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Fiorentina – Juve 0-1

La Juventus batte la Fiorentina 1-0 a Firenze e vola ai quarti di Europa League: road To Torino.

“Si, vendetta, tremenda vendetta di quest’anima è solo desio”  ….Cosi cantava il Rigoletto furioso davanti ai cortigiani. E in queste semplici parole posso riassumere lo stato d’anima che mi accompagna sin dalla disfatta di Firenze targata Giuseppe Rossi.

La Juventus finalmente si è vendicata e passa il turno grazie ad una magia di Andrea Pirlo. Un colpo da biliardo, una punizione magistrale precisa e potente che “gela” il Franchi, la Fiorentina e i “civilissimi” tifosi Viola. In una sola notte i bianconeri riscattano una ”Stagione Europea” fino ad oggi deludente.

Mai dare per morta la Juventus. Anche se stanca e falcidiata dagli infortuni, la squadra di Conte è riuscita a disputare una partita non bella dal punto di vista dello spettacolo, ma intelligente. Alcuni l’hanno definita “strategicamente fenomenale”, ma non sono d’accordo.

La prima frazione di gara è stata interpretata ai limiti del dilettantismo, soprattutto per quanto riguarda i bianconeri. Ritmi bassi, esterni di centrocampo sempre in linea con i  difensori. Da subito la Fiorentina è riuscita ad imporre il proprio gioco, il proprio ritmo. E la Juve remissiva del primo tempo di certo non è figlia della tattica o della strategia di Antonio Conte come alcuni pseudo intenditori vogliono farci credere.  È una Juve stanca, dove gli infortuni, le assenze e le innumerevoli partite fin ora giocate iniziano pesare sulle gambe.

Montella ha preparato la partita nei minimi dettagli. Pressing asfissiante, possesso palla e blocco totale delle linee di passaggio. Borja Valero è stato fenomenale. Lo spagnolo, in una sola partita è riuscito ad interpretare 3 differenti ruoli:

Metodista basso nella fase d’impostazione.

Marcatura a uomo su Pirlo nella fase di non possesso.

Regista avanzato in proiezione offensiva.

Lo guardavo giocare e mi chiedevo quanto sarebbe durato. Al 60’ del secondo tempo tenta un allungo, non ci arriva, scuote la testa…..! In quel momento ho pensato: “È scoppiato”

Rispetto alla formazione dell’andata, Montella ne ha cambiati tre. Fuori Roncaglia, Mati Fernandez e Matri. Dentro Vargas, Cuadrado, Gomez. Impianto di gioco confermato, classica difesa a quattro per i viola e il trio Aquilani, Pizarro, Borja Valero in mezzo al campo. Modulo collaudato anche per Conte, che si affida al classico 3-5-2. L’unica sorpresa è Isla, in campo dal primo minuto al posto di Lichtsteiner.

Le occasioni da gol (per la Fiorentina) fioccano e la prima arriva già al 3’, quando Gomez prova a capitalizzare un contropiede viola, ma calcia fuori di poco. La Juventus dei primi minuti è poca cosa dal punto di vista della pericolosità, anche se Pirlo e compagni crescono poco a poco, trascinati dall’indomabile Tevez. Tutti i compagni lo cercano, ma l’Apache non è preciso nelle conclusioni. La Fiorentina prende uno spavento su un colpo di testa di Pogba, ma è sempre lei a creare le migliori palle-gol: La prima è una rasoiata di Pizarro che sfiora il palo, la seconda è di Ilicic che non inquadra la porta a pochi metri da Buffon.

Passano i minuti e la Juve poco feroce del primo tempo cambia volto. I viola perdono Pizarro all’inizio della ripresa per infortunio, il ritmo cala e Borja Valero non riesce più a correre. Siamo nel secondo tempo e Gonzalo Rodriguez sino a quel momento impeccabile, atterra Llorente al limite dell’area, punizione, secondo giallo ed espulsione. Venti metri circa separano Pirlo dalla gloria. Il Maestro sale in cattedra, Neto schiera la barriera e si posiziona sul palo opposto. Webb fischia. Stilettata a cento orari sotto l’incrocio dei pali. Gol. Goduria Immensa. Juve avanti nel risultato.

Nel finale di partita e con l’uomo in più, gli uomini di Conte provano ad infliggere il colpo di grazia ai ragazzi di Montella, ma non riescono ad affondare. Poco conta. La Juve saluta la “civilissima” Firenze e vola ai quarti di Europa League.

Viste le polemiche settimanali, è giusto concludere l’articolo con due semplici riflessioni:

La prima riguarda il modulo, il 3-5-2. Un modulo che a me personalmente non piace. Per carità, in Italia funziona benissimo. Nove squadre su dieci ti aspettano nella loro metà campo e grazie a questo atteggiamento puoi permetterti di tenere gli esterni di centrocampo sempre in proiezione offensiva mentre i tre difensori centrali accettano con tranquillità l’uno contro uno.

In Europa questo modulo non funziona, o comunque funziona poco. Dipende dall’avversario e dalle sue qualità. Nessuna squadra Europea, infatti, utilizza la difesa a tre. Qualcuno di voi si è chiesto il perché ? Semplice, in Europa è la qualità degli attacchi ad essere determinante. Tutto ciò viene anche testimoniato dalla famosa regola dei gol in trasferta. C’è poco da fare o da dire, in Champions League le grandi squadre ti affrontano a viso aperto, non ti aspettano. E questo porta i nostri esterni ad interpretare un ruolo estremamente difensivo. Spesso finiscono con l’allinearsi ai tre difensori centrali, pronti ad interpretare una difesa a cinque quasi ridicola se paragonata al modo di giocare delle altre squadre europee. Ergo, l’assetto tattico limita fortemente la Juventus e il suo gioco. In estate si dovranno fare acquisti importanti soprattutto sulle corsie laterali se si viole migliorare. Una difesa a quattro sarebbe la soluzione migliore.

Seconda cosa, la Juventus deve riconquistare credibilità in Europa. E la vittoria dell’Europa League, nonostante qualcuno tenti di diffamare la competizione, rappresenterebbe uno step fondamentale. Quindi pensiamo a recuperare sia gli infortunati sia la condizione atletica che attualmente è imbarazzate. La strada per la finale di Torino è ancora lunga.

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