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Juve – Real Madrid 2-1: emozionanti!

Diciamocela tutta. Quanto tempo è passato dall’ultima serata così piena di emozione, in generale, ma soprattutto in campo europeo? Tanto. Troppo. La Juventus batte il Real Madrid 2-1, fornisce una grandissima prestazione e aumenta di una quantità infinitesimale le possibilità di potercela fare. Questa prima gara, delle due, ha fatto vedere una Juventus aggressiva, attenta, pimpante, energica, vogliosa e con tanta determinazione. La cosa che lascia perplessi è che si poteva fare addirittura meglio. Ma appunto, diciamocela tutta, abbiamo soltanto rinviato la goleada…

Alla vigilia del match i dubbi sulla formazione erano tanti e pochi. 4-3-1-2 classico favorito sull’ormai conosciutissimo 3-5-2, ma non c’è certezza su quale modulo usare; Pogba non ha recuperato e forse potremo vederlo al ritorno, mentre incredibilmente (quasi per tutti) Sturaro è favorito su Pereyra; Barzagli resta in panchina, così come Llorente, dunque in avanti vanno Tevez e Morata.

L’avvio della partita è l’esempio migliore di cosa vuol dire essere la Juventus. Il Real Madrid non vuole giocare a mille, è consapevole della propria forza e ha in mente di gestire pallone, ritmi e avversari; da questo presupposto nasce l’errore, dopo pochissimo tempo, nel rinvio di Casillas per una pressione alta di Morata: Marchisio raccoglie e serve Vidal in area di rigore, ma lo spazio è poco e gli spagnoli recuperano sulla prima occasione del match. I bianconeri giocano bene, pressano, sono aggressivi e capiscono velocemente cosa fare, alzando i ritmi della partita: Bonucci lancia Morata che vede Casillas fuori dai pali e tenta un pallonetto improvviso, ma il pallone è corto e il portiere madridista blocca. La Juventus vuole tenere la sfera, gioca con personalità, fa scorrere il pallone in maniera perfetta per circa un minuto, fino a quando Marchisio (ancora lui!) imbecca Tevez che si libera al limite dell’area, controllo dell’argentino e tiro su cui Casillas fa quel che può: Morata è il più reattivo e furbo, si fa trovare pronto e insacca da due passi. Juventus in vantaggio con i campioni d’Europa in carica, ma tutto è appena cominciato.

Sturaro rincorre pure i raccattapalle e da qualche suo recupero nascono buone azioni per i bianconeri: prima Tevez calcia dalla distanza fuori, poi lo stesso giovane italiano serve ancora l’argentino che all’interno dell’area non inquadra la porta. Insomma, la Juventus non si accontenta, vuole riconquistare subito il pallone e una volta che lo ha fatto si rende pericolosa, mentre il Real Madrid fa girare il pallone quasi a vuoto e si intravede soltanto con una conclusione dalla distanza di Kross sulla quale Buffon è perfetto. L’altra fiammata arriva da parte di Lichtsteiner, bravissimo a liberarsi in velocità sulla destra, però lo svizzero invece di mettere il pallone in mezzo servendo uno dei due attaccanti decide di concludere e l’occasione sfuma. Se sei sfavorito con squadre di un certo calibro non è perché queste formazioni hanno l’abilità di far rendere sempre al massimo i loro 11, ma perché la quantità di giocatori che risolvono i match sale a dismisura. Uno su tutti è Cristiano Ronaldo, neanche a dirlo. In un’azione sulla destra con un po’ di fortuna il Real Madrid riesce a liberare James Rodriguez, la difesa juventina sonnecchia, Lichtsteiner invece di incollarsi a Ronaldo rimane in linea, Pirlo non va a tappare il buco in mezzo e allora l’attuale pallone d’oro non può far altro che mettere in rete il cross del suo compagno di squadra.

