Connect
To Top

Juve-Lione 1-1: un pareggio che sa di sconfitta

Un film già visto. La supponenza punita, tra l’altro nei minuti finali. Un buon inizio e poi i remi tirati in barca, con una sensazione generale di rilassatezza. Degli errori individuali abbastanza inspiegabili e un risultato finale che porta amarezza. Volendo sintetizzare la sfida di ieri sera tra la Juventus e il Lione, non riesco a esprimermi diversamente: il risultato e l’atteggiamento di troppi giocatori non sono stati per niente buoni.

Nonostante i bianconeri fossero partiti bene, mostrando di voler fare la partita con spregiudicatezza (tanto da lasciare un pericoloso contropiede agli avversari nei primissimi minuti), con un Mandžukić che ormai pare decisamente essere tornato il guerriero ammirato l’anno scorso e la sua intesa con Higuaín che appariva sempre più in miglioramento, a lungo andare la squadra si è seduta. Non si tratta, evidentemente, solo di un problema di condizione (le parole di Allegri sull’importanza di esserci a Marzo sono più di un indizio sul lavoro atletico che si è deciso di attuare quest’anno). C’è sicuramente un problema di testa cui bisogna porre rimedio al più presto.

La partita ieri era stata preparata bene; la squadra ha inizialmente cercato di aprirsi varchi nella difesa avversaria sfruttando la ritrovata efficacia di Mandžukić nei duelli aerei e (in parte) la maggior libertà di movimento di Pjanić schierato in posizione di trequartista. Oltre a quello, si è partiti con un pressing particolarmente aggressivo che è riuscito a creare non poche difficoltà al Lione. Higuaín inizialmente ha mostrato di essersi calato ancora di più in un ruolo che lo porta ad essere anche un (eccellente) rifinitore. Come nell’ occasione del gol-vittoria sabato contro il Napoli, anche in questo caso il Pipita riesce a dare una grande palla a Sturaro in area, su cui poi c’è il fallo da rigore che porterà la rete del vantaggio. Higuaín che era partito dalla propria metà campo resistendo alla carica di un difensore avversario e creandosi lo spazio giusto per poter poi servire quella gran palla a Sturaro. Insomma: un inizio davvero promettente. Quando poi più tardi Mandžukić in pressing recupera un preziosissimo pallone sulla trequarti, si porta al limite e serve un perfetto assist per Higuaín che sbaglia malamente, mandando il pallone inspiegabilmente alto…Inizia ad aleggiare il sospetto che le cose possano mettersi male. E infatti quello che segue è troppo brutto per essere vero: la Juve, di fatto, smette di giocare, salvo un paio di lampi (tra cui un delizioso lancio per Pjanić scattato in area, appoggio di testa all’indietro per Mandžukić che però ciabatta malamente a lato da buonissima posizione). Allegri non smette mai di urlare ma la squadra sembra non ascoltarlo. L’inserimento di Benatia per Bonucci (altro infortunio in un periodo poco felice) e Alex Sandro per Pjanić non portano grossi cambiamenti, con l’esterno brasiliano apparso poco lucido (anche se fisicamente in palla). Più tardi Allegri prova anche la mossa Cuadrado (al posto di Higuaín) e il colombiano fa vedere qualcosa di buono, ma il tempo rimasto è poco e non basterà. E così, nell’apatia bianconera, arriva il gol del Lione. Naturalmente da calcio piazzato: i francesi avevano avuto già diverse occasioni, scegliendo -incomprensibilmente- la soluzione diretta anche da distanze notevoli. In questo caso scelgono saggiamente di buttarla in mezzo, e Tolisso beffa difesa e Buffon per l’1-1. Un accenno di reazione bianconera mostra in realtà poco, è anzi il Lione a sfiorare il gol-beffa nei minuti di recupero: l’ennesimo prodigioso recupero di Barzagli (vero e proprio Highlander in questo scorcio di stagione) permette di mantenere invariato il punteggio e portare a casa un punto che tiene il Lione a distanza relativamente tranquilla.

Naturalmente non c’è niente di compromesso e sulla carta questa squadra può ancora tranquillamente arrivare prima nel girone. Per la qualificazione basterebbero anche solo due pareggi (se il Lione vincesse entrambe le partite restanti in quel caso sarà necessario guardare alla differenza reti, attualmente +5 per i bianconeri e +1 per i francesi) ma questo è un calcolo da fare solo ed esclusivamente per evitare di drammatizzare troppo la situazione, non certo confidando di sfangarla così. A mio giudizio quello che serve adesso è un (forse nemmeno troppo) piccolo esame di coscienza: questa maglia merita molto di più di quanto si è visto ieri sera. Pur notando dei miglioramenti nell’intesa tra i giocatori e una propensione a sbilanciarsi di più, preoccupandosi meno ossessivamente della fase difensiva, è ora di capire che in campo nessuno ti regala nulla, e che sbagliare gol fatti quando il vantaggio è minimo può, alla lunga, essere un peccato mortale. Ieri sera senza dubbio lo è stato.

2 Comments

  1. stesco74

    3 Novembre 2016 alle 10:22

    Purtroppo l’evoluzione della partita era ampiamente prevedibile fin dalla scelta degli undici iniziale. Per giocare con efficacia il rombo è necessario allargare gli avversari occupando in ampiezza il campo cosa impossibile se a destra si schierano questo Dani Alves e Khedira ed a sinistra Evra e Sturaro.
    Infatti l’approccio iniziale è stato positivo perchè Evra si è proposto tre/quattro volte in attacco, ma una volta passati in vantaggio si è limitato a presidiare la sua zona difensiva mentre Sturaro ha troppi limiti tecnici per dare un contributo soddisfacente alla nostra manovra.
    A destra Dani Alves semplicemente non è pervenuto mentre Khedira fatica non poco ad allargarsi in fascia.
    Senza sfogo sulle fasce il Lione ci ha soffocato in mezzo al campo prendendo sempre più il sopravvento palesando un’ottima oraganizzazione di gioco e una condizione atletica nettamente più brillante della nostra.

    • Raffaele Magaldi

      3 Novembre 2016 alle 10:31

      Non sono molto d’accordo sul fatto che l’approccio fosse prevedibile, come scrivi tu stesso Evra era partito bene, il problema è stato proprio l’aver tirato i remi in barca dopo il gol (e aver buttato un paio di occasioni enormi). Parlando dei singoli mi trovi abbastanza d’accordo ma la cosa che resta da spiegare è il motivo per cui stiano rendendo al di sotto delle aspettative (soprattutto Khedira che non è un nuovo arrivato). Sicuramente la differenza di condizione ha influito sul lungo termine, ma per me la cosa davvero negativa al netto di tutto è la mentalità ancora una volta supponente e spocchiosa con cui si è cercato di “gestire” un vantaggio minimo nonostante le continue urla del Mister.

Lascia il tuo commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Champions League