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Juventus – Bologna 3-1 : Sei forte papà!

Non so voi amici gobbi, ma questa squadra mi sta facendo diventare paranoico.
Ormai moglie e amici non juventini non mi capiscono più, non riescono a comprendere questa sofferenza e questa ansia che ormai si è impossessata di me, e di noi, da mesi e non se ne vuole andare via.
No, non è bastato lo scorso pazzo fine settimana per tranquillizzarmi.
“E dai, mancano tre partite, ormai avete vinto…” ti dicono.
E tu fai gli scongiuri, tocchi ferro, ti gratti sapete bene cosa, ma soprattutto sospiri.
Si, sospiri perché sai che di quelle tre partite due sarebbero di ordinaria amministrazione ma non ora, non ora che la squadra sta arrancando con fatica e si trascina sulle sue stesse gambe solo perché vede vicino il titolo.
E allora quando ti senti dire “Dai, ma giocate contro il Bologna, potresti anche evitare di guardarla, tanto la vincete” tu che fai?
Io ero a cena da degli amici e ho pensato bene di portarmi l’ipad.
Perché sapevo che sarebbe stata una sofferenza atroce anche stasera e quando la squadra soffre io ho l’obbligo morale di guardarla.
Non scherziamo, qui parliamo di cose importanti.

Perché poi a pensarci bene il canovaccio ultimamente è sempre lo stesso: partiamo un po’ più spediti ma dopo pochi minuti finiamo benzina e idee e se gli avversari riescono a prenderci le misure la situazione si complica.
Poi, certo, se un allenatore alla 36° giornata di campionato decide di tornare al 3-5-2 con l’ennesimo esperimento in difesa, se quel difensore che finalmente pareva recuperato (sto parlando di Höwedes) si infortuna nuovamente, se l’unico in grado di far girare la palla (Pjanić) è squalificato e se manca pure Mandžukić perché deve fingere di essersi infortunato e se, come dicevo sopra, pure contro il Bologna in casa si deve pensare all’equilibrio in difesa invece di provare ad osare e vincere anche subendo qualche gol… beh, la situazione si complica ancora di più.
Perché, tra l’altro, il Bologna a Torino mica c’è venuto per fare da comparsa, no no.
Il Bologna nel primo tempo ha giocato una partita bella tosta, approfittando magari della nostra apatia e della nostra stanchezza, ma si vedeva che aveva preparato bene il match cercando di chiudere ogni varco e impedendo così ai nostri di arrivare a concludere a rete.
Va da se che Higuaín la palla buona dopo 4 minuti ce l’ha avuta ma non l’ha buttata dentro, va da se che Dybala una ventina di minuti dopo non ha approfittato di uno svarione difensivo, va da se che un paio di minuti dopo ci siamo complicati ancora di più la vita per colpa dell’ennesimo fottuto retropassaggio che, dai e dai, si è rivelato fatale.
Non siamo mai tranquilli quando la squadra si avventura in quel giro palla con Buffon protagonista, è sempre una sorta di roulette russa per cui ti va bene 5 volte su 6 ma in quell’unica volta che sbagli sono dolori.
Tradotto, passaggio loffio di Buffon a Rugani costretto a fare fallo sull’attaccante del Bologna (Verdi? Signori? Stocazzo? Perdonatemi se non me lo ricordo…), calcio di rigore per il Bologna e successiva realizzazione: 0-1.
Ahi, qui le cose si complicano e neanche poco, perché già la squadra ha sempre sofferto l’andare in svantaggio, ora poi che va avanti in modo schizofrenico, senza un gioco e con poche idee, andare sotto in casa, con l’incubo di riaprire il campionato rischierebbe di farci andare sempre più in bambola… e così succede, perché fino alla fine del primo tempo la palla non entra.
Respiriamo, anzi rabbrividiamo…brrrrr…

