Connect
To Top

La retorica del merito – parte seconda

Quest’anno va così, a quanto pare dopo non aver meritato l’accesso alla finale della Coppa Italia, non abbiamo meritato neppure la vittoria. Della semifinale con l’inter ne ho parlato qui, ora dobbiamo occuparci della partita con il Milan, il quale meritava indiscutibilmente la vittoria della Coppa Italia.

Facciamo un passo indietro, per capire come si è arrivati qui: i primi otto classificati nell’ultimo campionato vengono considerati teste di serie per la Coppa Italia, ed entrano in gioco direttamente agli ottavi. Le teste di serie vengono ordinate in un ranking stabilito per sorteggio anziché essere calcolato (tramite risultati e piazzamenti).
Succede quindi che la Juventus, campione uscente, sia la testa di serie numero 8 e finisca dal lato del tabellone con Napoli e Inter. Il Milan, che invece parte dal terzo turno, si troverebbe dal lato di Roma e Fiorentina.
A causa di alcuni risultati clamorosi di squadre di serie A che affondano contro squadre di serie inferiori, il Milan arriva in finale affrontando: il Perugia (serie B), il Crotone (serie B), il Carpi (neopromosso in A), l’Alessandria (Lega Pro). La Juventus invece ha dovuto giocare contro Torino, Lazio e Inter.

Ma tralasciamo queste cose, a maglie invertite i clienti abituali dell’Ambulanza J3S avrebbero detto che il sorteggio era stato pilotato e organizzato per far arrivare la Juventus in carrozza in finale.

Andiamo a vedere che cosa è successo sabato: il Milan era all’ultima spiaggia, l’ultima possibilità per vincere qualcosa dal 2011 e tornare in Europa (League) dopo due anni senza coppe.
I nostri erano alla cinquantaduesima partita ufficiale (nazionali escluse), mancavano quattro titolari (Buffon, Bonucci, Marchisio, Khedira), fisicamente e mentalmente consumati da una rimonta durata sei mesi. Era assolutamente scontato che il Milan si sarebbe buttato all’attacco, puntando sul pressing e sullo scontro fisico.
Il Milan ha fatto tre tiri in porta, di questi praticamente nessuno pericoloso, non si ricorda una sola parata importante di Neto, di occasioni vere solo quella di Bacca su errore di Alex Sandro e la rasoiata a fil di palo di Josè Mauri, dopo il gol di Morata. Moltissimi invece i tiri fuori, coi vari De Sciglio, Kucka e Montolivo a provare da lontano. La Juventus di tiri in porta ne ha fatti quattro, un bel salvataggio d’istinto di Donnarumma su Pogba, il gol e poi ci sarebbe sempre quel piccolissimo particolare del rigore non dato su Pogba all’inizio, ma per carità, lo riportiamo solo per dovere di cronaca prima che sparisca dalla memoria collettiva.

Come già spiegato nel mio articolo precedente, l’immeritato va a braccetto con il culo.
In questo caso avremmo avuto fortuna a segnare così a 10 minuti dalla fine dei supplementari. Pensateci bene: è solo questione di fortuna avere una panchina con Alex Sandro, Cuadrado, Morata. È un caso metterli in campo, cambiare modulo, togliere Hernanes e mettere Morata ala sinistra; è solo una situazione puramente occasionale se Morata scende a raddoppiare in difesa e Alex Sandro recupera palla, Lemina si fa metà campo bruciando un paio di avversari, Cuadrado mette un assist perfetto per Morata mentre Mandzukic si porta via Zapata, permettendo allo spagnolo di segnare da solo.

Una serie incredibile di eventi casuali e assolutamente fortuiti che alla fine ci hanno fatto vincere.

Dato che succede praticamente sempre, vorrei capire perché noi, a prescindere dall’avversario e dalle nostre condizioni psicofisiche, dovremmo vincere sempre 4-0 dominando, altrimenti la vittoria diventa immeritata.
Gli avversari hanno avuto un possesso palla superiore? Meritavano di vincere perché hanno controllato la gara.
Gli avversari hanno tirato di più verso la porta (e non IN porta)? Meritavano di vincere perché hanno attaccato di più.
Gli avversari non hanno tirato in porta perchè ci siamo difesi bene? Siamo i soliti catenacciari, non abbiamo gioco, ci siamo difesi in 5.
Abbiamo sbagliato molti gol? Siamo imprecisi, non meritiamo di vincere perché si devono sfruttare le occasioni.
Riusciamo a segnare grazie a uno o due tiri in porta? Non meritavamo, perché abbiamo fortuna a imbroccare un tiro (magari con deviazione tipo Zaza con il Napoli).

Vale praticamente tutto, qualsiasi scusa è buona per sminuire e mistificare il risultato della Juventus tranne quando siamo NOI a giocare benissimo e perdiamo: solo in quel momento tutti si ricordano che “eh beh, ma il calcio è crudele, e comunque non basta giocare bene, bisogna segnare e fare risultato…”

Mettetevi d’accordo con voi stessi, nel frattempo noi continuiamo a goderci questo gioco semplice in cui vince chi fa più gol dell’avversario.

1 Commento

  1. Davide

    25 Maggio 2016 alle 20:53

    Quando si parla di “merito”, da un po’ di tempo a questa parte, mi cascano spesso le palle (scusate il francesismo). Errori arbitrali (clamorosi e decisivi) a parte, la squadra che vince merita sempre. Anche se prendi 489 tiri in porta e fai gol su un rimpallo, all’unica occasione, meriti la vittoria. Magari il tuo portiere ha parato pure le mosche, quindi bravo te che hai messo quel portiere in campo (e che ce l’hai in rosa). Magari gli avversari hanno sbagliato decine di gol davanti alla porta, scarsi loro che hanno sbagliato, bravo te a crederci nonostante abbia subìto magari tutta la partita. E pure se gli sconfitti avessero preso 30 legni in una partita il discorso non cambierebbe: il legno non è gol. Per vincere bisogna segnare, e se non sei capace di centrare la porta allora puoi incolpare solamente te stesso. Chi vince, merita. Il resto sono chiacchiere da bar.

Lascia il tuo commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Opinioni

  • Eh ma allora il PD?

    Tre sere fa, per la Juve, è terminata la lunghissima stagione 2019-2020 nel modo peggiore possibile: eliminata agli ottavi di Champions...

    Fabio Debellis11 Agosto 2020
  • Niente maghi per favore

    È sconfortante, specie per chi ha una certa età, notare come nel calcio meno ancora che in altri campi della vita...

    Massimiliano Mingioni10 Agosto 2020