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Juventus – Genoa, da qui passa lo scudetto

Il 27 novembre, poco meno di 5 mesi fa, una Juventus incerottata, priva di Dybala, di Barzagli e di Higuaín, con Hernanes in mezzo al campo e il solo Mandzukic di punta, prende l’imbarcata più solenne dell’intera stagione. In 29 minuti la sud di Marassi si gode 3 reti dei beniamini, senza che si palesi traccia alcuna dei campioni d’Italia.

Ovviamente col solito equilibrio che contraddistingue la critica sportiva, si grida al declino juventino e al roseo campionato che attende i rossoblù  genoani. Peccato che da allora la Juventus perda ancora soltanto una volta e il Genoa sprofondi, giornata dopo giornata, verso il fondo della classifica, con fatidico avvicendamento in panchina dell’eroe di fine novembre. Misteri del calcio. Forse le cessioni di Pavoletti al Napoli (dove è ben calato nella convincente parte del “desaparecido”) e di Rincon proprio alla Juve (prima del cambio di modulo che lo rende simile a Pavoletti) contribuiscono al crollo. L’ambiente moltiplica le tensioni e la tifoseria inizia a dare addosso al capro espiatorio, quel presidente Preziosi, pronto a vendere da anni, senza che nessuno si faccia avanti. Si sa che i liguri sono…parsimoniosi.

Sembrano secoli fa, altro che 5 mesi. Ora Juric è ritornato sulla panca genoana, dopo la parentesi disastrosa di tal Mandorlini, “anima prava” nota più per una corsa irridente davanti alla panchina juventina per un pareggio raggiunto in extremis in quel di Verona, che per effettive doti tecniche. Anzi, noto pure per la sua avversione ai colori bianconeri, dovuta ai suoi trascorsi “prescritti”. In carriera comunque, “zeru tituli”.

Torniamo a tecnici veri, col pedigree in regola. Allegri, in conferenza stampa pre Genoa ha parlato con la solita chiarezza: dalla partita contro i rossoblù passa lo scudetto. Anzi, ha definito come gara-scudetto il match di domenica sera. Forse per motivare i giocatori? Niente affatto. Proprio perché è così: i 3 punti sono fondamentali per tenere inalterato il vantaggio in classifica e accorciare la distanza dal traguardo per non andare ad accavallare gli impegni a ridosso della Champions e della finale di Coppa Italia.

Il Genoa è una squadra da rispettare e da prendere con le molle, ma la semifinale contro il Monaco incombe e non c’è tempo da perdere in euforie varie, dopo la serata illuminata di Barcellona. Cambiano gli avversari, ma i colori no. Sarà bene pensare allora di avere di fronte il Barça, anziché il “Genoa cricket and football club” in modo da moltiplicare le energie.

Turn over obbligato quello di Allegri. Pjanic è squalificato, Cuadrado è in non perfette condizioni e la BBC deve rifiatare dopo la gara mostruosa in Catalonia. Quindi Buffon in porta; Lichtsteiner, Barzagli, Rugani e Asamoah a 4 in difesa; Khedira e Marchisio (per il Principino inizia un periodo di stagione intenso e di grande responsabilità) nel mezzo campo; Lemina (vice- Cuadrado), Dybala e Mandzukic, dietro a Higuaín punta centrale.

Juric si affida al 3 – 4 – 2 – 1 marchio di fabbrica. Deve fare a meno di Rigoni, grande protagonista dell’andata, per squalifica e di Morosini infortunato. Azzardiamo dunque con Lamanna tra i pali; Munoz, Burdisso e Gentiletti a 3 dietro; Lazovic, Veloso, Cataldi e Laxalt in mediana; Ntcham e Palladino (chi si rivede!) dietro a Simeone unica punta.

Incominciamo con un Cholito alla Stadium, prima di un possibile Cholo a Cardiff, mai dire mai. Per gli appassionati di numeri al Lotto: 3, 33, 83. 3, i punti, non ci sono santi. 33, le vittorie consecutive in casa, dopo la partita di domani sera. 83, la classifica. Su quale ruota? Su una qualsiasi delle quattro ruote del carro, attorno al quale si sta già radunando una certa folla di tifosi. Tra i primi a giungere, quelli che per tutta la stagione non hanno fatto altro che criticare e…vedovare. Noi però sappiamo chi sono e li curiamo.

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