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Juve – Barcelona: per realizzare il più proibito dei sogni…

Nessuno avrebbe scommesso un solo centesimo quel lontano 15 luglio 2014. Neppure il più inguaribile dei sognatori avrebbe puntato un soldo sulla possibilità di vedere la Juve (addirittura) in finale di Champions League (no, non è un sogno: è una splendida realtà).

Eppure è così: sabato sera all’Olympiastadion di Berlino la formazione bianconera sfiderà il Barcellona per la conquista del trofeo più ambito dalle squadre di club.

Inutile evidenziare che ci si trovi di fronte l’avversario più forte attualmente in circolazione sull’intero globo terracqueo (d’altronde, in una finale di Champions chi ci vuoi incontrare? il Pizzighettone? Con tutto il rispetto, eh) con il trio delle meraviglie in attacco capace di segnare in questa stagione la bellezza di 120 gol, ma che anche negli altri reparti non sta messo malaccio.

Siccome è scritto da qualche parte che questa competizione debba essere maledetta per la società torinese, anche la vigilia della partenza per la capitale tedesca ha rispettato la “tradizione”: Chiellini si è fermato nell’allenamento di mercoledì per una lesione al polpaccio sinistro e non sarà disponibile per la finale. Al di là della delusione personale per il giocatore, la preoccupazione maggiore deriva dal rientro di Barzagli a pieno regime solo da pochissimo, essendo anche lui reduce da un fastidio muscolare.

L’assenza del difensore toscano obbliga l’allenatore a schierare il 4-3-1-2 (che sarebbe stato comunque il modulo di partenza, salvo variazioni tattiche in corso d’opera), linea difensiva con Lichtsteiner-Barzagli-Bonucci-Evra davanti a Buffon; solito rombo di centrocampo con Pirlo vertice basso, Vidal vertice alto, Marchisio e Pogba mezz’ali. In attacco Tevez in coppia con Morata.

Il Barca targato Luis Enrique è totalmente diverso da quello guidato da Guardiola, dominatore del calcio mondiale negli anni scorsi; abbandonato il “tiki-taka”, ora la compagine azul-grana punta essenzialmente sulle transizioni verticali, utili a mettere in moto il formidabile settore avanzato, sfruttando le straordinarie doti tecniche di Messi e Neyamar, oltre alle capacità realizzative di Suarez. Tuttavia (e purtroppo per gli Allegri’s boys) i catalani non sono soltanto i “tre” ora citati, potendo contare a centrocampo sulle intuizioni di quell’autentico fenomeno che risponde al nome di Andres Iniesta.

Lo schema di gioco solitamente adottato è il 4-3-3, con Ter Stegen (portiere utilizzato esclusivamente in coppa) tra i pali, linea di difesa a 4 composta da Dani Alves e Jordi Alba sugli esterni, Mascherano e Piqué centrali. Il reparto di mezzo è formato da Busquets, dal summenzionato Iniesta e Rakitic. Quanto all’attacco, si è già detto tutto e di più e non servono ulteriori osservazioni.

Bianconeri e blaugrana si sono incontrati otto volte nelle competizioni europee, con quattro vittorie per la Juve, due per gli avversari e due i pareggi. L’ultimo incrocio risale ai quarti di Champions del 2003 quando la squadra di Lippi, dopo l’1-1 casalingo, si impose ai supplementari (in inferiorità numerica) al Camp Nou per 2-1, con quel mitico gol siglato da Zalayeta.

Che dire? Il popolo juventino sta vivendo un sogno, non avendo mai neanche lontanamente immaginato di essere davanti alla tv (o allo stadio) la sera del 6 giugno 2015. La stagione sino a questo momento è stata straordinaria con il poker scudetto e la “decima” coccarda ma, come si dice, l’appetito vien mangiando ed è chiaro che tutti accarezzino l’dea di completare l’opera (senza necessità di ricorrere a terminologie ispaniche).

È evidente che, avendo la Juve fallito le ultime tre finali consecutive disputate, un’ulteriore delusione (tutti gli scongiuri sono ammessi) peserebbe non poco sul morale dei tifosi i quali, comunque, non smetteranno mai di ringraziare questi ragazzi per averli portati a vivere quest’atmosfera magica che, non bisogna dimenticarlo, al 65’ di Juve-Olympiacos, sotto 1-2 in casa, sembrava una chimera lontana milioni di anni luce.

Per cui, non resta che godersela fino in fondo, anzi #FINOALLAFINE e sperare che, per una volta, il destino maledetto della Champions sorrida ai colori bianconeri.

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