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Istinto e ragione. Riflessioni su Maurizio Sarri e sulla Juve che è

Il titolo di questo pezzo ne richiama volutamente un altro, scritto ormai 8 mesi fa, dopo la cocente sconfitta con l’Ajax, quando ancora non si sapeva se sarebbe rimasto Allegri o sarebbe arrivato un nuovo allenatore. Mi piaceva l’idea, all’inizio del nuovo anno, di riprendere il filo e vedere un po’ a che punto siamo.

La prima problematica evidenziata in quel post era legata agli infortuni e alla condizione fisica. A oggi, il problema non sembra essere stato risolto. Chiellini, De Sciglio, Douglas Costa, Khedira, Ramsey… i nomi sono sempre gli stessi e le domande permangono: ha senso, per una squadra che ha un budget limitato, avere in rosa così tanti giocatori inaffidabili a livello fisico?
A oggi, l’impossibilità di poter usufruire stabilmente di questi calciatori ha avuto come effetto perverso il  ritardo nella scelta di un modulo base, con tutto quello che ne consegue a livello di fluidità di gioco, e un gran casino nelle liste UEFA, che ha causato malumori tra i calciatori (vedasi Emre Can e Mandzukic), con effetti nefasti anche a livello patrimoniale.
Dubito fortemente che il mercato di gennaio porrà rimedio a questa situazione; però, mai disperare.
A ogni modo, il problema c’era e c’è tuttora.
Sulla condizione atletica invece non resta che aspettare, anche se confesso che un brivido mi è corso lungo la schiena quando anche Sarri ha nominato “la Juve di marzo”, lasciando intendere che per allora avremo raggiunto la condizione psicofisica ottimale. Due mesi e sapremo.

L’altra problematica era squisitamente tattica.
Sarri ha cominciato la stagione con il 433, salvo poi virare sul trequartista. Anche lui, come Allegri, ha dovuto ovviare al fatto che, in fase di non possesso, CR7 non partecipa alla fase difensiva. In fase di possesso, inoltre, CR7 non fa nessuno dei movimenti classici che l’ala dovrebbe fare in quel modulo, confermando, se mai ce ne fosse bisogno, che non è un esterno ma una seconda punta.
Niente di nuovo anche qui: le sue stagioni al Real avevano già ampiamente dato risposta a questo quesito tattico. Non è un caso che Zidane, prima di Allegri e Sarri, abbia trovato la quadra togliendo un’ala e inserendo un centrocampista.
L’anno scorso Allegri aveva optato per una soluzione simile, schierando Dybala trequartista e richiedendogli precisi compiti difensivi: una difesa bassa, posizionale, e l’apporto costante di Mandzukic in fase di non possesso avevano fatto il resto
Quest’anno Sarri, una volta abbandonato il 433, ha schierato inizialmente Bernardeschi nel ruolo di trequartista. Il giocatore ha vissuto un periodo altalenante: belle prove offerte in Nazionale (giocando però da ala destra), fischi sonori a Torino. Alla fine il giocatore è scomparso dai radar: solo 15 minuti giocati nelle ultime 3 partite, dopo essere stato titolare per due mesi. Spero di sbagliarmi ma non sono molto fiducioso sul prosieguo della sua stagione.
Dopo una fugace apparizione di Bentancur in quel ruolo, Sarri ha virato sorprendentemente su quello che lui stesso aveva definito “il tridente da bar”: CR7-Higuain-Dybala.
Il “tridente da bar” aveva visto il suo debutto al minuto 62 di Inter-Juventus. L’esperimento durò 9 minuti scarsi. In conferenza post partita fu lo stesso Sarri ad ammettere che quel cambio aveva consegnato il pallino del gioco nelle mani dell’Inter, fino a quel momento alle corde.
Il tridente rivide la luce al 53′ di Juve-Sassuolo, sul risultato di 1-2, salvo essere nuovamente cassato al minuto 79, sul risultato di parità.
Il debutto dal primo minuto avvenne contro l’Udinese (3-1), con esiti confortanti; riproposto contro la Sampdoria (1-2), con esiti molto meno confortanti; confermato in occasione del primo trofeo stagionale (Lazio, 1-3), con esiti decisamente sconfortanti: vedremo cosa ci riserverà il futuro.

Premesso che non vedo come si possa sostenere un tridente con quelle caratteristiche (chi si sobbarcherà i compiti di copertura, che l’anno scorso erano di Mandzukic? Dybala accetterà di tornare a fare quello che faceva l’anno scorso, con però ben altro impegno? O Higuain riuscirà a farsi il mazzo per tutti e tre?), resta il fatto che la rosa non è strutturata per giocare in quel modo. È del tutto evidente che non si può pensare di fare tutta la stagione con solo 3 attaccanti in rosa, quindi bisognerebbe intervenire sul mercato.
Tralasciando la gestione del caso Mandzukic (ad aprile rinnova con aumento dell’ingaggio; a settembre è fuori rosa; a gennaio viene regalato a una sconosciuta squadra araba e poi si deve andare sul mercato per comprare un attaccante, probabilmente meno forte) e sorvolando sulla cessione del CTP Moise Kean in estate, rimane il fatto che la Juve sarebbe costretta a spendere dei soldi per un calciatore che non risolverà minimamente il problema. Se Higuain-CR7-Dybala vogliono giocare insieme, le problematiche tattiche sono quelle di cui sopra e l’acquisto di un altro attaccante non le modificherà minimamente.

