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Juve-Siviglia: fermi tutti

Se c’è una cosa che ho imparato è che quando si è preda di emozioni forti si è poco lucidi. Molto poco lucidi. Nove volte su dieci si sbaglia a fare, a pensare e anche a parlare. Così ieri sera, dopo l’intervista ad Allegri, ho spento tutto e oggi ho pensato solo al lavoro, isolandomi completamente. Niente radio, niente social, niente giornali. Vediamo adesso, a mente fredda, cosa mi ricordo di ieri sera.

1. Il Siviglia me lo aspettavo molto diverso. Si era parlato di una squadra aggressiva, dalla grande corsa, sbarazzina e verticale nella proposizione del gioco: quella di ieri era una squadra accorta, rinunciataria, dura nei contrasti, perfino cattiva e votata alla densità difensiva. Insomma, l’opposto. I casi sono due: o fino a ieri nessuno aveva mai visto giocare il Siviglia oppure Sampaoli ha rivoluzionato completamente la squadra per questa partita. Questo spiegherebbe la scelta iniziale di formazione di Allegri, che evidentemente si aspettava una gara diversa, probabilmente dai toni agonistici molto alti; si è trovato a dover fare la partita di fronte a una squadra arroccata ed evidentemente i giocatori schierati non avevano le caratteristiche adatte. Col senno di poi Pjanic e Alex Sandro avrebbero dovuto giocare dall’inizio.

2. Adesso anche in Champions i nostri avversari sentono il bisogno di modificare radicalmente il loro abituale atteggiamento tattico per affrontarci. Ciascuno faccia le considerazioni che preferisce ma vediamo di tenerne conto per il futuro: il modo con cui giocano di solito probabilmente non sarà quello con cui ci affronteranno. Ma credo che Allegri se ne sia accorto da solo dopo ieri sera.

3. Troppo lento ieri il mister a mangiare la foglia e cambiare atteggiamento. A Mediaset ha spiegato che ha aspettato a inserire Pjanic e Alex Sandro perché li voleva freschi contro avversari stanchi: è quello che effettivamente è successo, ma per troppo poco tempo e non è stato comunque decisivo. La scelta non sembra essere stata la migliore. Capita.

4. Come conseguenza di quanto scritto finora devo fare i complimenti a Sampaoli, che ha incartato con un bel fiocco colorato la gara ad Allegri. Così mi ricordo che esistono anche gli avversari (che quest’anno sembrava dovessimo giocare da soli).

5. Abbiamo giocato poi così male? Beh, non siamo certo stati belli da vedere, però, dal momento che per me “giocare bene” vuol dire “creare molto e concedere poco”, direi che abbiamo giocato “bene”. Tre palle gol nitide, una traversa, un rigore solare negato e molte altre situazioni pericolose contro zero occasioni concesse mi fanno dire che la vittoria sarebbe stata meritata. Però siamo stati molto brutti a vedersi e credo anche si potesse fare di più per vincere, quindi il giudizio complessivo non può essere positivo (ma nemmeno “tragico” eh!).

6. La condizione atletica è approssimativa. Alla prima partita in tre giorni si sono palesati evidenti limiti non tanto sulla tenuta ma sulla brillantezza. Male per la partita ma bene in generale, giacché siamo solo al 15 settembre.

7. Un gol avrebbe cambiato i giudizi? Dipende. Alcuni sì, altri no. Ecco, i giudizi che sarebbero cambiati (immagino sui social/giornali la tiritera trita e ritrita della Juve poco europea e #finoalconfine e il centrocampista che non è arrivato e moriremo tutti e altre cose simili) probabilmente sono legati all’emotività del mancato risultato e forse sarebbe meglio soprassedere; tutti gli altri, quelli invariati, riguardano invece la prestazione e gli errori commessi e sono probabilmente i più “veri”. Certamente sono i più utili per migliorare e crescere, mentre gli altri rischiano di diventare dei comodi e pericolosi alibi. E qui mi fermo.

8. Avevo detto in precedenza che siamo subito dietro le più forti e in verità pensavo di essere la quarta forza; probabilmente siamo la quinta visto che il City non è certo quello degli scorsi anni e non l’avevo considerato. Per me nulla di nuovo o di sorprendente: per chi invece pensava di essere alla pari di (o addirittura sopra) certe squadre capisco la delusione.

Alcune considerazioni sui singoli.

Bonucci. Male. Molto male. Troppo male per essere vero. Svagato in difesa e inutile in impostazione (per non dire dannoso). Il peggior Bonucci che io ricordi. Mi vien da pensare che la botta subita all’inizio al ginocchio l’abbia limitato, altrimenti non si spiega.

Dani Alves. Mi pare abbia palesato dei limiti di dinamismo ma dalla destra piovevano cross in mezzo all’area che non mi ricordavo esistessero; inoltre sono suoi gli assist/cross per la traversa di Higuain e il colpo di testa di Alex Sandro e tanto mi basta. Se vogliamo sperare di vincere la Champions abbiamo bisogno di giocatori che creino episodi decisivi, non certo del terzino lineare che ti copre la fascia e svolge il compitino diligentemente. Non si vive di sola sostanza.

Khedira. Sami, accidenti, sei stato implacabile fino a ieri e hai aspettato proprio la Champions per sbagliare due gol quasi fatti, ma come posso rimproverarti?

Dybala. La sua evoluzione in seconda punta a tutto campo mi pare abbia subito una battuta d’arresto. O meglio, si è stra-evoluto. Si ricordi che è pur sempre un attaccante e che se finisce per trovarsi di fianco a Bonucci o Lemina a fare i cambi di gioco, probabilmente è nel posto sbagliato. Comunque anche lui, che ha giocato sempre, ha bisogno di tirare il fiato.

Higuain. Finalmente rivedo i movimenti da vero attaccante, da animale del gol, da prima punta che finalizza il gioco. Roba che non vedevo dai tempi di Inzaghi e Trezeguet. Però se lo lasciano da solo a fare a sportellate per “difendere il pallone e far salire la squadra”, forse abbiamo speso qualche milione di troppo. Di giocatori per quell’uso ce ne sono tanti e non servivano 90 milioni.

Pjaca. È la seconda volta che lo vedo giocare e se è in grado di fare quelle cose per più tempo dei 10 minuti che Allegri gli ha concesso finora, credo sia doveroso impiegarlo con più continuità. Chissà che non sia proprio Pjaca il giocatore che costringerà Allegri a tener fede all’impegno preso in estate: “Non importa il ruolo: poi ci penso io a sistemarli”. Max ha dimostrato di saper gestire bene i giovani nuovi arrivati: staremo a vedere cosa riusciranno a combinare insieme.

L’ultimo pensiero ieri sera è stato per noi tifosi bianconeri. “Grande è quello che dovremo superare”, recitava lo striscione della coreografia. Sono curioso di vedere, appena finito di scrivere queste righe, se la prima piccola difficoltà ha già ricreato il solito clima da moriremo tutti oppure se anche la tifoseria sta facendo quel famoso salto di qualità che dovrebbe fare tutto l’ambiente. La società Juventus FC l’ha già fatto, la squadra lo farà, e noi tifosi?

#FinoAllaFine

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