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Juve – Malmoe: arriva la Champions

Dopo il prologo dei sorteggi tenutosi il 28 agosto scorso, domani sera inizierà a suonare quella musichetta che fa venire i brividi: la colonna sonora della Champions League che segnerà l’avvio ufficiale anche della stagione europea. Esordio casalingo per i nostri contro quella che (si dice sempre così in questi casi) dovrebbe essere la “Cenerentola” del girone.

Altolà!! Non cominciamo. O meglio, iniziamo a dire che il nostro girone è senza dubbio “abbordabile”; girone nel quale vi sono due squadre (Juve ed Atletico Madrid) nettamente superiori alle altre due (Malmoe ed Olympiacos). Quindi a posto così, no? Qualificazione assicurata agli ottavi? Eh, ti pare facile…non dimentichiamo che l’anno scorso il Copenaghen c’ha fatto rimpiangere parecchio i due punti lasciati in Danimarca.

Ecco allora da dove occorre ripartire: dall’esperienza amara vissuta la passata stagione, la quale DEVE averci insegnato che l’Europa non ammette errori di presunzione, che la qualificazione, per quanto ampiamente alla nostra portata, dovrà comunque essere sudata e meritata sul campo. La squadra di Allegri arriva a questo primo impegno infrasettimanale in un discreto stato di forma derivante dalle due vittorie nette ottenute in campionato nelle quali ha mostrato (molti) tratti di bel gioco ed ha subìto un solo tiro in porta in 180 minuti, senza mai raccogliere il pallone in fondo alla rete.

Se non ci saranno improbabili stravolgimenti dell’ultima ora, la Juve scenderà in campo sempre con il 3-5-2, schierando in difesa il debuttante stagionale Chiellini che presumibilmente prenderà il posto di Ogbonna a sinistra, con Caceres a destra e Bonucci centrale. A metà campo, ancora indisponibili Pirlo e Vidal, squalificato Pereyra, la linea sembra praticamente obbligata: Marchisio in mezzo, Pogba ed Asamoah ai suoi lati, Licht ed Evra sugli esterni. In attacco, manco a dirlo, Tevez (sarà la volta buona che si sblocchi in Champions?) e Llorente.

Il Malmoe – del quale sappiamo poco o nulla – gioca solitamente con un classico 4-4-2 nel quale “spicca” in avanti l’unico giocatore dotato di una certa fama: Markus Rosenberg, in passato nelle fila dell’Ajax e del Werder Brema. L’arma migliore, come nella tradizione delle squadre nordiche, è la fisicità, specialmente sulle palle inattive. L’insidia principale, in ogni caso, è rappresentata dallo stato di forma certamente superiore al nostro, atteso che il campionato svedese – nel quale, peraltro, il Malmoe è primo in classifica – è giunto alla ventitreesima giornata.

Non vi sono precedenti tra le due formazioni mentre l’ultima volta che la Juve ha incontrato una formazione svedese in ambito europeo risale ai preliminari di Champions del 2004 quando sfidò il Djurgardens, ottenendo la qualificazione ai gironi iniziali. Superfluo affermare che occorre partire immediatamente con una vittoria, sfruttando il fattore casalingo e cercando, ove possibile, di mettere subito “in ordine” la differenza reti, perché a questo dovrebbero servire tali partite: a segnare quanti più gol possibili.

L’obiettivo dichiarato della società e dell’allenatore sono i quarti di finale, entrare tra le prime otto d’Europa: obiettivo ambizioso non c’è che dire; per arrivarci bisogna superare questo girone, possibilmente senza patemi d’animo e senza arrivare a giocarsi la qualificazione nell’ultima partita come accaduto un anno fa. Si è detto da più parti “non dovrebbe essere difficile fare meglio della stagione scorsa, anche perché fare peggio è praticamente impossibile”. Vero. È altrettanto vero però che quella delusione dev’essere il leit motiv da ripetere ossessivamente ad ogni partita per non viverla nuovamente.

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