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Juve-Dinamo Zagabria: vale la pena arrivare primi?

Mi vien da ridere perché questo tormentone… E prima siamo partiti alla prima partita del girone: bisogna arriva’ primi perché la Juventus deve arriva’ prima, perché arrivando prima abbiamo tutti i vantaggi del mondo. Ora che siamo primi bisogna arriva’ secondi. Guarda che siete buffi veri voi oh (ride)” (cit. Allegri).

Cos’altro aggiungere? In questa frase c’è già tutto. C’è il perverso desiderio di sminuire qualsiasi risultato ottenuto da questa squadra, fosse anche un risultato parziale. Da parte della solita stampa e, ahimè, quel che è peggio, anche da parte di qualche tifoso juventino. Già, perché se stasera fossimo costretti ad aspettare il risultato negativo del Siviglia per qualificarci come primi, sicuramente il primo posto tornerebbe a essere estremamente importante.
In quella risata c’è la goduria di ascoltare le conferenze stampa di Allegri, che sa alzare la tensione quando serve tanto quanto è capace di metterla sul ridere quando vale la pena farlo.
E c’è la serenità che provo nell’approcciare l’ultima gara del girone con lo stato d’animo di una qualificazione già ottenuta e un primo posto facile da conquistare. Ed è una bella sensazione.

Ma vale davvero la pena arrivare primi?

Arrivare primi vuol dire giocare la gara di ritorno in casa. L’anno scorso ad esempio sarebbe stato il Bayern a dover venire a vincere a casa nostra per superare il turno. Forse avremmo perso uguale, ma certamente sarebbe stata più dura per i tedeschi. Invece toccò a noi andare all’Allianz Arena a fare l’impresa. E finì come sappiamo. Chissà, a gare invertite…

Poi c’è il dato statistico. Nella Champions League 2015/16 le “seconde classificate” del girone eliminatorio che superarono gli ottavi furono il PSG ed il Benfica (contro lo Zenit San Pietroburgo), entrambe però eliminate ai quarti.
Nell’edizione del 2014/15 le “seconde classificate” che superarono gli ottavi furono la Juventus (a spese del Borussia Dortmund) e il PSG (ai calci di rigore). PSG eliminato ai quarti, Juve che arrivò alla finale.
Per capire l’entità dell’impresa della Juve bisogna considerare che nell’edizione 2013/14 nessuna “seconda qualificata” raggiunse i quarti: tutte eliminate agli ottavi.
Nel 2012/13 non andò molto diversamente: a raggiungere i quarti furono il Real e il Galatasaray (a spese del non troppo irresistibile Schalke 04). La sorte le mise una contro l’altra ai quarti, consentendo al Real di raggiungere la semifinale, prima di essere a sua volta eliminato.
Anche nel 2011/12 furono solo due le “seconde classificate” a superare gli ottavi: nessuna raggiunse i quarti.
Non voglio farvela tanto lunga, ma negli ultimi 5 anni solo due “seconde classificate” (su 40) raggiunsero le semifinali: la Juventus del 2014/15 e il Real Madrid 2012/13. In generale, tranne rare eccezioni dovute alla concomitanza di molti fattori fortunati, le seconde classificate ai gironi hanno avuto vita breve. Qualcosa vorrà pur dire.

“Ma quest’anno è diverso”. Sarà. Però:

  • tra Leicester o Porto/Copenaghen prendo sempre Porto/Copenaghen (2°)
  • tra Monaco o Bayer Leverkusen cambia poco, ma meglio giocarsi il ritorno in casa (2°)
  • tra Barcellona e City è meno peggio il City (2°)
  • il Napoli è prima, quindi tra le seconde c’è il Benfica (2°)
  • tra Arsenal e PSG, più o meno, quelle sono, ma meglio giocarsi il ritorno in casa (2°)
  • tra Atlético Madrid e Bayern Monaco… beh, va a gusti, ma forse, sulla carta, meno peggio l’Atletico (1°)
  • tra Real e Borussia, meglio il Borussia. Ma non sappiamo se arriverà primo o secondo.

Messa così, la situazione appare più chiara. Se il Real arriva primo nel suo girone, l’unico caso in cui converrebbe arrivare secondi è legato alla sfortuna di pescare il Bayern. Rischio compensato ampiamente dalla possibilità di prendere il Benfica, che da secondi classificati non avremmo. In sei casi su sette (cinque su sette se il Real passasse da seconda) sarebbe meglio classificarsi da primi, ossia nel 85% (71%) dei casi. Se arriviamo secondi cascheremo sempre peggio, tranne nel caso fortunato in cui dall’urna uscissero l’Atletico Madrid (ammesso che possa definirsi “fortuna” doversi giocare la qualificazione al Vicente Calderón!) o il Borussia Dortmund, ma solo se il Real arriverà secondo. Altrimenti neanche quello.

Tutto sommato, valutando i fatti con un minimo di raziocinio, mi sfugge la convenienza di arrivare secondi nel girone.

Questa con la Dinamo è una gara ragionevolmente semplice, che possiamo giocare in tranquillità e portare a casa senza troppi problemi: vediamo di conquistare il primo posto e cominciare a pensare come le grandi d’Europa, che non si perdono certo dietro a questi problemi.

“Vincere è l’unica cosa che conta” è ancora il nostro motto, giusto? Quindi di che parliamo? Portiamo a casa questa gara e facciamola finita.

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