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Incubo di una notte di mezza estate

Questo è probabilmente il momento più difficile degli ultimi sette anni per scrivere di Juve. Cardiff, caso Dani Alves, querelle Bonucci e da ultimo la sconfitta col Barça in una delle partite più importanti degli ultimi 7 anni (ah, non valeva niente?), hanno minato un ambiente, quello in cui si barcamena il tifoso juventino, che fino a tre mesi fa sprizzava gioia ed euforia da tutti i pori. I social network sono ormai enormi calderoni di sconforto e rassegnazione a tinte bianconere, divisi tra chi pretende la testa di Marotta su un piatto d’argento e chi vorrebbe smantellare una squadra palesemente inadeguata, a loro detta, al calcio dell’alta nobiltà europea.
Probabilmente condizionato dalla lettura dei miei pessimisti compagni di tifo questa notte ho avuto un sonno agitato e popolato di visioni funeste. Un vero e proprio incubo di una notte di mezza estate.

È il 24 luglio.

Il Milan è campione d’Italia. Inutile giocare il campionato, il solo acquisto di Bonucci ha dissipato ogni dubbio della Lega Calcio. Evitate inutili trasferte e partite dal risultato scontato, i rossoneri possono finalmente festeggiare di nuovo. Troppo netta la loro superiorità sul campo, hanno anche battuto 4-0 il Bayern Monaco a luglio. Serve altro?

Bonucci è il nuovo pallone d’oro e le Champions che ha vinto il Milan nella sua storia verranno contate anche nel suo palmares personale. Decisione più che logica, a mio avviso. Un difensore così decisivo, così forte da far sembrare dei buoni giocatori persino tre scarponi buoni a nulla come Barzagli, Chiellini e Buffon, merita un riconoscimento che vada ben oltre i titoli di squadra già vinti sul campo, sempre a luglio.

La Juventus non potrà giocare la Champions League. La Uefa ha stabilito che è inutile far giocare chi arriva in finale e perde sempre e le agenzie di scommesse sono stanche di partite dall’esito scontato. A far scoppiare la questione, oltre al deludente mercato bianconero che non è riuscito a portare nessun top player al servizio di Allegri (nel frattempo esonerato per la storia dello sgabello di Oporto), le dichiarazioni di Dani Alves secondo cui il Psg, che pure ha preso sei (!!) gol dal Barcellona, è più organizzato e possiede una mentalità vincente che alla Juve manca. In effetti negli ultimi anni i parigini non hanno mai perso una finale europea, a ben vedere.

Il Napoli vince la Coppa Italia e anche la Supercoppa, riconoscimento del bel gioco espresso sul campo nella stagione scorsa. Alcuni avrebbero voluto appuntare al petto dei giocatori di Sarri lo scudetto ma qualcuno ha fatto notare che la prerogativa di vincere campionati arrivando terzi appartiene a un’altra società.

Pistocchi vince il Pulitzer ed è stato nominato direttore di Mediaset Premium e, in nome dell’imparzialità e della libertà di stampa a lungo minacciate dal club bianconero, ha subito provveduto a cambiare il nome della piattaforma in Premium Sarri 24, omaggio a un grande maestro di calcio e di stile, omaggio a un uomo d’altri tempi e dalla mentalità incredibilmente vincente e, soprattutto, mai polemico. Grazie a lui infatti sono stati scoperti i limiti della VAR ancor prima che venisse utilizzata in una partita di Serie A e tale tecnologia è stata dunque accantonata. I risultati delle partite verranno comunicati al pubblico e alla società solo trascorsi tre giorni dal fischio finale. Le immagini saranno valutate da un pool d’esperti, tra cui spiccano le figure del neo-direttore Pistocchi e dell’imparziale Ziliani, che assegnerà le vittorie in base al gioco espresso e, soprattutto, in base alla godibilità del campionato. Veder vincere sempre una squadra stanca e, sicuramente, c’è qualcosa di losco sotto. Al pool il compito di migliorare il calcio.

L’Inter ha preso Douglas Costa, Bernardeschi, De Sciglio e anche Bentancur. Praticamente ogni giocatore che la Juventus ha anche solo pensato di acquistare. Decisive in tal senso le sentenze della stampa e dell’informazione sportiva italiana. Troppo netto il divario tra le due società. Del resto, triplete e mai stati in B non sono caratteristiche da trascurare e poco importa appartengano al passato.

Zeman è riuscito finalmente ad allenare il Real Madrid e il Barcellona, nello stesso periodo e con risultati strabilianti in entrambe le squadre. La Fifa ha concesso al boemo, come omaggio ai suoi innumerevoli successi ottenuti in carriera e alle innovazioni da lui apportate al gioco del calcio, la possibilità di allenare contemporaneamente due club iscritti allo stesso campionato. Inoltre, finalmente libero dalle pressioni bianconere, è riuscito a far riconoscere il suo valore a tutto il mondo del pallone.

Fortunatamente quest’ultima visione è davvero troppo incredibile, persino per un incubo, e, improvvisamente, mi sveglio. Non posso fare a meno di farmi scappare un sorriso. Sorrido perchè, nel caso qualcuno se lo sia dimenticato, come pare, siamo ancora inesorabilmente solo al 24 luglio.

Autore: Bernardo Ferrazzi

2 Comments

  1. Matteo

    25 luglio 2017 alle 23:05

    Bellissimo articolo. Anch’io sorrido in pausa caffè discutendo di calcio e quando i colleghi me ne chiedono il motivo, rispondo che il Milan ed il Napoli hanno già vinto lo scudetto anche se non è chiaro chi delle due lo abbia vinto veramente.

  2. TOTO

    29 luglio 2017 alle 11:59

    Non hai citato la contentezza del presidente della FIGC, il quale finalmente può gioire perchè sono tornate alla vittoria (non si sa di quale torneo o campionato) le due squadre milanesi che tanto gli sono mancate negli ultimi tempi. E non gli frega neanche sapere da dove provengano i soldi spesi in modo massiccio da questi cino-milanesi.
    Un saluto

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