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Juve-Inter 3-0: fegati scoppiati

Numeri della partita: 3 gol, 14 tiri di cui 8 nello specchio, contro i soli 4 totali dell’Inter.

La superiorità della Juve è stata netta ed incontrovertibile: dal punto di vista atletico, tecnico, tattico e mentale e questo perché tutti coloro che scendono in capo sanno cosa devono fare, correre il necessario, con la giusta abnegazione e con una motivazione ed una fame di vittorie che sembrano non avere fine. Anche stasera, semmai ce ne fosse stato bisogno, si è visto come il 3-5-2 sia il vestito che meglio si adatta agli uomini a disposizione di Allegri, bravo a fare di necessità virtù ( e che virtù con questa rosa a disposizione), e a cercare di migliorare sempre di più un meccanismo quasi perfetto: alla faccia di chi pensava che fosse impossibile migliorare.

Neto praticamente inoperoso, eccezion fatta per un colpo di testa di Ljajic nella parte centrale del secondo tempo, testimonia la solidità di una difesa difficile da scalfire e che da l’impressione di non avere alcuna voglia di abdicare, nonostante qualche amnesia ad inizio stagione. Ad oggi il terzetto Chiellini, Bonucci, Caceres ( e Rugani titolare contro il Toro) non ha ancora incassato un gol nelle tre partite di Coppa Italia. Dall’altra parte invece, la coppia Miranda-Murillo, la migliore in Serie A per numero di gol presi è stata letteralmente schiantata dai nostri: 3 gol, un cartellino giallo e uno rosso sul groppone.

E la serata perfetta della Juve è stata ulteriormente impreziosita dalla prestazione di Alvaro Morata, che ha ritrovato finalmente quel gol che gli mancava dalla partita contro il Bologna dell’ottobre scorso: un rigore tirato benissimo, di fronte a Handanovic che di parate dagli 11 metri ne ha fatte mica poche, ed il secondo di girata con spalle alla porta, da centravanti vero, abile a sfruttare l’errore del mai rimpianto ex Felipe Melo. La speranza è che lo spagnolo si sia definitivamente scrollato di dosso il peso dell’astinenza da gol ed essere così pronto a cominciare una seconda parte di stagione in cui possa essere l’uomo in più. Magari chissà, proprio contro il Bayern, lui che di gol in Champions se ne intende.

L’altro giocatore atteso a fornire una prova convincente era Cuadrado, ed anche il colombiano ha risposto presente all’appello. Non sempre perfetto negli scambi coi compagni, è stato però devastante ogni qualvolta poteva salire palla al piede: sia partendo da destra, sia in posizione centrale con la possibilità di rientrare sul destro, si è guadagnato il rigore ed ha costretto Murillo al secondo giallo dopo una progressione di 50 metri che lo avrebbe portato a tu per tu con Handanovic. Segnale di come condizione e consapevolezza siano arrivate a livelli altissimi sta anche nella ritrovata verve di chi fin qui ha dato un contributo non all’altezza delle aspettative anche per problemi fisici. In questo caso il pensiero va a Martin Caceres, ancora titolare in Coppa Italia ed autore di una prestazione pulita e senza sbavature e a Asamoah, che dopo Udine ha giocato un’altra partita da centrocampista di livello assoluto: un lusso averlo in panchina.

Dopo aver incensato una delle migliori Juve della gestione Allegri, permettetemi di dire due parole su quanto offerto dalla Rai in termini di telecronaca e commento tecnico. Davvero raccapricciante dover sentire Tramezzani dire: “ l’espulsione sarebbe stata troppo” dopo il fallo di Murillo su Cuadrado lanciato a rete, oppure Varriale: “ il contatto penso che ci sia”, mentre le immagini mostrano come Murillo entri sulla coscia di Cuadrado alzandolo da terra. Senza contare quando nei minuti finali Alex Sandro è stato a lungo scambiato per Asamoah quando anche mio nipote di 6 anni si era accorto dell’errore. Piccole pillole che testimoniano il livello del giornalismo sportivo in casa Rai e che mi fanno domandare di quale reato debba macchiarsi un avversario della Juve per scacciare ogni dubbio sulla legittimità di un rigore assegnato ai bianconeri.

Poi certo, ci sarebbe da parlare anche dell’ennesimo gol di Dybala, appena entrato ( ma per l’argentino credo che sarà il campo a continuare a parlare, e bene, per lui) oppure della risata sarcastica di Mancini dopo il rigore e delle continue proteste dei giocatori dell’Inter, ma in questo caso nutro solo la speranza che Dio ce li conservi sempre così.

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