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Juventus – Napoli 3-1: Natale allo Stadium

PRIMO TEMPO

Ovvero: Chi siamo? Da dove veniamo? Ma soprattutto: Allegri, la pianti di fare esperimenti?
Attori protagonisti:
– Juventus: gruppetto di 11 amici improvvisati, dediti alla partita di calcio settimanale per fare attività fisica, in realtà per giustificare pizza e birra e foto porno nel gruppo su whatsapp.
– Napoli: squadra entrata nella storia per essere andata in vantaggio al Bernabeu, esprime un buon calcio con movimenti imparati a memoria.
– Asamoah: giocatore che appena lo dichiari rinato gioca da schifo.
– Callejon: giocatore a cui riesce solo un movimento, però lo fa bene. Un Di Livio 2.0 con licenza di segnare.

Quest’anno la Juve va così:

Vince
Vince giocando bene
Vince giocando male
Vince
Elogi
Elogi
Elogi
Prime avvisaglie che qualcosa non va
Squadra e allenatore non colgono le avvisaglie
Sconfitta a suon di schiaffoni (con esperimenti tattici degni di un film horror)
Vince
…(in loop)

Il primo tempo è questo: una squadra messa in campo non si sa come da Allegri.
Già durante il prepartita, dopo che erano state diramate le formazioni, in molti ipotizzavano quale modulo avrebbe utilizzato la squadra.
“A me pare un 3-4-3!”
“No no, si vede benissimo che è un ritorno al 3-5-2!”
“L’unica cosa su cui siamo d’accordo è la difesa a 3, poi a me pare un 3-4-1-2!”
La verità è un’altra: nessuno, tranne il cervello di Allegri, sapeva benissimo come sarebbe dovuta stare la squadra in campo.
In primis i giocatori, ormai abituati da un mese e mezzo al modulo sciekimike (o cinque stelle), tanto dispendioso quanto efficace in termine di risultati, spettacolo e compattezza: le posizioni in campo saltavano in continuazione, più di una volta Lichtsteiner ha detto ad Allegri che non sapevano cosa davvero dovessero fare e lo stesso allenatore, dopo 20 minuti, si è accorto che qualcosa non andava e ha cominciato a sbracciarsi:
“4-2-4!”
“No, ma quale 4-2-4? Ha detto 4-4-2!”
L’avete capito voi? Io no, i giocatori neanche, diciamo che è una tattica al limite del suicidio perché improvvisare un modulo contro una squadra che gioca a memoria vuol dire andarsela a cercare; in compenso i giocatori del Napoli capiscono che è giunto il momento di approfittare di questo sbandamento per colpire: e dai una volta, dai un’altra volta, alla terza sul solito suggerimento di Insigne arriva la consueta cappella del terzino sinistro (l’altra volta Alex Sandro, stavolta Asamoah) e il solito taglio di Callejon.
Sarebbe anche in fuorigioco, ma son dettagli.
Palla in rete, 0-1 e tante bestemmie.
L’imperativo era non prendere gol, dopo 38 minuti siamo sotto di 1.
Bene, anche se a Firenze e Genoa eravamo stati più masochisti, c’è da dire che la squadra e l’allenatore si sono impegnati con profitto per complicarsi la vita.
Finisce il primo tempo e noi: “Almeno nel secondo tempo speriamo che scendano in campo!”

SECONDO TEMPO

Ovvero: Ah già, siamo la Juve! Quanto tempo abbiamo per recuperare? Poco? Ok, è sufficiente!
Attori protagonisti:
– Juventus: squadra che si ricorda di aver vinto gli ultimi 5 scudetti, di avere un modulo e degli interpreti capaci di battere qualsiasi squadra, per ora in Italia, si spera anche in Europa.
– Napoli: squadra che negli spogliatoi festeggia la vittoria dopo 45 minuti con Sarri che riporta tutti alla calma leggendo passi del Vangelo secondo Zeman, perché la fase difensiva è importante, e Zeman ne sa qualcosa.
– Higuaín: giocatore sovrappeso, costato un tanto al kg, per colpa sua un onesto ed irreprensibile signore napoletano è diventato eunuco, lo amiamo anche per i due gol alla sua ex squadra.
– Cuadrado: giocatore imprevedibile, di quelli che ami ma che ogni tanto vorresti battere in terra, entra lui ed è tutta un’altra partita.