Per sostenere un tridente in cui nessuno dei 3 attaccanti fa la fase difensiva ci vorrebbe un centrocampo di grande corsa, resistenza e lotta: quanti giocatori abbiamo in rosa con quelle caratteristiche? Due? Tre? E uno (Emre Can) lo vendiamo perché “inadatto” (come Mandzukic?) al gioco di Sarri? Salvo poi dover intervenire sul mercato per comprarne uno simile? Ma se si vuole andare nella direzione di un centrocampo muscolare, quello “di troppo” non sarebbe Pjanic? E poi, una volta costruito un centrocampo con gente “di lotta”, ci facciamo lunghe fasi di possesso? A me sembra tutto abbastanza confuso.

Infine, che ne facciamo di tutti gli esterni? Che posto avrebbero gente come Bernardeschi, Douglas Costa e Cuadrado, in una squadra costruita in quel modo? Tutta gente da 40 e più milioni di cartellino, e ingaggi pesanti. Che si fa, li panchiniamo, li svalutiamo e poi li regaliamo tutti?
Ora, va bene costruire una rosa “indipendente” dalle idee dell’allenatore, ma la rosa deve comunque essere “coerente” almeno con se stessa: trequartista “no buono” con ali, e viceversa. Le scelte di mercato devono comunque essere “coerenti”: svendere due giocatori per andare poi a comprarne altri due con le stesse caratteristiche è da fuori di testa.
Tutte queste problematiche c’erano a maggio e ci sono tuttora: le risolveremo nel mercato di gennaio? Lo spero ma ne dubito.

Sul conto, pare che la rosa non sia adatta al gioco di Sarri (pressing alto, difesa a zona, riaggressione immediata): anche qui, che si fa? Sarà Sarri ad adattarsi o la Juve adatterà la rosa a Sarri? Se l’idea è “adattare la rosa”, perché non si è pensato di farlo a Giugno? E se invece si andrà avanti così, non sarebbe stato meglio scegliere un allenatore meno “caratterizzante”? Al solito, scelte logiche e coerenti: non c’è vento giusto per le vele del marinaio che non sa in che direzione vuole andare.

In mezzo a tutto questo bailamme la squadra intanto mostra grandi difficoltà di gioco: non riempiamo l’area (ma si vende il centravanti che detiene il record mondiale di gol segnati da dentro l’area piccola), facciamo fatica a difendere in ampiezza (ma si schiera un tridente puro), segniamo poco (nonostante CR7) e subiamo molto. I numeri confermano le difficoltà tattiche: 17 gol subiti a questo punto della stagione richiamano alla mente le stagioni con Del Neri e Ferrara/Zaccheroni in panchina; i soli 31 gol segnati vanno a braccetto con l’inizio disastroso della stagione 2015/16, o con la prima stagione di Conte e i tanti bestemmievoli pareggi per 0-0.
Di buono invece ci sono i risultati: i punti fatti fin qui sono assolutamente in linea con la vittoria finale, ci siamo agevolmente qualificati agli ottavi di Champions e, per ora, tanto basta.

Già, perché gli obiettivi della S.P.A. Juventus sono sempre i soliti: vincere lo scudetto e arrivare almeno tra le prime 8 squadre in Europa; non solo per motivi di prestigio sportivo ma anche per motivi di budget. Elkann ha appena varato un aumento di capitale da 300 mln e rivisto la sponsorizzazione aumentandola a 50 mln €: sono pronto a scommettere che si aspetta un certo tipo di ritorno, nei tempi e nei modi pianificati.
A meno che Andrea Agnelli non abbia improvvisamente cambiato modo di pensare, la gestione aziendale è sempre la stessa: dato un obiettivo e le risorse per raggiungerlo, spetta ai dirigenti adoperarsi per raggiungerlo, con tutto quello che ne consegue, nel bene e nel male. “Purtroppo” alla Juventus funziona così: se raggiungi l’obiettivo (risultati), bene, altrimenti “arrivederci e grazie”.

Allegri è stato esonerato perché alcuni dirigenti ritenevano che non sarebbe più stato in grado, con questa rosa, di raggiungere gli obiettivi prefissati, e si è scelto Sarri perché si ritiene che, con un diverso tipo di gioco, si possano raggiungere risultati superiori a quelli di prima: questo è quello che si andrà a verificare. Tutto il resto è filosofia spicciola, che nulla ha a che vedere con la gestione di un’azienda da mezzo miliardo di fatturato. Il finale di stagione ci dirà se la strategia adottata avrà portato i risultati attesi o se sarà stato un fallimento, e si faranno tutte le valutazioni e quindi si adotteranno i correttivi necessari.

