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Juve – Borussia Dortmund 2-1: Tevez-Morata e appuntamento in Germania

L’attesa non stava facendo bene a nessuno. I tifosi erano vogliosi di vedere e “testare” la propria squadra in un palcoscenico importantissimo come quello della Champions League, mentre i calciatori potevano in qualche modo lasciarsi distrarre da questo match fondamentale che man mano si avvicinava: Juventus – Borussia Dortmund. I tedeschi non sono più quelli di qualche settimana fa e lo hanno dimostrato in campionato, allontanandosi dalla zona caldissima della classifica di fondo. Invece, seppur in una situazione completamente opposta, i bianconeri non arrivano brillantissimi alla vigilia, dopo aver faticato e non poco nelle ultime prestazioni. Allegri opta per il classico 4-3-1-2, con Evra e Lichtsteiner terzini, Vidal trequartista e Morata-Tevez come coppia di attaccanti. Il Borussia Dortmund invece viene schierato da Klopp con un 4-2-3-1 in cui va a occupare il ruolo di punta Immobile, poi i classici tre calciatori offensivi: Reus, Mkhitaryan e Aubameyang.

L’arbitro dà il fischio d’inizio e primi minuti si rivelano di studio, fino al momento in cui si comincia a intravedere una Juventus più in palla che comincia ad acquistare terreno, tenendo il Borussia Dortmund abbastanza indietro. I tedeschi però provano sempre con più insistenza di uscire palla al piede dalla difesa e di venire ad aggredire molto alti, riuscendoci abbastanza bene, ma non dando mai l’impressione di poter essere pericolosi. Solo un tiro dalla distanza di Immobile in avvio, poi il nulla. Arriva il minuto 13 e i bianconeri cercano di sfruttare il miglior approccio alla partita quando il Borussia Dortmund sale con costanza, ma lascia molti spazi dietro: Tevez riceve un pallone lungo e lo gira benissimo per Morata che parte in velocità verso l’area avversaria, dalla sinistra lascia partire un cross violentissimo e rasoterra, Weidenfeller devia soltanto e non riesce a togliere il pallone dai piedi di Tevez che da due passi firma il vantaggio.

La partita si mette esattamente come doveva: la Juventus può aspettare il Borussia Dortmund che sarà costretto a lasciare ancora più spazi, nella ricerca al pareggio. Non che già non lo facesse, ma in vantaggio è tutta un’altra storia. Il caso vuole però che in Champions League, per colpe nostre o per colpe non nostre, ogni anno arrivi il tiro di Alaba da 35 metri deviato che finisce in porta: Chiellini al minuto 18 stoppa un pallone semplicissimo, scivola e nella caduta non riesce più a trovare il pallone; Bonucci nel frattempo, a due passi dal numero 3 della Juventus, viene ostacolato dal corpo dello stesso Chiellini (caduto a passuluni), così Reus può prendere palla e lanciarsi nell’uno contro uno con Buffon, che non può fare nulla. 1-1.

Allegri e calciatori hanno preparato la partita in una maniera chiara: aspettare gli avversari senza essere troppo aggressivi, farli salire e poi cercare di recuperare il pallone per attaccare in velocità i loro difensori; in assenza di spazi gestire il pallone alla classica maniera, senza farsi mancare qualche lancio lungo per prendere ancora una volta la difesa tedesca alle spalle. Il Borussia Dortmund invece l’affronta alla sua classica maniera, tentando di aggredire sempre alto e di alzare i ritmi del match; sebbene la loro pressione sia stata abbastanza buona, si può dire che non siano riusciti a dare un ritmo veramente alto al match, essendo costretti dalla stessa Juventus a non poter verticalizzare e a far girare il pallone in continuazione da destra a sinistra in maniera non pericolosa, per poi alzare decisamente troppo il baricentro e non avere i difensori giusti per poter tenere la velocità di Tevez e Morata che a ogni corsa potevano far malissimo. Gli unici cinque minuti in cui la Juventus è parsa in difficoltà infatti sono proprio quelli arrivati dopo l’errore di Chiellini, con il difensore un po’ in crisi e con i bianconeri che hanno accusato il colpo.

Il copione rimane lo stesso per tutto il primo tempo e la Juventus in attesa prova a ripartire, facendolo a volte bene e a volte male, ma con Morata e Tevez in giornata sì. Al minuto 37 arriva un’altra cantonata perché Pirlo si fa male al polpaccio ed è costretto a uscire dal campo. Pereyra entra al suo posto e va a occupare il ruolo di trequartista con Vidal che scala a mezzala e Marchisio che passa al centro. Adesso invece della qualità del numero 21 c’è la corsa di Pereyra e, in una partita impostata in questa maniera, potrebbe non essere negativo. Morata ci prova di testa dopo un cross di Tevez, ma la posizione non è ottimale e il pallone lento non gli semplifica le cose. Gli ultimi minuti vedono una Juventus più reattiva e vogliosa di riprendersi quel vantaggio maledettamente strappato: Tevez lavora benissimo un pallone in avanti, si gira verso la porta e serve Pogba inseritosi da dietro che immediatamente di sinistro crossa basso, il pallone supera i difensori e arriva sui piedi di Morata che lo spinge dentro da due passi mostrando freddezza. Al minuto 43 la Juventus torna a comandare il risultato, ha concesso pochissimo al Borussia Dortmund e con pazienza dimostra come si possono sfruttare le carenze degli avversari. Bene, ma si può fare di meglio.