– Valeri: impavido direttore di gara che concede in 45 minuti 2 rigori alla Juve, scambiandola evidentemente per la Roma.

Comincia il secondo tempo.
Io, più per non sentire il commento tecnico di Cerqueti e Rambaudi che altro, tolgo l’audio e guardo la partita in modo più rilassato.
La Juve finalmente scende in campo, entra Cuadrado al posto di un disorientato Lichtsteiner, si torna al modulo sciekimike e la differenza si nota subito, grazie anche a un arbitro che non ha esitazioni a concederci un rigore per fallo di Koulibaly su Dybala dopo 1 minuto dall’inizio della ripresa.
Reina spiazzato, 1-1 e palla al centro.
La partita cambia volto: finalmente rivediamo la Juve che negli ultimi 2 mesi abbiamo apprezzato, ognuno sa cosa deve fare, il ritmo si alza, il Napoli si impaurisce diventando di fatto inoffensivo (zero tiri in porta nel secondo tempo), attacca ora attacca dopo ecco che ci scappa il gol di Gonzalo e noi godiamo.
Bell’uscita Reina, complimenti: 2-1 e palla al centro.
Il Napoli prova a reagire, la partita è interessante, soprattutto senza audio, fino al momento in cui Albiol, onesto mestierante di questo circo pallonaro, decide di voler passare alla storia come Ronaldo e non potendolo fare con i mezzi tecnici ricorre al tuffo in area bianconera.
RIGORE!!!!11!!!!!1!!!
Ma quale rigore, mima un impavido Valeri, avanti avanti!
Higuaín recepisce al volo, lancia Dybala completamente solo, palla a Cuadrado, Reinaaaa in uscitaaaaa…
RIGORE!!!!!!
Tah dah, scoppia il putiferio proprio come nel 1998, e vai che si gode ancora di più! Magari il rigore non c’è, dai da…no, purtroppo c’è!
Vabbè, non si può pretendere troppo, però scoccia perché ci daranno di ladri senza aver rubato!
Non è giusto…ora però Paolino non fare il tenerone come Del Piero nel 1998, buttala dentro e andiamo sul 3-1!
Detto fatto, Reina spiazzato, 3-1 e tanti saluti.

In definitiva, buon risultato per come si era messa nel primo tempo, ottima ripresa, forse è meglio così perché sul 3-0 forse la considereremmo chiusa e a Napoli potremmo ripetere la prova horror di Milano dello scorso anno.
Messaggio per Max Allegri: gli esperimenti da ora in poi SOLO con Crotone e Pescara, grazie.
Finita qui…anzi no, come diceva Frengo e Stop, dopo il secondo tempo c’è un terzo tempo!

TERZO TEMPO

Ovvero: FF.SS. – Cioè: “…che mi hai portato a fare allo Stadium se non mi vuoi più bene?”
Attori protagonisti:
– Cristiano Giuntoli: in apparenza Direttore Sportivo del Napoli, in realtà attore di terza categoria noto per essere stato comparsa in “Incantesimo”, “La clinica della foresta nera” e “Centovetrine”. Il suo sogno è un cameo nel prossimo cinepanettone del suo Presidente.
– Pepe Reina: portiere per diletto, nel senso che diletta le squadre avversarie con le sue prodezze, ha recitato presso la scuola di teatro di Ruggero De Lollis. Si spaccia per spagnolo, semplicemente mettendo la “S” in fondo a tutte le parole, in realtà è nato nel Rione Sanità dove lo chiamavano “O’saponett”.
– S.S.C. Napoli: Dicono di essere una società di calcio, nessuno ricorda però che nel 1926 è stata fondata dai Fratelli Marx. Ieri ne abbiamo avuto l’ennesima riprova. Al confronto i soliti ignoti erano una banda di professionisti.
– Tifosi bianconeri: consumatori seriali di popcorn.