Il colpo viene leggermente accusato, d’altronde il pareggio non è il risultato giusto per quello che si è visto in campo. La partita cala un po’ nel ritmo, il Real Madrid si affaccia in avanti con più continuità, ma la situazione è sotto controllo. Verso la fine della prima frazione però ancora un po’ di fortuna in soccorso del Real Madrid, quando Evra compie un intervento in scivolata sul pallone ma è sfortunato nel rimpallo e si crea un buco che libera, dopo un rapidissimo possesso dei madridisti, Isco sulla sinistra: cross dello spagnolo e colpo di testa volante di James Rodriguez che si stampa sulla traversa, perché un fantastico Sturaro non si dà per vinto e prova fino all’ultimo a respingere quella palla, deviandola di quel tanto che basta da mandarla sul legno.

In avvio di ripresa non c’è tanto da raccontare, la partita è in equilibrio e questo non necessariamente è un male. Bisogna avere i campioni per trasformare una situazione di equilibrio in una situazione favorevole e Tevez lo è. Su un situazione offensiva degli ospiti, il pallone giunge a Marcelo che tenta la conclusione; il pallone respinto giunge sui piedi di Tevez che ha tantissimo campo davanti a sé per partire in velocità. Morata non si fa attendere e comincia a correre come un centometrista superando lo stesso difensore brasiliano che è costretto ad atterrarlo, l’arbitro lascia proseguire per la norma del vantaggio, Tevez punta Carvajal e lo supera ma in posizione defilata: fallo del madridista, calcio di rigore e nessuna sanzione incredibilmente per l’autore del fallo. Alla battuta va lo stesso numero 10 bianconero che batte Casillas piazzando il pallone centralmente. Si ritorna in vantaggio e stavolta bisognerà rimanerci a tutti i costi.

La squadra spagnola chiaramente vuole almeno pareggiare l’incontro e comincia ad aumentare la pressione, anche perché i minuti passano e la lucidità mentale e fisica dei bianconeri cala. Ancelotti prova a cambiare l’inerzia della gara togliendo Isco e inserendo Hernandez, che sembra pimpante. Allegri aspetta la mossa dei blancos per decidere meglio cosa fare, fino a quando non decide e Barzagli prende il posto di Sturaro e si passa al 3-5-2. Il Real Madrid si rende pericoloso quando su un pallone deviato in area Cristiano Ronaldo non riesce a impattare per poco a due passi dalla porta. Morata, autore di un grandissimo match in fase di possesso e di non possesso, lascia il campo ed entra Llorente. Poi è Pereyra a prendere il posto di Tevez, ormai stanco e “poco utile” con una Juventus molto bassa e bisognosa di un uomo per ripartire in velocità con freschezza. Questi due cambi permettono alla Juventus di avere due occasioni molto importanti e di gestire molto bene i minuti finali. Pallone lungo di Marchisio, Varane svirgola e Llorente si infila saltando pure Casillas, il pallone è quasi sulla linea di fondo e lo spagnolo intelligentemente mette la sfera dietro, in mezzo, dove Pereyra è leggermente in ritardo. Allo scadere arriva una punizione offensiva dopo un fallo sullo stesso Pereyra, il pallone viene messo in mezzo e Llorente ha l’occasione clamorosissima del 3-1 sulla sua testa, ma colpisce piano e Casillas con qualche difficoltà blocca.

La Juventus torna così dopo 12 anni a giocare una semifinale di Champions League, ancora una volta contro il Real Madrid, dimostrando di poter stare tranquillissimamente tra le migliori quattro squadre d’Europa. Il primo atto ha visto Allegri & Co. regalare emozioni indescrivibili a tutto il popolo bianconero (tranne forse alla tifosa juventina a cui piace Cristiano Ronaldo). Non ci vogliamo fermare qui, daremo tutto quello che abbiamo in corpo per poter proseguire, per poter sognare. Sarà difficilissimo, praticamente impossibile, ma qualsiasi risultato arriverà tra una settimana, abbiamo la convinzione e non presunzione di essere una squadra meravigliosa, da favola. Grazie, ragazzi!

Fino alla fine…

1 Commento

  1. antonino bizzintino

    6 Maggio 2015 alle 20:35

    Loro sono fortissimi ed al ritorno sono in grado di massacrarci, ma mercoledì sera è successo qualcosa di incredibile: tutto il mondo sa che la juventus è tornata.. ps bell’articolo

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