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Juve – Lazio: l’esordio allo Stadium tra insidie e certezze

Dopo la piacevole distrazione dei sorteggi di Champions League la Juventus si rituffa anima e corpo nel campionato, dove è attesa da un’altra prova di un certo spessore: l’esordio casalingo con la Lazio affrontata, ed asfaltata, recentemente nella sfida dell’Olimpico in cui si è aggiudicata la sesta (sesta, non quinta, cari giornalisti) Supercoppa Italiana della sua storia.

La partita di sabato sera (ore 20.45) sarà a mio modestissimo parere ben diversa da quella della settimana scorsa per tre motivi precisi. Il primo risiede appunto nella lezione impartita dai bianconeri alla squadra di Petkovic proprio in occasione della Supercoppa: dopo una batosta del genere sarà difficile che i biancocelesti replichino certi svarioni. E’ invece molto probabile che si presentino allo Juventus Stadium molto concentrati e mentalmente pronti ad affrontare quella che si preannuncia essere una dura battaglia sportiva. L’esperimento del triplo regista (Ledesma – Biglia – Hernanes) pare essere stato accantonato dal tecnico serbo che già contro l’Udinese ha fatto un passo indietro, preferendo Gonzalez, poi sostituito da Onazi, al posto di Ledesma, in modo da schierare la squadra con un più quadrato 4-4-1-1 e supportare lo stato di forma di Candreva, nell’occasione trequartista alle spalle dell’unica punta Klose.

Il secondo motivo è rappresentato per l’appunto dalla prestazione contro i friulani, che ha visto la Lazio partire benissimo e passare subito in vantaggio di due reti per poi subire il gol del 2-1 da parte di Muriel in contropiede e rischiare di subire il pareggio con l’occasione fallita clamorosamente da Zielinski. Questi campanelli d’allarme saranno sicuramente risuonati forti e chiari nella mente dei giocatori e dello staff tecnico che prenderà i provvedimenti del caso in fase di preparazione della partita.

Il terzo e ultimo motivo per cui vedremo una Lazio diversa è che quella di Torino sarà la prima trasferta, considerata per ovvi motivi la più difficile dell’anno e siamo abituati in queste occasioni a vedere una squadra quantomai coperta, con dieci giocatori dietro la linea del pallone ad occupare gli spazi e rompere il gioco (…) degli avversari affidandosi spesso alle parate del portierone Marchetti, sempre sugli scudi quando difende i pali della propria squadra contro i bianconeri.

La Juventus, dal canto suo, arriva all’appuntamento con consapevolezza dei propri mezzi, data dalla grande prestazione in Supercoppa e dalla recente vittoria in casa della Sampdoria. Conte ha avuto tutta la settimana per preparare la gara e sappiamo quanto questo giovi alla squadra, vista la meticolosità del tecnico leccese. L’esordio in casa, ancora senza la sicurezza del sold-out, fornirà sicuramente ulteriori stimoli soprattutto ai nuovi arrivati, Tevez in primis. Nella nostra analisi precedente alla partita contro la Samp ci siamo soffermati sull’argentino, quale arma in più a disposizione, un valore aggiunto sul quale poter fare sicuro affidamento per scardinare le difese avversarie. Non ci eravamo sbagliati, anche se il gol segnato è stato relativamente semplice e frutto di un’azione corale, non di una sua prodezza. Va tuttavia sottolineata l’abilità nel trovare il tempo di inserimento da parte del numero dieci, nonché il costante lavoro svolto in fase di non possesso e la personalità dimostrata. Anche contro la Lazio tornerà utile l’apporto di classe, grinta e tecnica del nuovo acquisto schierato con tutta probabilità in coppia con Vucinic per la terza volta consecutiva. Sembra migliorare l’intesa tra i due, che tecnicamente parlano la stessa lingua, si cercano e si trovano sempre più spesso garantendo imprevedibilità alla manovra offensiva, pressing coordinato ed intelligente mettendo sempre in apprensione i difensori avversari.

Per il resto sarà prevedibilmente confermata la formazione vista contro Lazio e Sampdoria con Buffon tra i pali, il trio difensivo composto da Barzagli, Bonucci e Chiellini, Pirlo in regia supportato da Pogba e Vidal, Lichtsteiner ed Asamoah sugli esterni. L’atteggiamento sarà sicuramente quello giusto, concentrazione massima per un impegno comunque delicato, ma i motivi per affrontare la gara con ottimismo e quel pizzico di arroganza propria delle grandi squadre ci sono tutti. La Juve ha recentemente surclassato la Lazio sotto tutti i punti di vista: a livello tattico, tecnico, fisico, per approccio alla partita e mentalità la distanza tra le due squadre è parsa difficilmente colmabile nel giro di pochi giorni. Lazio che ha palesato evidenti difficoltà soprattutto dovute a carenze di organico nel reparto difensivo evidenziate ulteriormente da grossolani errori a livello tattico nel posizionamento degli stessi difensori sulle ripartenze avversarie, sia contro la Juve che contro l’Udinese. Juve che, per contro, sembra stia smaltendo pian piano i duri carichi di lavoro imposti da Conte nel prestagione, con movimenti man mano più fluidi e coordinati da parte di tutti, aumento della precisione nei passaggi e nelle chiusure difensive. Juve che orientata a chiudere il mercato con soli movimenti in uscita, più che in entrata: al momento in cui scriviamo è stata appena perfezionata la cessione di Alessandro Matri al Milan (si parla di 11 milioni dilazionati in 4 anni), mentre non ci sono notizie ad esempio su Martinez e Motta né ulteriori sviluppi in entrata con l’esterno tanto richiesto dal Mister. Certo è che con le plusvalenze generate dalle uscite di Giaccherini e dello stesso Matri si potrebbe sperare in qualcosa di più di Biabiany. Negli ultimi giorni di mercato quelli bravi fanno affari, quelli scarsi vengono bidonati.

Ma questa è una storia che scriveremo magari dopo il 2 settembre, per adesso l’obbiettivo primario resta sconfiggere la Lazio, poi si vedrà.

Buona partita e fino alla fine forza Juventus!

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