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Juve-Genoa 1-0: che fatica!

Come da titolo: quanta fatica, quanta sofferenza. La Juve che mette per la prima volta nella sua storia tredici vittorie in fila, ha sudato più di quanto fosse possibile ipotizzare alla vigilia per sbarazzarsi del Genoa. Dopo due partite contro Inter e Chievo in cui quasi brillavano gli occhi per la prestazione offerta, sia a livello di squadra che di giocate dei singoli, stasera i nostri hanno portato a casa l’intera posta facendo affidamento ad altre qualità. La grande voglia di vincere, che caratterizza questo gruppo da cinque anni a questa parte e l’altrettanta capacità di soffrire, di essere compatti e mantenere i nervi saldi anche quando gli avversari sembrano averne di più.

Il Genoa che si è visto allo Stadium infatti, è riuscito a mettere fin subito la sfida sui binari della corsa, del dinamismo e di una buona dose di calcioni, tollerati forse un po’ troppo dal direttore di gara. Gli uomini di Gasperini sono stati bravi a bloccare le fasce fin dai primi minuti, cercando poi rapide ripartenze centrali con cui mettere in difficoltà la mediana bianconera priva di elementi come Sturaro, Khedira e Asamoah, anche se il Genoa di occasioni clamorose non ne ha avute, con Buffon inoperoso eccezion fatta per un tiro telefonato di Cerci ad inizio ripresa. Una partita molto simile a quella dell’anno scorso: allora fu Tevez a sbloccarla con una gran giocata, stasera è stato il turno di Cuadrado. Allora la squadra veniva dal trionfo di Dortmund che tanto aveva tolto sia a livello fisico che nervoso; la stessa cosa si può dire di questo primo scorcio di 2016 caratterizzato da 8 partite, 8 vittorie e un solo gol subito. Aggiungiamoci inoltre che se un anno fa l’unica preoccupazione era mantenere un buon margine di sicurezza sulla seconda, quest’anno il ritmo imposto dal Napoli mette i nostri di fronte alla condizione di non dover praticamente mai sbagliare. Normale che dovendo essere sul pezzo ogni tre giorni, la concentrazione possa venir meno, così come la brillantezza fisica. Senza contare gli infortuni che stanno colpendo la rosa: agli indisponbili Mandzukic, Khedira, Chiellini e Asamoah si sono infatti uniti Sturaro, Evra e Caceres. Per l’uruguagio le prime diagnosi non sono molto positive e ciò impone straordinari a Barzagli, Bonucci e Chiellini, con la possibilità che anche Rugani aumenti il suo minutaggio. Per lui arriveranno le occasioni che il suo agente chiedeva a gran voce. Vedremo di che pasta è fatto.

Fortuna della Juve è che anche Pogba ha accettato il clima da corrida sacrificandosi e mettendosi a disposizione della squadra come forse mai prima d’ora gli avevo visto fare: altrettanta fortuna è che il Francese sia dotato di un fisico tale da potersi portare a spasso l’intero reparto avversario e dare un importante supporto ( alla faccia di quella leziosità che ha spesso mostrato e che tanto detestiamo ) a Padoin e Marchisio, quest’ultimo probabilmente un po’ in debito di ossigeno dopo i tanti impegni ravvicinati. La manovra d’attacco non è stata fluida e lineare come nei precedenti match: tanti gli errori tecnici nella circolazione di palla, spesso quasi regalata ai rossoblu. In un simile contesto l’unica speranza era aggrapparsi alle giocate dei singoli: un paio di volte ci aveva provato Dybala ad indietreggiare per poi infilarsi in velocità nei pochi spazi lasciati dai centrocampisti avversari, poi è stato quello di Cuadrado che con una gran finta di corpo fa fuori mezza difesa generando così l’autogol di De Maio.

Da lì in avanti la Juve ha cominciato a gestire la partita in maniera un po’ rischiosa, che ha pagato la serata no di Morata e Zaza: quest’ultimo oltre a sprecare un clamoroso 2-0 si è fatto poi espellere nel finale per un’entrata molto dura. Va bene la voglia di mettersi in mostra e l’aiuto che concede in fase difensiva, ma l’ex Sassuolo ancora deve imparare a gestire bene la sua foga agonistica. Non essendo bastata la gara col Torino in coppa Italia, in cui Allegri fu costretto a toglierlo per non rischiare un secondo giallo, o lo sciocco giallo in coppa Italia con la Lazio ( per discussioni con un avversario durante l’uscita per sostituzione) che lo ha poi costretto a saltare la semifinale di andata contro l’Inter, la speranza è che l’ingenuo rosso rimediato stasera possa contribuire a creare la cosiddetta “esperienza” nel giocare con la Juve. Rosso pesante, visto che a Frosinone Allegri avrà a disposizione solo Dybala e Morata come attaccanti, un’ulteriore complicazione che non serviva in una trasferta che deve essere solo l’ennesimo atto interlocutorio verso lo scontro diretto del 13 febbraio in cui quasi sicuramente ne sapremo molto di più del destino di questo campionato.

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