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Juve-Napoli 2-1: nel segno di Higuaín

Il cronometro segnava 69’59” e giusto una frazione di secondo prima un disperato “NOOOOOO” squarciava il silenzio teso dello Juventus Stadium. Qualcuno vicino alla tribuna stampa deve essersi istintivamente voltato per capire da dove arrivasse quel grido straziante. E avrà quindi potuto bloccare nella propria memoria l’immagine di Raffaele Auriemma nel momento più brutto della sua carriera di giornalista-tifoso. Perché nel momento stesso in cui il piede sinistro di Gonzalo Gerardo Higuaín si è avventato su quel pallone rinviato alla buona dalla difesa del Napoli, tutti, non solo Auriemma, abbiamo capito che il destino aveva fatto la sua scelta. Beffando doppiamente i tifosi azzurri. 69’59”. Un secondo prima del settantunesimo minuto: nemmeno la soddisfazione di poter dire a ragione “71, ommo ‘e mmerda”. Anche se ci hanno provato lo stesso, ignorando forse per disperazione la realtà.

Non si scherza con il destino e, con tutto il veleno arrivato da Napoli nei confronti di Higuaín da quando la notizia del suo trasferimento in bianconero divenne pubblica la scorsa estate, era nei desideri della stragrande maggioranza dei tifosi bianconeri che fosse proprio il Pipita a segnare il gol decisivo. Così è stato, e la Juventus ha potuto portare a casa tre punti fondamentali in un momento in cui la diretta inseguitrice (la Roma di Spalletti) avrebbe potuto sfruttare un turno sulla carta favorevole per ridurre o annullare il gap, se non addirittura passare al comando della classifica. Così non sarà, grazie a una partita interpretata con lo spirito giusto, anche se non sempre -soprattutto nella prima parte- con la giusta efficacia.

Questa vittoria non porta solo la firma di Higuaín. Grossi, enormi meriti vanno ascritti anche ad Allegri, che ha seguito l’andamento del match con la giusta attenzione, azzeccando tutte le scelte in corsa (al contrario dell’allenatore avversario che invece si è fatto prendere dall’ansia e ha pensato anche un po’ al match di Champions League con i propri cambi). Mossa particolarmente azzeccata quella di mettere Cuadrado al posto dell’infortunato Chiellini. Il colombiano ha letteralmente fatto impazzire la difesa avversaria, potendo giocare con compiti difensivi molto ridotti. E rendendosi comunque protagonista anche nel finale, con una giocata difensiva strepitosa sul malcapitato Giaccherini, con conseguente uscita palla al piede a testa alta che di fatto ha chiuso definitivamente la partita. Va da sè quindi che anche Cuadrado stesso ha grossi meriti per questa vittoria; insieme a lui, sul campo, non si può non menzionare il fenomenale Marchisio. Entrato in campo lui, il Khedira impacciato del primo tempo (nonostante una pregevole azione a centrocampo con lancio perfetto per Higuaín) si è trasformato nella macchina da guerra che tutti conosciamo, garantendo inserimenti di qualità che hanno portato poi indirettamente anche al gol-vittoria. Segno questo davvero importante di come i problemi del centrocampo senza Marchisio siano soprattutto di testa. Lo stesso Hernanes, che soprattutto nel finale del primo tempo aveva avuto un paio di incertezze che sarebbero potute costare carissime, ha giocato con molta più grinta e agonismo dopo l’ingresso di Marchisio. Alle fine per chi scrive l’unica vera insufficienza nel match di ieri se la merita Pjanić, troppo smarrito e nervoso per quelle che sono le sue potenzialità. L’incertezza di Alex Sandro in occasione del gol di Callejón è grave, ma l’esterno brasiliano ha pagato anche un’ammonizione al primo fallo del “gobbodimmerda” Rocchi; la sua prova alla fine è stata sufficiente. Dopo il gol di Bonucci, bravissimo a sfruttare al volo una svirgolata terrificante di Ghoulam, la Juve ha avuto il solito break mentale che ha permesso al Napoli (che ha giocato dieci minuti ad un’intensità francamente difficile da vedere in Serie A) di raggiungere il pareggio, ma una volta ripreso in mano il gioco era evidente che si aspettava soltanto che il destino facesse il suo corso. 69’59” e nessuna disperazione, nessun acuto, nessun tiro della domenica avrebbero potuto più mettere in discussione il risultato.

In attesa di conoscere l’entità dell’infortunio di Chiellini, Allegri e la sua squadra possono ora preparare la sfida di mercoledì, sempre allo Juventus Stadium, contro l’Olympique Lyonnais. Con la consapevolezza che il gioco è in miglioramento e la speranza che sia ancora una volta un ex (Pjanić) a decidere la partita: uno che in questo momento ha molto bisogno di una vera iniezione di fiducia.

Fino alla fine forza Juventus!

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