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Juve, nuovo anno zero

Come ormai consuetudine abbiamo fatto un giro di opinioni con alcuni amici sulla stagione calcistica che sta per partire. Certo è che di consueto c’è ben poco, nell’estate dell’arrivo di CR7 alla Juve, di un mercato un po’ particolare delle big d’Europa, con una Serie A che si è mossa abbastanza bene e che potrebbe recuperare qualche posizione nel panorama internazionale. Insomma, tanta carne al fuoco, tanta curiosità da parte nostra nel conoscere le risposte dei nostri ospiti a queste domande:

1) Stagione 2018/2019 ai blocchi di partenza: in Italia la Juve resta strafavorita o le avversarie si sono avvicinate? Quest’anno in Europa parte con i favori del pronostico come dicono tanti tra gli addetti ai lavori o, contrariamente a quanto auspicato da Andrea Agnelli, la vittoria resta un sogno?

2) Inutile girarci troppo intorno, parliamo di Cristiano Ronaldo: ritieni che sia un giocatore che può spostare gli equilibri o pensi che i calciatori in grado di vincere “da soli” partite e campionati appartengano al passato? Il calcio italiano ci guadagna davvero qualcosa o il suo acquisto giova solamente alla Juventus?

3) Allegri avrà una grandissima responsabilità quest’anno. Ritieni che sia più facile allenare una squadra composta da campioni o che la pressione possa incidere in maniera negativa sull’allenatore? Secondo te qual è la formazione migliore e quale la formazione che utilizzerà più spesso Allegri?

4) Pronostico secco in barba alla scaramanzia: Serie A, Coppa Italia e Champions League.

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Alessio Epifani

  1. L’unica avversaria ad essersi migliorata è l’Inter. Ma se loro hanno fatto un passo avanti, la Juve ne ha fatti tre, quindi impossibile non essere considerati gli strafavoriti.
    In Champions se non siamo la favorita n.1 è “solo” perché esistono altre squadre molto forti, diciamo che siamo tra le top 3. Solita banalità: decideranno i dettagli nei momenti topici. Ma funziona davvero così.
  2. Nessuno “vince le partite da solo”, ma sarò banale: se hai il miglior giocatore del mondo con te, vincere è un pochino più facile. Ci guadagna la Juve senza dubbio, il calcio italiano solo in senso lato a livello di maggiore appeal e interesse per le partite della serie A. Ma i diritti tv erano stati già venduti…
  3. Allenare una rosa composta da grandi campioni è il sogno di ogni allenatore sano di mente ed è, nel caso di Allegri, la sua situazione ideale. È un mago nel gestire i grandi giocatori. La formazione migliore è Mandzukic più altri 10. E quindi è la stessa che userà anche Allegri.
  4. Trip… Cioè, insomma… “dobbiamo vincere tutto” (cit).

Stefano Moscarda

  1. La Juve resta la favorita in Italia perché ha inserito ben 4 titolari in una squadra che era già di gran lunga la più forte. Per quanto riguarda l’Europa, credo che la Juve, per la prima volta dopo tanti anni, sia finalmente alla pari di quelle 3 squadre (Real, Barca e Bayern) che tutti gli anni iniziano la competizione con l’obiettivo di vincerla. Non credo sia la favorita numero uno: per ora mi basta che sia finalmente una concreta pretendente alla vittoria e non solo una outsider di lusso.
  2. Nessun calciatore sposta gli equilibri da solo, neanche CR7. La Juve però, con l’arrivo di Bonucci, Cancelo, Emre Can e CR7, ha alzato l’asticella in ben 4 ruoli; se questi giocatori confermeranno le attese (e se Alex Sandro tornerà ad essere quello di due anni fa), mezza squadra sarà stata rinforzata: questo sì che potrebbe spostare gli equilibri. CR7 fa bene a tutto il calcio italiano. La Juve non gioca da sola, né gioca su Marte: creando interesse intorno a sé, indirettamente crea interesse su tutta la Serie A. Certo, ovviamente, la stragrande maggioranza dei benefici andranno alla Juve, ma è assurdo pensare che non ci siano riflessi sul resto della Serie A.
  3. Non scherziamo. Il problema è allenare i caproni e cercare di trasformali in giocatori di calcio, mai viceversa.
    Giochi chi giochi, la formazione migliore è sempre quella più funzionale a vincere. Per quanto riguarda il modulo, credo che Allegri giocherà con una difesa a 4 e un centrocampo a 3, scegliendo poi i 3 davanti sulla base dello stato di forma dei singoli e delle caratteristiche degli avversari. Come ho detto poc’anzi, non ho preferenze sui nomi: sono tutti giocatori della Juventus e Allegri sceglierà quelli più funzionali a vincere le partite.
  4. Fare pronostici è contrario alla mia religione: dico solo che faremo ottime prestazioni, sia in campionato che in Champions League.

