Morata l’anno prima aveva sempre giocato da prima punta, per quanto atipica, ma tutti i suoi gol in CL erano da rapinatore d’area e da attaccante che, grazie al gran lavoro di Tevez, trovava spazi nelle aree avversarie.
Ebbene, anche in questa situazione Allegri fece uno splendido lavoro: trasformò Dybala nel giro di pochi mesi in una fantastica seconda punta, dando a lui il compito di rendere imprevedibile le sequenze di gioco che, nella metà campo avversaria, avevano perso sia la genialità e i lanci millimetrici di Pirlo che le capacità realizzative di Vidal, restando col solo Pogba a dare fantasia e estro al reparto.
Se però l’anno prima Allegri potè lavorare su un materiale di primissima scelta ottimizzandone la disposizione in campo per renderlo più consono ai palcoscenici europei, ecco che 12 mesi dopo il suo lavoro servì soprattutto per colmare le lacune di mercato dovute all’incapacità della dirigenza di trovare, in 50 giorni, un sostituto di alto valore a Vidal.
Arriviamo ai giorni nostri e all’ultima campagna acquisti: di quel centrocampo “da 10€” se ne va anche Pogba, l’unico che in quel reparto dava le cosiddette “strappate”, cioè riusciva con un cambio di passo a saltare l’uomo, a creare la superiorità numerica e a condurre palla in ripartenze anche di 50/60 metri. Lo stesso Allegri, pochi giorni fa, a precisa domanda risponde che in rosa gli unici giocatori capaci di “strappare” sono rimasti Dybala, Cuadrado e Alex Sandro. Con chi sostituire Pogba? In teoria con Matuidi, giocatore molto simile al connazionale per cambio di passo, doti atletiche e capacità realizzative, tatticamente sarebbe l’inserimento perfetto ma la trattativa finisce miseramente come quelle di Hamsik e Draxler dell’anno precedente; e nemmeno si riesce a inserire Witsel, giocatore molto diverso ma almeno di buona levatura internazionale.
L’unico acquisto nel reparto di mezzo resta quindi Pjanic, giocatore tecnicamente sublime, capace di mettere palloni col contagiri e grande realizzatore di calci da fermo: un Pirlo meno geometrico ma più mobile, se mi passate il paragone, ma anch’esso senza cambio di passo, e in più viene affiancato da Khedira e spesso da Hernanes in quanto Marchisio è infortunato di lungo corso, come ben si sapeva già dalla primavera scorsa. Si forma quindi un reparto in cui certo non può essere lo scatto e il cambio di ritmo la peculiarità principale.

Se poi guardiamo alle alternative, oltre al già citato Hernanes, abbiamo visto tutti quanto Asamoah abbia ancora seri problemi fisici e si sia dimostrato inadeguato al ruolo di centrocampista (a dir poco disastroso a San Siro contro l’Inter, ma non era certo la sua prima prestazione sotto tono); quanto Lemina alterni giocate fantastiche a ingenuità notevolissime; e alla fine resta solo Sturaro, infortunatosi proprio con Conte agli Europei 2016 (e tenuto in campo ugualmente fino a fine partita) e rientrato in queste settimane dopo 4 mesi di assenza: non essendo però giocatore di grande esperienza come Khedira o Marchisio, e basando il proprio gioco in gran parte sulla dinamicità e l’aggressività credo sia normale che dopo un tale periodo di assenza possa essere annebbiato a livello di lucidità dopo il 60′, ma in ogni caso non può certo essere lui il tipo di giocatore che dà la scintilla e il cambio di ritmo al gioco offensivo.
Come ciliegina sulla torta gli infortuni di Dybala e Pjaça (esterno offensivo che dovrebbe a sua volta imparare un nuovo ruolo per diventare il cambio di Dybala) tolgono in un colpo solo ad Allegri la possibilità di avere quella punta di raccordo che negli ultimi 2 anni è stata decisiva per dare un tocco di imprevedibilità negli ultimi 20 metri.
Ricapitolando, sono due estati che la dirigenza “buca” l’acquisto del centrocampista che possa sostituire uno dei 4 di Berlino, e non è certo Higuaín, per quanto sia stato un colpo di mercato fantastico, a poter in qualche modo sopperire a questi buchi, anche perchè il bomber argentino è notevolmente “ossessionato dal gol” (cit. Evra) e non credo proprio possa essere lui a fare più di tanto un lavoro di raccordo come fatto in questi anni più che egregiamente da Tevez e Dybala.
Attendiamo quindi con pazienza almeno il rientro di Paulo e ricordiamo che Allegri già due volte in autunno ha trovato il modo per migliorare e ottimizzare il rendimento e la disposizione sul campo del materiale a disposizione: questa è la seconda stagione che lo deve fare per rimediare a lacune altrui (anche se giustamente lui non lo dirà mai), ma ho fiducia che, se non proprio da 10€, almeno un centrocampo da 8€ riuscirà a costruirlo pure quest’anno.

3 Comments

  1. GRAZIEMAMMASONOGOBBO1969

    4 Novembre 2016 alle 23:58

    Finalmente qualcuno che sottolinea le toppate della dirigenza a centrocampo negli ultimi due anni. Troppo comodo e semplicistico prendersela con acciughina, seppure non esente anche esso da responsabilità.

  2. Vito

    17 Novembre 2016 alle 11:17

    Vorrei sapere dove si può trovare il brano nel quale Conte descriveva il centrocampo della sua Juve come un reparto da 10 euro?
    Quella frase è estrapolata all’interno di un’intervista di un dopo partita, in un momento nel quale Conte era in aperta rottura con la società per le divergenze di vedute su come impostare il mercato e viene ormai da anni utilizzata per fare passare il salentino per un deficiente.
    Il resto dell’articolo in verità evidenzia quali dovevano essere i punti dolenti del rapporto, ovvero la volontà della società di fare quello che ha fatto negli anni successivi al suo abbandono, ovvero aprire una bella bottega mettendo in vendita i giocatori migliori.
    Questa è la mentalità da trattoria da 10 euro e a questa si riferiva Conte, non era certo il giudizio che dava dei suoi giocatori, soprattutto i migliori del mazzo

  3. AzetaJ

    6 Dicembre 2016 alle 05:53

    Ma mi faccia il piacere…!!!

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