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Juve-Atalanta: prendiamoci la finale!

Marzo: mese dedicato a Marte, dio della guerra.

Domani comincia il periodo decisivo dell’anno e oggi una settimana cruciale per il prosieguo della stagione; due partite da “dentro o fuori” a distanza di sette giorni e in mezzo la trasferta in casa della terza in classifica, contro la quale si è perso nelle ultime due sfide disputate.

La Juve ci arriva incerottata, saranno quattro gli indisponibili in questa semifinale di ritorno e almeno tre di questi salteranno i prossimi match.
Inoltre due uomini chiave come Matuidi e Dybala sono reduci da infortuni muscolari, quindi difficilmente saranno a pieno regime già stasera; altri titolari fondamentali quali Khedira e Mandzukic, in una stagione fatta di alti e bassi, sono attesi dal riscatto dopo dieci giorni di riposo e a seguito di alcune partite davvero opache.

Per contro i ragazzi si troveranno ad affrontare in questi giorni compagini con la rosa praticamente al completo e in un buono stato di forma: servirà sia lo spirito che la fluidità di manovra intravisti nel derby per avere la meglio su formazioni comunque più attrezzate del Torino.
Anche la sfida a distanza con gli uomini di Sarri ci vede spettatori gufanti di un gruppo che, dopo aver passato quasi indenne un paio di periodi di appannamento, sembra da tempo padrone del proprio destino, vince quando vuole e perde quando serve; eclatante soprattutto la capacità aerobica degli stessi 12/13 giocatori che tirano la carretta da inizio anno, attesi a un crollo che pare non debba arrivare mai, tutte situazioni che suscitano un mix di incredulità e ammirazione.

Partendo dal presupposto che è il Napoli a rappresentare un’eccezione, rispetto a una regola che vede quasi ogni club far i conti coi problemi muscolari dei propri tesserati, dire che la Juve abbia margini di miglioramento in tal senso credo possa essere condivisibile.
Riflessioni del club che ora comunque lasceranno spazio a ciò che è davvero importante, contando sul fatto che spesso nelle difficoltà questa squadra ha trovato compattezza e ulteriore unità d’intenti.

È il momento sia dell’entusiasmo e adrenalina per i tifosi, sia della consapevolezza e orgoglio per i giocatori che possono ancora giocarsi tutto.
Abbiamo a portata di mano la quarta finale consecutiva contro una Atalanta che ha poco da perdere e sogna la quarta finale della sua storia.

E guerra sia, fino alla fine.

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