Davide Boccioli (Vecchiasignora.com)

  1. Come sempre anche in questo caso vanno banditi gli estremismi che si leggono in giro. Da chi parla di sogno, a chi pretende la vittoria della Champions. Non è “solo” un sogno e la Juventus lo ha dimostrato negli anni passati sul campo; in quattro anni la squadra di Allegri è arrivata due volte in finale e le altre due è stata eliminata da squadre come Bayern e Real, ci ricordiamo tutti come… È sicuramente vero che tra vincere e andarci vicino c’è un mondo di differenza, ma è altrettanto vero che, a livello di percorso competitivo, la differenza è minima. A quanto fatto sul campo aggiungiamo l’arrivo del numero uno al mondo ed è inevitabile proiettare la Juve nel lotto delle favorite. È altrettanto sbagliato pensare di pretendere la vittoria di una competizione aleatoria come la Champions League. Nonostante quanto detto prima, ad oggi se ci fosse uno scontro diretto Juventus Barcellona o Juventus Real Madrid nessuno potrebbe avere la certezza dell’esito finale, così come se si giocasse Real Madrid Barcellona. Sono partite tra compagini ai massimi livelli dove il dettaglio, il momento, la giocata possono fare la differenza e spesso la fortuna non ha proprio un ruolo secondario… Quindi è giustissimo che il Presidente si sia sbilanciato (come mai prima d’ora) sull’obiettivo principale, per tutto quello che lui stesso ha realizzato, è sbagliatissimo pensare che quelle parole vogliano intendere “o Champions League o fallimento”.
  2. I giocatori in grado di vincere da soli non sono mai esistiti, il calcio è uno sport di squadra e come dice Allegri, se i giocatori vincessero da soli, la finale del mondiale sarebbe stata Argentina – Portogallo. Di sicuro, però, ogni giocatore ha un tasso di incidenza diverso sulle sorti della squadra e fenomeni come Cristiano Ronaldo e Messi sono sicuramente quelli che spiccano per questo valore. Il calcio italiano, purtroppo, ci guadagna perché vive di luce riflessa, non ha fatto nulla per meritarsi un simile campione.
  3. Allenare una squadra di campioni e allenare una squadra di giocatori normali sono due mestieri completamente diversi e chi eccelle in uno può essere deficitario nell’altro. Allegri non deve dimostrare nulla, i campioni li sa gestire come pochi altri al mondo e soprattutto ha il grande pregio di saper mettere il collettivo sopra qualunque individualità (vedi caso Bonucci, soprattutto nella conclusione) e spero che, nella gestione Cristiano Ronaldo, non faccia eccezione.
    La formazione della Juventus è abbastanza scontata sulla carta: Szczesny; Cancelo, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro; Emre Can, Pjanic, Matuidi; Dybala, Douglas Costa, Ronaldo. Fa impressione solo a scriverla onestamente, una formazione senza precedenti nella storia. Dietro questa formazione ipotetica però credo ci siano diversi nomi pronti a rivoluzionare le ipotesi estive; partendo da Bentancur che per me può essere quello che è stato Benatia lo scorso anno, ovvero un giocatore mai presente nelle formazioni “sulla carta” dell’estate, ma sempre presente nelle occasioni importanti della stagione. Poi attenzione a Bernardeschi, perché quest’anno secondo me sarà un’arma letale e può creare non pochi “problemi” ad Allegri in fase di formazione. Altri nomi possono essere giocatori come Mandzukic e Khedira che hanno delle qualità fondamentali per un allenatore, con buona pace dei tifosi new age/social. In ogni caso, la cosa più importante che dovrà fare Allegri non sarà tanto la scelta dei titolari, ma la scelta di chi lasciare in panchina e usare a partita in corso, perché i 3 cambi comunque si fanno sempre, chi gioca l’ultima mezz’ora ha un peso maggiore rispetto a chi gioca la prima ora e fare la formazione pensando solo di mettere i migliori negli undici e “poi vediamo” sarebbe un peccato di leggerezza.
  4. Non è questione di scaramanzia che non esiste, ma i pronostici sono spesso un motivo per banalizzare il calcio che secondo me ha più bisogno di approfondimenti che di banalizzazioni, specie in questo periodo storico da caratteri limitati. Rispondo quindi banalmente con Juventus, Juventus, Juventus.

