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inter – Juventus: 1-2: deal with Morata

“Zainetti pronti. Cappellini, a parte Tevez, pronti. Autista pronto. Tempo stimato di arrivo: quasi due ore. Tutti su che si parte, dai, dai, dai!”

E così ha inizio la #gitaasansiro, la partita più inutile dell’anno con l’avversario più inutile di sempre. Allegri per l’occasione fa riposare molti dei suoi, a eccezione di Marchisio e Morata, squalificati purtroppo per la finale di Coppa Italia, Lichtsteiner e Bonucci. Storari in porta, e a quanto pare confermato pure per mercoledì prossimo, poi Barzagli e Padoin a completare la difesa. Romulo fa la mezzala, così come Sturaro, mentre Pereyra va dietro Matri e, appunto, Morata.

L’arbitro, che si trovava lì per caso, in vacanza con la famiglia, si offre volontario per arbitrare la partitella organizzata da Padoin e dà l’avvio della gara. C’è un clima quasi di festa da parte degli ospiti, mentre i padroni di casa ci tengono a far conoscere il proprio nome e giocano meglio. Allegri osserva tutto, non condivide assolutamente questa mancanza di determinazione dei suoi: “Non vorremo mica screditare la nostra scuola?!” pensò. Intanto Sturaro va da Romulo e chiede: “Ma sicuri che i cappellini gialli potevamo toglierli durante la partita?”, il calciatore brasiliano-italiano viene scosso da un brivido di terrore e così il pallone viene perso. Dall’azione successiva nasce il goal dei padroni di casa, dopo che su un tiro Icardi devia il pallone di proprietà di Padoin in porta. 1-0 e Allegri si infuria obbligando i panchinari a non togliere il cappellino per punizione, tirando il suo a terra.

Padoin intuisce che così non può andare avanti e al goal di Brozovic si incazza e toglie il pallone dalla rete dicendo che era in fuorigioco: tutti muti e d’accordo perché con lui non si discute, arbitro compreso. Morata sembra il più determinato, lui frequenta il secchione Llorente, ma è un tipo più atletico e fa sempre bene quello che gli viene chiesto di fare. Le azioni più importanti capitano sui suoi piedi, fino a quando non decide di prestare le scarpe a Matri, che mette il turbo e svernicia l’obeso Vidic, già sudato e stanco, dopo un retropassaggio errato dei padroni di casa: il ragazzino obeso scivola e sotterra Matri, così l’arbitro indica il dischetto. Il cartellino rosso ci starebbe tutto, ma per non rovinare il clima da partitella tra scuole, decide di ammonire soltanto. Alla battuta va Marchisio, il bulletto della scuola, ormai lì da più di vent’anni, e il risultato torna in parità.

Morata è il figlio perfetto, bravo a scuola, bello, sbarbato, capelli fighi, fisico atletico, aiuta sempre e non si risparmia mai. Sono sue infatti le azioni che possono portare in vantaggio gli uomini del professor Allegri, ma il giovane spagnolo sbaglia per ben due volte, prima di destro e poi da due passi di testa, non avendo neanche il coraggio di guardare in faccia l’incubo di tutti i suoi compagni, soprattutto quelli in panchina: il più terrorizzato di tutti è Pogba, che trema alla vista di Allegri. Il tempo passa, se la partita non viene vinta il Mister li lascerà digiunare per tutta la durata della gita. La voglia di divertirsi dell’inizio si trasforma in paura nella sua forma più pura. A pochi minuti dalla fine, sempre lui, Morata, cade a terra dopo essersi fatto male, ma la sua cattiveria agonistica gli permette di alzarsi e di raccogliere un pallone che gli arriva dopo una lotta di sumo di Pogba in area di rigore: stoppa e tira malissimo, con lo sguardo rivolto verso i compagni come a dire “Come l’ha presa Allegri, rimarrò vivo?”. Fortunatamente dall’altra parte c’è in porta un alunno molto scarso e non uno di quelli alla Buffon che una volta messo in porta perché non bravo con i piedi allora decide di diventare fenomenale con le mani. Handanovic sbaglia clamorosamente e Morata segna, accorgendosene con un paio di secondi di ritardo. L’esultanza è gioiosa, il terrore viene scaricato, tutti i compagni, soprattutto Pogba, sono felici per la vittoria che ormai sembra cosa fatta. Allegri guarda coloro che sono in panchina e li benedice tutti, poiché contento dei suoi ragazzi che stanno portando a casa la vittoria. Vidal, Buffon, Tevez e Chiellini, che non hanno potuto partecipare alla gita per condotta negativa e voti bassi, gioiscono insieme a loro dopo essere stati aggiornati via SMS da Rubinho: “Sono triste, Storari ha fatto un doppio intervento incredibile e per questo non so se potrò giocare gli ultimi due minuti dell’ultima partita della stagione. Ma stiamo vincendo!”. Morata intanto continua a esultare con i compagni di squadra, prende un paio di occhiali, si rivolge agli abbattuti avversari, li indossa e li percula mettendo fine al match. DEAL WITH IT!

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