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Juve-Lione: la versione di Max

Mercoledì di inizio Novembre, il giorno giusto per una bella serata di Coppa.
Ovviamente si parla di Champions League e quindi insieme alla musichetta (che non mancherò mai di ricordarvi quanto detesto), alla solita ansia prepartita e al dilemma “Vado al bar o mi cerco lo streaming?” (il sottoscritto opta per la prima soluzione) ecco che ricomincia a partire piano, ma in costante crescendo, il solito refrain da tifoso gobbo in Champions: “Coppa bastarda”, “Anfora puttana”, “Ci manca la mentalità europea”, “In Europa non si vince giocando così” eccetera eccetera.

Bene, cominciamo subito a sbattercene dei soliti luoghi comuni triti e ritriti.
Poi si passa alla partita, contro un Lione che in teoria dopo l’andata dovrebbe essere “leggermente” demoralizzato (perdi in casa dopo aver sbagliato un rigore e due o tre gol già fatti con l’avversario in 10, non avrai il morale alle stelle al ritorno), con lo stimolo di andare a Siviglia tra due settimane matematicamente qualificati e con la voglia di cominciare davvero a dare il massimo.
E poi?
Poi c’è da dire che piano piano stiamo cominciando ad ingranare, contro la Samp e il Napoli finalmente abbiamo rivisto in campo Marchisio che, inutile nasconderlo, a centrocampo è un elemento indispensabile per avere ordine e per far si che la squadra giri meglio; tutto ciò, a quanto pare, porterebbe Allegri ad abbandonare il famigerato 3-5-2 e tornare al suo modulo preferito 4-3-1-2 con Pjanic a ridosso delle punte, libero di spaziare e di dare sfogo al suo talento creativo.
Vediamo se sarà così, magari non aspettiamoci subito un calcio champagne, basterebbe un gioco più fluido e organizzato.
Accompagnato ovviamente dai 3 punti.

Perché in fondo va bene parlare di schemi, di interpreti, di gioco che più o meno latita, ma alla fine in questa fase della competizione la vittoria conta più di tutto il resto.
Se ripensiamo allo scorso anno stiamo sempre a smadonnare su Evra che doveva spazzarla e sulle pene d’amore di Morata che a Siviglia si pacionizzò (voce del verbo riflessivo “pacionare”, proprio di colui che sotto porta si mangia l’impossibile), scordandoci che lasciammo ben 4 punti su 6 contro il Borussia “german team” nelle due partite centrali, squadra che poi scomparì dai radar arrivando ultimo nel girone.
Ecco, questo dobbiamo evitare stasera, al di là del gioco più o meno bello che riusciremo a esprimere, ovvero gettare punti preziosi.
Poi, magari, una bella vittoria di potenza con l’avversario annichilito e distrutto sarebbe di sicuro gradimento, perché è quello che speriamo di vedere dopo l’ultima campagna acquisti e quello che la Juve davvero deve cominciare a fare per diventare ciò che già è, un top club a livello europeo.

Vincere stasera per andare poi convinti a Siviglia, pensando comunque di avere un solo risultato a disposizione senza perciò fare calcoli, come quelli che prevedono già delle sciagure nel caso arrivassimo primi: sì, quelli che dicono “Meglio arrivare secondi perché quest’anno una tra Bayern Monaco, Manchester City, Barcellona, Atletico Madrid, PSG o Arsenal arriverà seconda e di sicuro toccherebbe a noi”….
Come se arrivando secondi non ci fosse il pericolo di beccare una squadra come quelle appena citate.
Io non lo so, non mi intendo tanto di queste cose, nel dubbio preferisco vincere e arrivare primo nel girone.
Come diceva il buon Max Catalano, una delle persone più sagge degli ultimi anni: “È meglio innamorarsi di una donna bella, intelligente e ricca anziché di un mostro, cretino e senza una lira.”
Keep the faith alive e forza Juve!

 

2 Comments

  1. GRAZIEMAMMASONOGOBBO1969

    2 Novembre 2016 alle 23:52

    E anche per quest’anno, buonanotte sognatori…..

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