Terzo tempo. La partita sul campo finisce, comincia quella fuori: troppo ghiotta l’occasione per lasciarsela sfuggire!
Immagino il dialogo tra De Laurentiis e Giuntoli per decidere la strategia:
“Cristiano, qui bisogna fare qualcosa! Lascia stare che hanno vinto con merito e che le decisioni arbitrali erano corrette, ciò che conta è CHE SONO DELLE MERDE!”
“Sì, ma che facciamo Presidente?”
“SILENZIO STAMPA A TEMPO INDETERMINATO!”
“Presidente…siamo già in silenzio stampa…ricorda…il Bernabeu?”
“Ah già, porca miseria! E ora?”
“Potremmo rompere il silenzio stampa! Magari parla lei…”
“Io? Manco per il cazzo, e poi c’ho il motorino giù che mi aspetta e scusate che vado di fretta! Parlate tu e quel frescone del portiere!”
“Io? Ma che vado a dire?”
“Boh, non sei un attore? Improvvisa! Guarda, tu vai lì incazzato nero, tratti male tutti e poi te ne vai!”
“Forte! Anzi Presidente, proprio stamani ho scaricato sul tablet l’ebook di Zanetti “Vinsciamo senza ruvvare”, magari lì posso trovare ispirazione!”
“Ecco, bravo, leggi un po’…”
“Dunque…questa è bella: MAI STATI IN B!”
“MA QUALE MAI STATI IN B? L’altro ieri eravamo in C2!”
“Vinsciamo senza ruvvare?”
“Neanche, Alemao, le donnine per gli arbitri in coppa UEFA…lasciamo perdere! Senti, andate davanti alla telecamera e dite quello che vi passa per la testa. Mi raccomando più pesi possibile e se vi dicono qualcosa tappatevi le orecchie e gridate BA-BA-BA-BA-BA-BA TANTO NON VI SENTO, TANTO NON VI SENTO!”
“Ma io…”
“Senti, lo vuoi quel ruolo da comparsa nel prossimo cinepanettone?”
“Sì sì sì!”
“Ecco, guadagnatelo! Ah, vedi di scrivere anche un tweet dall’account S.S.C. Napoli contro la RAI! MI RACCOMANDO, PESANTE!”

Il resto è storia.
Che dire? Da tifoso bianconero è stato non bello, ma bellissimo: non avevo mai visto una società di calcio comportarsi così, sembravano quei bambini che non vogliono perdere e si portano via il pallone. È stato uno spettacolo a metà tra il Bagaglino e un film di Mario Merola, io ed i miei popcorn ringraziamo sentitamente.
Piccolo appunto: ad aprile, nel giro di pochi giorni, la Juve giocherà due volte al S.Paolo.
Invito chi tifa Juve a non provare ad imbucarsi allo stadio e speriamo bene per i nostri giocatori: saranno due partite dove tutto sarà concesso e noi abbiamo tutto da perdere, non solo le partite.

Keep the faith alive e forza Juve!