Giuseppe Simone

  1. La stagione che sta per partire ha tutte le caratteristiche tipiche del trappolone: dopo 7 scudetti consecutivi sarà normale snobbare il campionato appannaggio della competizione continentale. Speriamo non ci sia di nuovo un’avversaria da 90 punti, in modo da non rischiare di restare con un pugno di mosche.
  2. Nessuno vince le partite da solo, il Real e il Barcellona di questi anni, infatti, non erano solo Messi e Cr7. Così come la Juve non è solo Ronaldo. Un utente di Twitter riportava la notizia che in Finlandia hanno acquistato, per la prima volta da anni, i diritti per la Serie A. I presupposti per giovare a tutto il movimento ci sarebbero, peccato che Ronaldo nulla potrà contro il tafazzismo di Lega e giornalisti nostrani.
  3. Allegri ha già dimostrato di essere un bravo gestore e anche un fine psicologo. La formazione “ideale” dipenderà molto dalla condizione fisica. Se avremo anche quest’anno i problemi di tenuta fisica avuti nella stagione scorsa, scordiamoci la formazione a trazione anteriore con tutte le stelle in campo. Speriamo di no, sogno un 4231 con Costa, Dybala, Mandzukic e Ronaldo tutti in campo.
  4. Inter, Milan, Real Madrid. (In barba un par di balle)

Riccardo Gambelli (Scrittore)

  1. La Juve resta la favorita in Italia, nonostante riesca a vedere un salto di qualità nella rosa dell’Inter e del Milan. Sopratutto la prima credo sia decisamente l’avversaria più temibile. Ma Spalletti potrebbe essere la loro carta negativa, dimostrando in questi anni, anche con ottime rose a disposizione, di non essere all’altezza per i grandi traguardi. Per quanto riguarda la CL, come sappiamo è una competizione difficile e particolare, in cui vanno a incidere tanti fattori, come gli infortuni, il grado di forma dei giocatori migliori nelle partite decisive, eventuali big match di campionato prima degli impegni di coppa, che possono incidere sia a livello mentale sia a livello fisico, e tanto altro. Detto questo vedo la Juve tra le quattro favorite (le altre tre sono le solite di tutti gli anni, vale a dire Real, Bayern e Barcellona), ma dire che partirà con i favori del pronostico non me la sento proprio.
  2. Cristiano Ronaldo è il più forte giocatore del mondo,  più uomo squadra e più decisivo di Messi, almeno secondo il sottoscritto. Già entrato nella storia del calcio tra i più grandi di sempre, un giocatore che sposta gli equilibri e che può fare reparto da solo. Ma questo non significa che può vincere le partite da solo. Occorre una grande squadra intorno, come è sempre stato anche in passato. Lo stesso Maradona, che considero il più grande di sempre a livello tecnico, era sempre assistito da ottimi campioni. Giova ricordare il Napoli dei due scudetti. L’unica eccezione fu il mondiale ’86, dove giocò in mezzo a giocatori mediocri, e vinse la Coppa veramente da solo. Con l’acquisto di Ronaldo credo che ci guadagni la Juventus, e le biglietterie delle varie società quando arriveranno il Fenomeno e Company durante le trasferte.
  3. Mazzone diceva sempre che “le partite le vincono i giocatori e non gli allenatori, che devono solo pensare a non fare danno”. Sicuramente le affermazioni del buon Carletto sono leggermente estremiste, ma c’è molta verità di fondo. Quindi sono sicuro che sarà più facile allenare una squadra di campioni che non. Allegri avrà a disposizione diversi moduli, ma credo che preferirà schierare Ronaldo in mezzo a Costa e Dybala, anche se come abbiamo visto in questi anni anni non rinuncia facilmente a Mario Mandzukic. A centrocampo, visto il ritorno di Bonucci, all’occorrenza anche regista basso, potrà liberare Pjanic più avanti, come giocava nella Roma, affiancato da due faticatori come Matuidi ed Emre Can. Comunque, in questa stagione ha veramente ampia scelta tra le mani,  anche se, secondo me, a centrocampo manca ancora un vero campione (Savic e Pogba avrebbero completato un mercato già stupendo).
  4. Seguo il Presidente: puntiamo a tutto.

