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Juventus-Pescara: un solo risultato a disposizione

Sono finiti gli impegni delle nazionali. Questa volta voglio iniziare da una buona notizia. Fino a marzo (toh, il mese fatidico!) non se ne parla più. Ditelo, che sono in vena di buone novelle! Abbiamo spezzato le reni al Liechtenstein e preso a “palate” (veramente uno solo!) la Deutschesmannschaft. Dato a Ventura quel che è di Ventura, torniamo a occuparci della Nazionale vera, la nostra.

Alla faccia dei detrattori e dei nasi con sotto la puzza, la Juventus è fino ad ora l’unica squadra che ha vinto 10 partite nel proprio campionato. Sarà per il livello scarso o per il fatto che le avversarie si scansano, ma il dato statistico fa il suo effetto. E ne farà ancora di più se la falsa riga continua.

A tal proposito la partita contro il Pescara capita a fagiuolo, sulla carta. Sul campo invece si presenta non priva di insidie. D’accordo, gli abruzzesi sono terzultimi in graduatoria e hanno vinto una sola volta, realizzando tanti gol quanti la Juve ne ha incassati, 9. Sono reduci da 4 sconfitte consecutive e il distacco dall’Empoli che si trova ora in posizione tranquilla è già di 3 punti dopo 12 giornate, ben 6 dal Sassuolo e dal Bologna, ma…

Nel calcio c’è sempre posto per un “ma”. La ripresa ad esempio dopo una pausa per le nazionali, può riservare qualche sorpresa derivante da un pizzico di smalto lasciato per strada; può presentarsi qualche problema se la gara non viene approcciata bene (cosa che mister Allegri ha sottolineato in conferenza stampa a Vinovo); la ormai classica tendenza a giocare la partita della vita da parte degli avversari se al cospetto della Signora. Occhi aperti insomma e massima concentrazione, la Champions può attendere. Prima liquidiamo la pratica Pescara e poi, imperativo categorico, rotta verso l’Andalusia.

Mister Oddo deve anche lui fare i conti con gli infortuni, non è solo una prerogativa juventina. Fornasier non recupera e Verre, dopo un inizio scoppiettante, è al palo da tempo; così come Coda, elemento prezioso per l’esperienza che sa calare in gara. Rimandato dunque l’assetto 3 – 5 – 2 per un più tradizionale 4 – 4 – 1 -1 che vede i biancoazzurri dunque presentarsi con ogni probabilità con Bizzarri in porta; da destra a sinistra Zampano, Campagnaro, Biraghi e Crescenzi nella linea difensiva a 4; Cristante, Brugman, Aquilani (ancora tu, canterebbe Battisti) e Memushaj a centrocampo; Caprari arretrato a sostegno della punta Manaj. É facile prevedere un’accoglienza degna di un tale ex per Simone Pepe. I tifosi non dimenticano chi ha dato tutto per la maglia.

La Juventus davanti al proprio pubblico, nel catino terribile dello Stadium, si schiererà con Buffon tra i pali; Evra, Bonucci e Rugani a 3 come da copione; Lichtsteiner e Alex Sandro larghi sulle fasce; Hernanes, probabilmente preferito a Lemina, in mezzo al campo con Khedira e Pjanic mezze ali; Mandzukic e Higuain di punta. Se la gara si indirizzasse sui binari previsti, potrebbe avere via libera all’esordio in serie A il ragazzino Moises Kean, che stabilirebbe il record in casa Juve come il più giovane giocatore esordiente. La notizia dell’ ultima ora riguarda il ginocchio di Benatia. Il marocchino è rientrato malconcio dall’impegno con la propria nazionale ed è stato quindi risparmiato per la partita. Per questo al suo posto ci sarà l’impiego di Evra, a meno che Allegri apporti dei correttivi tattici, schierando la squadra a 4, abbassando Licht e schierando Sturaro a centro campo. Staremo a vedere

Poche storie, infortuni o non infortuni, se anche non sono queste le partite che ricoprono di gloria i nostri eroi, c’è un solo risultato da centrare. Una spruzzata di gioco non guasterebbe, soprattutto per far tornare quelli che nel frattempo sono andati al… circo.

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