A quel punto cosa si può fare? Si mette l’uomo più in forma del momento, quel Douglas Costa che magari se ne vorrebbe stare tranquillo con la moglie e la bambina appena nata (a proposito, congratulazioni!) e poi preghiamo.
È andata bene, le nostre preghiere sono state ascoltate perché dopo 7 minuti un angelo si impossessa di De Maio e gli fa segnare un gol pesantissimo… nella sua porta, riportando il risultato in parità e tranquillizzando squadra e tifosi.
Da lì non è che la Juve cambi, gioca sempre male ma grazie a questo gol e a un Douglas Costa davvero devastante, con la forza dei nervi e con quella fottuta determinazione nel voler portare comunque a casa il risultato chiude la partita al 20° del secondo tempo con i gol di Khedira e di Dybala, nati sempre da iniziative del funambolo brasiliano che, diciamolo, stasera si è caricato la squadra sulle spalle dandogli quella scossa necessaria per reagire a quello stato di torpore in cui era caduta nel primo tempo.
Il tutto in una serata in cui lui doveva essere da tutt’altra parte.
Spero che la moglie non si arrabbi, se dovesse servire siamo pronti a testimoniare che si è assentato per una giusta causa e, se non altro, la bambina può già essere orgogliosa di lui e dirgli: “Sei forte papà!”.
La partita finisce lì (a parte una rabona di Douglas Costa che avrebbe fatto crollare lo stadio se solo fosse entrata…), noi tiriamo un sospiro di sollievo, l’incubo che si stava materializzando si dissolve come il Bologna che non riesce a tenere il ritmo del primo tempo e possiamo cominciare il conto alla rovescia al 36° scudetto.
Mancano 2 punti, 2 maledettissimi punti da portare a casa in 2 partite, Roma fuori casa o Verona in casa.
Nel mezzo, cioè mercoledì prossimo, la finale di Coppa Italia contro il Milan.
Basterebbero 2 vittorie di cui 1 mercoledì e poi potremmo finalmente festeggiare.

Poi penseremo magari anche al futuro, perché stavolta siamo davvero ai titoli di coda per molti: oltre a Buffon a fine stagione ci lascerà anche Lichtsteiner, uno dei grandi protagonisti della rinascita bianconera e probabilmente altri lo seguiranno.
Ci saranno tanti cambiamenti, la Juve l’anno prossimo (credo) non sarà quella Juve a cui ci siamo abituati negli ultimi anni.
Migliore o peggiore non saprei, so che non sarà la stessa.
Per questo, e per tanti altri motivi, mettiamo da parte tutte le difficoltà che la squadra sta incontrando, tifiamola in queste tre ultime apparizioni, godiamo e festeggiamo come non mai le eventuali vittorie che arriveranno.
Poi penseremo al futuro.
Keep the faith alive e forza Juve.

2 Comments

  1. RikII

    9 maggio 2018 alle 00:42

    ho il grandissimo lusso di scrivere quando ormai c’è già da festeggiare lo scudetto 🙂 .. forse ha quasi poco senso parlare di come (pure stavolta … ormai è una costante) ci siamo complicati la vita in maniera esagerata vista la differenza di qualità (e di punti in classifica) in campo ….
    ma se noi possiamo evitarcelo, di sicuro ai piani alti della nostra società (mentre molti altri passeranno l’estate a inventare le solite 200 scuse per evitare di analizzare le proprie debolezze) si cercherà di porre rimedio a questi ultimi 3-4 mesi di partite con poche idee, messe in pratica a ritmi bassi, per cui quasi tutte prevedibili …
    stiamo vincendo uno scudetto con numeri da record, ma non saprei fare nemmeno un nome di un giocatore che sia stato convincente tutto l’anno (forse è piu lunga la lista delle involuzioni). e penso sia molto molto anomalo, un segnale che le qualità della squadra non sono state sfruttate adeguatamente.

    • Salvador

      14 maggio 2018 alle 12:19

      Rispondo solo ora, scusa.
      È stata un’annata davvero strana, diversa dalle altre e dove siamo sembrati molto più umani degli altri anni.
      Concordo con te che non ci sia stato un singolo giocatore continuo per tutto l’anno, c’è chi è partito alla grande per poi entrare in crisi (Dybala) e chi ha faticato all’inizio per poi esplodere nella seconda parte della stagione (Douglas Costa).
      Per la prossima stagione non so davvero cosa aspettarmi, sicuramente vorrei una maggiore continuità quantomeno nelle presenze e quindi un numero minore di infortunati.
      Già quello aiuterebbe.
      Poi, magari, una squadra con un gioco già consolidato verso Novembre.
      Poi quello che sarà sarà.

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