3 Comments

  1. MATTEO

    1 marzo 2017 alle 22:03

    Ottimo articolo: ho apprezzato il sarcasmo smaccato.
    Cerco di convincermi che alla fine gli “altri” tifosi capiranno il nostro punto di vista, almeno quelli presunti neutrali; però poi parlando con colleghi e amici, mi rendo conto che non è la realtà. Quello che resta impresso nelle menti anche dei presunti neutrali è il messaggio distorto dei faziosi, di quei giornalisti privi di obiettività e senso di responsabilità. Mi domando: è possibile che solo 1 giornalista (di fede viola) su tutta la categoria dei presunti neutrali abbia fatto dichiarazioni obiettive? E la risposta è sempre la stessa: è l’ Italia dei quaquaraquà, dei “mal comune mezzo gaudio”, della mancanza di quella sportività che non è altro che meritocrazia (paralo assente nel dizionario della maggior parte degli italiani). Che tristezza, che delusione non poter godere appieno dei gesti tecnici, parlando solo di essi anziché delle polemiche artefatte da perdenti frustrati.
    Credo esista una unica soluzione: entrare a far parte della Super League e abbandonare la seria A dei “miserabili”.

    • Salvador Righi

      2 marzo 2017 alle 10:05

      Mi trovi d’accordo su tutta la linea.
      Sconcerti fa parte di un’altra generazione di giornalisti, di ben altro spessore rispetto a quelli che imperversano oggi, desiderosi soprattutto di creare polemiche e fare polveroni anche quando non ce n’è bisogno.
      L’uscita di qualche domenica fa alla DS, dove ancora si blaterava sui torti arbitrali (ma quali?) subiti dall’Inter a Torino lo ha fatto sbottare, il che ha lasciato di stucco tutti (noi tifosi in primis) ma se ci pensiamo bene è il comprensibile e sacrosanto “Basta!” lanciato da un giornalista che vorrebbe parlare di cose serie, di calcio giocato e non di chiacchiere.
      Mi sono fatto l’idea che la linea editoriale delle testate sportive sia quello di sminuire comunque la Juve, forse perché sanno che se dicessero la verità il campionato non interesserebbe a nessuno.
      Per questo si loda oltre misura il Napoli o la Roma, per questo si sorvola sui tanti favori arbitrali per la Roma, sui torti ricevuti dalla Juve e per questo appena c’è il sentore di favori sempre per noi si alzano polveroni senza capo né coda.
      Il brutto del calcio italiano, e anche dell’Italia in generale, è che la Juve, vera e propria eccellenza calcistica, non è un modello da seguire ma da disprezzare.
      Lo stadio di proprietà? Terreni regalati.
      La squadra vince? Colpa del fatturato e degli arbitri.
      E così via…
      Comunque facciamocene una ragione: difficilmente la gente riconosce i meriti della Juve, soprattutto da quando se ne escono fuori con la storia dell’Europa.
      Poi vedi l’inter del fu triplete perdere con dopolavoristi israeliani, la roma prendere 3 sberle in casa dal Porto che noi abbiamo liquidato 2-0 in casa loro, la fiorentina beccarsi 4 gol in mezz’ora (intervallo compreso) dopo aver ipotecato il passaggio del turno.
      Per non parlare della situazione proprietaria del milan…

      • Rik

        2 marzo 2017 alle 19:14

        credo che in linea generale nel nostro paese piaccia di piu il pettegolezzo o la polemica, rispetto all’analisi serena e obiettiva del calcio giocato.
        il “giornale che non leggo piu dal 2006” (quello del colore dei fenicotteri) mi pare essere diventato un pessimo pezzo di carta alla ricerca di titoli ad effetto, senza scendere minimamente in dettaglio e analizzare il risultato sportivo in se. cosi si passa (evitando esempi sulla nostra squadra) da esaltare il napoli per 7 gol contro squadre di metà classifica, a considerarlo in crisi (dando del finito all’allenatore) dopo un pareggio immeritato…si passa da un eccesso all’altro senza motivo (e senza motivare), figurarsi se si lasciano scappare l’occasione di mettere un bel titolone che mette dubbi sulle vittorie bianconere.
        .. restando sulla DS, che mi è capitato di vedere giusto di sfuggita qualche volta, mi è parso di vedere che anche Tardelli sia molto propenso a dare giudizi “di gioco”, valutando le partite per l’andamento in campo..purtroppo in tv persone del genere, che non cercano il clamore ma l’analisi motivata, sono davvero pochissime

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