Nessuna azienda vara un piano da mezzo miliardo di investimenti (aumento di capitale e rinnovo della sponsorizzazione ndr) per fare filosofia spicciola sulla bellezza del gioco espresso: investimenti massicci vogliono risultati economici di ritorno. Risultati che, nel calcio, sono figli dei risultati sportivi.

Credo che i protagonisti farebbero meglio a tenerlo ben presente, perché Andrea Agnelli non mi pare un tipo paziente né, tanto meno, particolarmente accomodante: prima che ci finisca il suo, sarà il culo di qualcun altro a finire in mezzo alle pedate.

5 Comments

  1. Alida

    4 Gennaio 2020 alle 22:47

    Concordo in pieno

  2. MATTEO

    5 Gennaio 2020 alle 10:56

    Come sempre, o quasi sempre, concordo con lei. Anch’io, vedendo sempre le partite della juve in tv o dal vivo, ritengo che il tridente sia un vantaggio ma la condiziona atletica deve essere al top. Fino alla supercoppa ero rimasto positivamente colpito dalle interviste di Sarri, poi sono rimasto basito dall’affermazione di aver visto il più “divertente” allenamento da inizio anno: con il risultato che abbiamo visto.
    Una “topica” può capitare a tutti (anche Allegri ne faceva 2 o 3 all’anno) e credo che servirà di lezione. Se i giocatori sono in forma, il tridente si sostiene, altrimenti occorre una soluzione alla Zidane (con centrocampista in più). Dove però il sacrificato di turno del tridente deve essere Higuain: Ronaldo e Dybala sono imprescindibili. Con un centrocampo tecnico di 4 giocatori che sappiano inserirsi più i due sopra non si abbisogna di nessuna punta di ruolo o centroboa. Quest’anno questo possiamo fare. Il prox con Pogba e Kulu sarà tutta un’altra storia.
    Vedremo cosa ci riserveranno i prox 5 mesi. Fino alla fine, forza Juve.

  3. Luca Montemaggi

    5 Gennaio 2020 alle 19:30

    Sono completamente d’accordo a metà: è vero, c’è confusione. Ma questa confusione (tattica, anzitutto) non deriva dal rincoglionimento dei dirigenti dell’area sportiva, ma da un altro fattore. La “seconda” scelta di Sarri (la prima era Guardiola) era ed è giusta: un club che si prefigge l’ascesa ai vertici europei e mondiali non può presentare un’immagine di se quale quella che il gioco espresso dalla juve allegriana offriva. Una scelta epocale che, però, necessita di sperimentazione, di normale affinamento tattico, di ricerca degli equilibri: necessita di tempo. Tuttavia, accade un fatto non previsto e, cioè, che una delle rivali – la più odiosa – si attrezzasse per vincere, anzitutto assumendo uno dei migliori tecnici in circolazione (dopo aver preso uno dei migliori dirigenti). E’ questo che ha generato confusione, anzi apprensione: ha condizionato il calciomercato (Icardi, anzitutto), ha messo pressione con l’avvio rampante della seconda squadra di Milano, ha, in una parola, costretto Sarri a dover vincere subito, ad inseguire. A discapito del progetto. Come se ne esce? Con compattezza, arte nella quale a Torino sono maestri. Senza rischiare di gettare l’acqua sporca e, con essa, il bambino. Forse occorre che Sarri faccia di testa sua: il tridente non è sostenibile e quindi via con l’alternanza tra le punte, ne giochino due di tre. Forse un paio di accorgimenti a gennaio servirebbero: un terzino sinistro che faccia rifiatare A. Sandro e, se davvero Kulusevski non arriva subito (e, soprattutto, se i vari Ramsey, Khedira, D. Costa non sono integri), cambierei E. Can con un centrocampista dai piedi buoni (Paredes, Thiago Alcantara). E poi sputare il sangue su ogni palla, come sempre…

  4. Giacomo Briscoli

    8 Gennaio 2020 alle 20:48

    Non vorrei insultare ma chi ha scritto questo articolo capisce poco di calcio, il tridente é stato fatto perché costa e ramsey erano out poi quali sarebbero i problemi della rosa da risolvere a gennaio? L’unico problema è se non corrono come anno scorso in primavera

    • Ossimoroju29ro

      20 Gennaio 2020 alle 22:56

      Anch’io non vorrei insultare ma chi ha scritto questo commento, pur essendo evidentemente un capiscers di prim’ordine, non sa leggere i tabellini.
      Ad ogni modo, se questa rosa è perfetta e non ci sono problemi da risolvere a gennaio, tanto meglio per tutti.

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