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Borussia Dortmund – Juve: per continuare il sogno europeo

Ci siamo, è arrivato il fatidico momento della verità (sperando non sia l’ultimo): stasera al Westfalenstadion, o più moderno Signal Iduna Park, si deciderà il destino europeo della Juve. Alle 20.45 è in programma il ritorno degli ottavi di Champions contro il Borussia Dortmund. Si parte dal 2-1 dell’andata a favore degli Allegri’s boys.

Partita senza dubbio difficilissima, sia per l’ambiente – il famoso “muro giallo” che ribolle di passione autentica -, sia per la condizione fisica non brillantissima della squadra, peraltro orfana del suo faro di centrocampo, Andrea Pirlo; sia, infine, per il risultato di Torino che non consente di adagiarsi sugli allori (meglio così).

Nella conferenza stampa pre-gara l’allenatore non ha sciolto i dubbi sul modulo da impiegare – difesa a 3 o a 4 – per cui è complicato ipotizzare la formazione che scenderà in campo. Ad ogni modo, se la scelta dovesse ricadere sul 3-5-2, rivedremo il trio difensivo delle meraviglie Barzagli-Bonucci-Chiellini, centrocampo con Licht ed Evra sugli esterni, Marchisio in cabina di regia spalleggiato da Pogba e Vidal. In attacco, confermatissimi, Tevez e Morata.

Viceversa, qualora si optasse per il (più probabile) 4-3-1-2, Barzagli si accomoderebbe in panca, lasciando la linea dei difensori a Licht-Bonucci-Chiellini-Evra. In mezzo, Marchisio sarà il vertice basso del rombo e Pereyra quello alto; Pogba e Vidal interni. Solito duo lì davanti.

Il Dortmund targato Kloop lo si conosce bene da anni, squadra superorganizzata tatticamente che gioca in (grande) velocità, occupando la metà campo avversaria con diversi uomini. Tale atteggiamento, per nostra fortuna, mostra però i suoi limiti in fase difensiva, vero punto debole dei gialloneri, specie quando i due centrali (Hummels e Subotic prevalentemente) vengono lasciati soli nell’uno contro uno o si “dimenticano” di marcare gli avversari nella propria area di rigore (l’esempio di Morata allo Stadium in perfetta solitudine nell’area piccola nell’occasione del 2 a 1 è lampante).

Bianconeri e gialloneri si sono incontrati in totale otto volte (compresa la partita di fine febbraio) con cinque successi per la formazione juventina, tre dei quali ottenuti in casa loro nelle tre trasferte si qui disputate (1-3 nel 92-93 e 95-96; 1-2 94-95) con un totale di otto reti all’attivo.

L’errore più grande che i nostri beniamini potrebbero commettere è lucrare sul risultato dell’andata; bisogna scendere in campo e giocarsela a viso aperto, facendo tesoro della partita di Torino nella quale si è riusciti (a parte i 20 minuti successivi al disgraziato pareggio subìto) a mettere in difficoltà il Borussia nelle ripartenze e sfruttando i suoi punti deboli. Superfluo evidenziare l’importanza di segnare per mettere ulteriore pressione addosso agli avversari ma, in ogni caso, la cosa fondamentale è non perdere la testa qualora malauguratamente dovessero impallinare Buffon. In fondo, la qualificazione si può ottenere anche ai supplementari ed oltre.

Fino alla fine, appunto.

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