Fabio Debellis

  1. In campionato resta assolutamente la maggior candidata al titolo, non vedo avversarie che abbiano ridotto il gap (che personalmente ritengo sia anche aumentato); in Champions il discorso è diverso, non è e non può essere la favorita ma, rispetto agli ultimi anni, ha davvero tutte le carte in regola per vincere;
  2. Ronaldo è il giocatore che, da solo, ha deciso le ultime 3 Champions… ogni commento è superfluo; il calcio italiano non guadagna nulla perché non sa e non vuole crescere insieme all’unica società che potrebbe portarlo fuori dalle acque torbide in cui naviga da anni, troppo interessato com’è a dar credito a chiacchieroni e finti nababbi che dovrebbero interrompere il potere juventino e falliscono miseramente.
    La Juve con CR7 ha, finalmente, compiuto il salto di qualità che le mancava, ossia avere in rosa un top player mondiale che nessuno (tranne il Barça con Messi) può permettersi;
  3. Allegri ha dimostrato in questi anni di non aver problemi a gestire rose composte da giocatori di primo piano, per cui ritengo che non gli tremerà la voce quando, nello spogliatoio, comunicherà ai suoi chi deve scendere in campo; formazione ideale: Szczęsny, Cancelo, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro; Emre Can, Pjanić, Khedira; Douglas Costa, Ronaldo, Mandzukič;
  4. Juventus, Juventus, mi avvalgo della facoltà di non rispondere

Nino Ori

  1. Nulla è facile e nulla è dovuto. Vincere e, ancor di più, ripetersi. Ma la Juventus in Italia viene da 7 scudetti consecutivi, vinti pressoché tutti con un margine abbastanza significativo… e senza Cristiano Ronaldo. Arrivato peraltro accompagnato da altri campioni. Quindi, affermare che le avversarie possano essersi avvicinate sembrerebbe quantomeno azzardato. Essere favoriti è una piacevole abitudine, anche se non è garanzia di risultato.
    In Europa, la Juventus (già finalista in 2 delle ultime 4 edizioni della CL) con l’organico costruito in questi anni e l’arrivo di CR7 si mette sicuramente al livello delle superpotenze spagnole e delle altre pretendenti alla vittoria finale. Che diventa non più un sogno ma un obiettivo raggiungibile, sul quale lavorare.
  2. Non credo siano mai esistiti calciatori in grado di vincere “da soli” partite e campionati, neanche in passato. Detto ciò, Cristiano Ronaldo è un giocatore straordinario, il più decisivo che abbia mai visto in campo. L’unico fra i grandissimi (Cruijff, Maradona, Pelé, Platini, Messi) a non avere punti deboli né tecnicamente né fisicamente né caratterialmente né tatticamente, né atleticamente, etc. Ma anche uno dei pochissimi (con Messi e Pelé) a essere riuscito a rimanere a quei livelli, anzi a migliorarsi, per una dozzina d’anni.
    Il calcio italiano ricava dall’arrivo di CR7 benefici economici da subito: basta vedere quanti paesi se ne stiano assicurando i diritti per la trasmissione delle partite. Vantaggi tecnici potrà forse ricavarne se e quando altri campioni decideranno di seguire le orme di CR7. Al momento i veri benefici se li godono, giustamente, la Juventus e la città di Torino.
  3. Max Allegri è il miglior assemblatore e gestore di giocatori e di moduli nel calcio di oggi, anche se probabilmente in molti se ne accorgeranno solo quando non sarà più alla Juve. Le aspettative sono elevatissime e la pressione certo non mancherà, così come non mancheranno nemmeno i momenti difficili. Al Mister spetterà il compito di gestire anche quelli, e lo farà egregiamente, come sempre. Che i tifosi lo capiscano o meno.
    Non mi avventuro in ipotesi di formazione o di modulo. Ci pensa Allegri. Gli obiettivi sono tanti e la stagione deve durare 57 partite. Abbiamo la fortuna di avere non più 15-16 titolari, ma probabilmente 18-20. Non ci saranno giocatori insostituibili, né moduli o schemi di gioco immodificabili. Intelligenza, flessibilità, determinazione e consapevolezza della propria forza sono gli unici giocatori da mettere sempre in campo.
  4. Pronostici non sono solito farne, e non voglio farne. Gli obiettivi li ha già chiariti Andrea Agnelli qualche giorno fa a Villar Perosa. Non posso che essere d’accordo col Presidente.