Le squadre tornano in campo, il modo di giocare di entrambe le formazioni non cambia di una virgola, almeno nella fase iniziale. I ragazzi di Klopp tentano sempre di tenere palla, ma non riuscendo mai a essere veloci e pericolosi, trovando una buonissima Juventus a difendere. Ci riprova ancora Immobile da dentro l’area di rigore, ma è poca roba e non arriverà più niente per loro. I bianconeri invece sembrano sempre più determinati e gli ottimi primi 15 minuti del primo tempo sembrano estendersi per gran parte della ripresa. Tanti spazi da aggredire, tanto campo per far correre i due attaccanti e con in più un Pereyra che palla al piede in progressione diventa imprendibile e permette ai compagni di alzare la propria posizione.

Ogni attacco della Juventus sembra un potenziale pericolo e in effetti lo è. I difensori del Borussia Dortmund perdono lucidità, mentre i due attaccanti bianconeri non mollano un millimetro. Qualche errore di troppo nell’ultimo passaggio, ma tanta voglia di segnare il terzo goal. Tevez ci prova con un destro che accarezza il palo dopo un inserimento di Marchisio che serve bene l’argentino, poi ancora il numero 10 bianconero approfitta di un difensore che scivola e si crea lo spazio per calciare in porta da posizione pericolosa, ma il portiere avversario è bravo a respingere. Ancora la Juventus in avanti che va quasi in forcing, Chiellini ci prova di testa sugli sviluppi di un corner un paio di volte ma non inquadra la porta, mentre prima Bonucci sempre su calcio d’angolo non riesce a mandare in porta un pallone da due passi. L’occasione più clamorosa arriva sui piedi di Pereyra: Morata gestisce un ottimo pallone e libera l’argentino all’interno dell’area di rigore, controllo, buona preparazione al tiro e conclusione insidiosa, Weidenfeller sembra battuto, ma il pallone ancora una volta accarezza il palo con lo stadio in silenzio e qualche bestemmia pienamente condivisibile in sottofondo.

Finisce così un match tanto atteso, con la vittoria dei bianconeri per 2-1 sul Borussia Dortmund. I tedeschi hanno mostrato corsa e tecnica, ma anche molti problemi difensivi e mancanza di intensità (quella che solo loro hanno, o quasi). Molto della loro prestazione non stupenda è merito della Juventus, brava e intelligente ad affrontare il match nella maniera giusta, soprattutto nel secondo tempo e nel primo quarto d’ora, soffrendo soltanto per pochi minuti dopo il pareggio subito, ma non concedendo poi nulla alla squadra di Klopp. Il risultato fa storcere forse un pochino il naso, visto che il terzo goal sarebbe stato vitale e soprattutto meritato, però la squadra fa sperare bene in vista del ritorno.

Buffon non è stato praticamente mai impegnato; Bonucci e Chiellini hanno fatto un ottimo match, macchiato soltanto da quello scivolone da non credere; Evra e Lichtsteiner hanno disputato un buon match, con il primo che ha commesso qualche errore in uscita ma poi attento e pulito in difesa (nel primo tempo una diagonale eccezionale), mentre lo svizzero si è dimostrato molto ruvido e concreto; Pirlo fino all’infortunio aveva fatto molto bene, sicuramente il migliore dei quattro di centrocampo, anche loro in crescendo: Marchisio molto solido e battagliero, mentre Pogba ha commesso un numero di errori alto, sebbene un assist, e Vidal mostra ancora di non essere al massimo, sbagliando sempre qualche tocco di troppo; Pereyra entra in campo e fa vedere le sue migliori qualità in qualche occasione (velocità e tecnica), con la possibilità dare il colpo di grazia, si fa per dire, al Borussia Dortmund; Tevez e Morata invece sono stati monumentali, creando pericoli su pericoli in velocità e mostrando grande intesa.

Ce l’andremo a giocare in Germania, né più, né meno. Affrontando la partita nella maniera giusta e vedendo le difficoltà difensive dei tedeschi le possibilità di passare il turno non sono pochissime. Ci vuole testa, pazienza e bisogna sperare in quel tocco di fortuna che possiamo scordarci fin da ora. Bene i primi 90 minuti, ora altri 90 ancora migliori. Ma prima testa alla Roma e alle altre, partita per partita.

Fino alla fine…

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