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Juventus – Sassuolo: allo Stadium arriva l’ammazzagrandi

Fino a pochi anni fa Sassuolo era conosciuta nel mondo come uno dei poli più importanti dell’industria della piastrella. Oggi quasi più nessuno se ne ricorda, mentre è diventato così immediato pensare al neroverde, appena si pronuncia il nome del paesone situato alle prime propaggini delle colline modenesi. Potenza del calcio.

Niente di strano, giacchè il Sassuolo incarna una favola pallonara a lieto fine, nella quale la bacchetta da mago è saldamente in mano all’ex presidente della Confindustria, nonchè patron assoluto della Mapei, Giorgio Squinzi, la “bella addormentata” viene destata da un lungo letargo nelle categorie minori da un “principe azzurro” che fa Eusebio di nome e Di Francesco di cognome.

Una saggia politica di investimenti con un occhio ai giovani emergenti ed una serie di oculate scelte economiche, in osequio ad un perfetto equilibrio in fatto di conti societari, hanno prodotto il miracolo di provincia. Oggi il Sassuolo è una realtà affermata nel calcio nostrano e ad alto livello. Tradotto in soldoni, questa compagine staziona da un paio d’anni a ridosso immediato delle cosiddette “grandi”, coltivando il sogno dell’Europa e coniugando il tutto con un gioco piacevole, organizzato, a tratti spettacolare. In barba alle chiacchiere di presidenti le cui squadre possono solo osservare i neroverdi da tergo.

Peggiore cliente non poteva capitare alla Juventus, in questo frangente di stagione, nel quale la squadra bianconera dimostra una condizione non certo esplosiva e in cui ciononostante si decide gran parte delle sorti a venire. Già lo scorso anno la Juve si aggiudicò l’incontro allo Stadium con non poca fatica e solo nel finale grazie ad un’invenzione di Pogba da fuori area (dove sono finiti i tiri dai 16 metri?)

Buon per la Signora che Di Francesco debba rinunciare all’apporto di alcune pedine essenziali come Cannavaro, Missiroli e Defrel, per infortuni e squalifiche. La rosa emiliana non è vasta e ne potrebbe risentire. Tuttavia il coach neroverde  non rinuncia a giocare e presenta una formazione senza timore reverenziale secondo lo schieramento 4 – 3 – 3. Consigli tra i pali; Antei (per Cannavaro) ed Acerbi coppia centrale, con Vrsaljko e Peluso esterni; Biondini (preferito probabilmente a Pellegrini) e Duncan mezzeali e capitan Magnanelli regista, a metà campo; Falcinelli dovrebbe sostituire Defrel al centro dell’attacco, con Sansone e Berardi nel tridente avanzato.

A Vinovo non pare prendere piede l’idea del turn-over spinto. L’esperienza di Bologna, laddove un largo uso di sostituzioni ha concorso a non andare oltre il pareggio, ha lasciato il segno e la vittoria è l’unico risultato accettabile. Dal campo d’allenamento e dalla lettura delle dichiarazioni di Allegri in conferenza stampa è chiaro che la scelta vada su uno schieramento iniziale che prevede una difesa a 4 con la coppia Bonucci e Barzagli centrali, Lichtsteiner ed Alex Sandro (favorito su Evra) esterni, davanti a Buffon impegnato a centrare il record di imbattibilità; Pogba e Khedira (sempre che non gli si conceda un turno di riposo) larghi, con Marchisio nel ruolo di perno di centrocampo; Cuadrado molto mobile per passare da 4 sulla destra di metà campo ad ala classica in una disposizione a 3 davanti; coppia d’attacco Mandzukic e Dybala.

E’ d’obbligo vincere per tenere a debita distanza il Napoli impegnato a Palermo nella chiusura della giornata il lunedì e per preparare mentalmente al meglio la difficile trasferta di Monaco di Baviera. Non sarà facile, perchè il Sassuolo ha la nomea di “ammazzagrandi”, conquistata battendo il  Napoli, la stessa Juventus, l’Inter, la Lazio, imponendo il pari alla Roma in riva al Tevere e punendo il Milan, non più tardi di domenica scorsa. Il Sassuolo viene da 3 vittorie consecutive, ma allo Stadium però gioca la Juve e fino alla fine.

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