Massimiliano Mingioni

  1. Una squadra che vince da 7 anni e che, senza smantellarsi, aggiunge Cristiano Ronaldo e altri buonissimi giocatori è necessariamente favorita. Altre hanno condotto un mercato accurato (Inter) o movimentato con potenzialità (Roma), ma sulla carta il gap ridotto è quello col Napoli. Però il (fatale) scivolamento al secondo posto nella gerarchia degli obiettivi potrebbe giocare un ruolo imponderabile. In Europa invece la nozione di “favorita” è molto più sfuggente, direi che quest’anno avanziamo delle pretese più fondate come certificato dal discorso del presidente.
  2. Nessuno ha mai vinto “da solo”, ma gli equilibri si possono spostare eccome. E Ronaldo appartiene a quella schiatta. Checché i disturbi al fegato di molti suggeriscano l’intero movimento beneficerà di Cristiano (come avrebbe beneficiato di Modric) se non altro in termini di attrattività del “prodotto” calcio. Che poi il suo arrivo potesse di per se risolvere le innumerevoli magagne di un fondamentale settore produttivo in via di sottosviluppo dopo la finta rivoluzione morale che fu solo autoassoluzione di massa col sacrificio rituale del Mostro e della Juventus, è un’idea balzana che qualifica chi ce l’ha.
  3. Se dovessi scegliere una sola qualità di Allegri fra quelle messe in mostra in 4 anni (che sono tante a dispetto dei cretini) indicherei la gestione dello stress. Aderendo in toto alla sua filosofia e adattando al calcio l’aforisma di Colletti “la metodologia è la scienza dei nullatenenti” (sostituendo a “metodologia” la parola “tattica”) proclamo il mio assoluto disinteresse per la tipologia di formazione e la mia totale fiducia nelle scelte quali che saranno. Soprattutto perché, forse per la prima volta da quando Allegri c’è, la rosa autorizza questo abbandono.
  4. La superstizione porta sfortuna, quindi mi limiterò a rinviare al punto 1 e a dire vediamo a marzo (hehehehe)

Antonio Barillà (La Stampa)

  1. Le avversarie hanno fatto un ottimo mercato, ma il colpo CR7… ristabilisce le gerarchie: Juventus ancora favorita, benché la Serie A registri il ritorno superbo di Milano, il buon lavoro della Roma e il valore aggiunto di Ancelotti al Napoli. In Europa incidono fattori molteplici, non si può parlare di favorite considerando il valore di top club iscritti, ma la Juve compete per vincere.
  2. Ronaldo sposta gli equilibri, credo lo dimostri la vittoria del Portogallo all’Europeo, ma vincere da soli non è facile. Con lui calcio italiano guadagna moltissimo.
  3. Allegri sa gestire perfettamente le pressioni, è un ottimo gestore di campioni e lo confermerà con CR7. Il modulo sarà duttile, con Ronaldo riferimento offensivo libero di spaziare.
  4. Juve, Roma, Juve.

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