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Juve-Cagliari 4-0: una squadra da applausi

Era molto attesa Juventus-Cagliari, soprattutto da chi pensava che quella vista a San Siro fosse una squadra troppo brutta per essere vera. Allegri prepara una partita decisamente più coraggiosa, tenendo a riposo Bonucci (con Barzagli spostato al centro e Rugani a destra), schierando Lemina-Hernanes-Pjanic in mediana con i due brasiliani sulle fasce e la coppia argentina in attacco.

Al di là dello schieramento, a fare subito la differenza in campo è l’atteggiamento della squadra: posizioni alte, pressing, dialoghi nello stretto e tantissima corsa mandano subito in bambola i malcapitati avversari. Higuaín da solo tiene in apprensione tutta la difesa, creando spazi per gli inserimenti dei centrocampisti e degli esterni -molto interessanti i frequenti scambi di posizione sull’asse di destra tra Dani Alves e Lemina. Dybala non è ancora al top ma riesce a creare scompiglio con un paio di giochi di prestigio sulla trequarti. Servono quattordici minuti per sbloccare la partita: punizione dalla trequarti, Pjanic serve una deliziosa palombella in area per Higuaín che gira al volo verso la porta, Storari ha un gran riflesso ma la sua deviazione finisce sui piedi di Rugani cui non sembra vero di poter battezzare il debutto stagionale con un gol.

Seguono un paio di incertezze difensive che farebbero tornare alla mente la serata storta di San Siro, ma la squadra riesce a tamponare e riprendere rapidamente il controllo delle operazioni. Un Hernanes molto ordinato -salutato finalmente da qualche pur timido applauso- gestisce bene i ritmi a centrocampo, aiutato da un Lemina in serata di grazia e da un Pjanic che da mezzala gioca evidentemente con maggiore serenità. Ma a strappare gli applausi più convinti e decisi questa volta sono i due esterni. Soprattutto Alex Sandro, autore di una partita semplicemente straordinaria, con interventi pregevoli in fase difensiva, triangolazioni nello stretto, corse a perdifiato sulla fascia di competenza e diversi tentativi di conclusione su cui spicca un colpo di testa uscito di poco alla sinistra di Storari. Un Dani Alves meno appariscente convince invece per diligenza tattica e per come mette la propria esperienza a servizio della squadra. Come anticipato, il laterale brasiliano si scambia spesso di posizione con Lemina, togliendo punti di riferimento ai difensori avversari.

La sensazione è che ogni singola azione offensiva bianconera possa tramutarsi in gol: e infatti al 33′ ci pensa Higuaín a ribattere a rete un’altra respinta di Storari su Pjanic. Passano altri sei minuti e tocca a Dani Alves timbrare, con un rasoterra chirurgico dal limite dell’area. Vale la pena far notare la scelta molto intelligente di servire il brasiliano in questo modo, con tutto il Cagliari asserragliato nella propria area di rigore: un segnale di lucidità che fa aumentare l’ottimismo (soprattutto considerando che si era già sul 2-0).

Nel secondo tempo il copione non cambia e la squadra di Allegri gestisce i ritmi senza mai correre alcun rischio. Neto sostituisce Buffon (non dovrebbe essere nulla di grave) e c’è spazio per Mandzukic e Pjaca. Entrambi potrebbero segnare ma sbagliano la misura del tiro e fanno vedere ottime cose. Mandzukic sarà poi prezioso in occasione del 4-0 quando farà da torre per Lemina, che porterà lo sfortunato Ceppitelli a fare autogol.

Un 4-0 che non ammette discussioni e che dovrebbe far riflettere chi, troppo frettolosamente, aveva già avviato le pratiche funebri per la Vecchia Signora -dimenticando quanto avvenuto peraltro soltanto un anno fa-. Una partita che va letta sulla scia del precedente impegno casalingo con il Sassuolo, con molti meno rischi, parecchie conferme e un paio di piacevolissime sorprese (Hernanes e Lemina). Una squadra che si è guadagnata gli applausi e che merita fiducia e sostegno.

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