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Juventus – Real Madrid 0-3 : Sunset Boulevard

“Ti gridavano fenomeno
ora invece gridano buh,
un signore grasso e lento
giunto al viale del tramonto.
Dai ascolto a chi ti vuole bene,
campione fallo anche tu,
Meglio adesso che sei un mito,
da domani sarai un peto”

“Eccomi De Mille,
sono pronta per il mio primo piano”

Tanto per cominciare: nessun dramma, abbiamo solo assistito ad una disfatta annunciata.
Lasciamo perdere gli slogan, le frasi fatte, il “Se giochiamo da Juve non ce n’è per nessuno” e altro ancora: questa Juventus contro questo Real Madrid non aveva speranze, semplicemente perché loro sono più forti.
Lo abbiamo sperimentato sulla nostra pelle lo scorso Giugno e sul momento ci rimanemmo male.
Si, potevamo vendere cara la pelle, rimanere più lucidi, lottare fino alla fine, provare a stravolgere la nostra mentalità sparagnina gettando il cuore oltre l’ostacolo e altro ancora ma alla fine la sostanza non sarebbe cambiata: quella Coppa l’avremmo persa ugualmente perché dall’altra parte c’era un avversario molto più forte di noi.
Non è difficile da capire, in fondo come diciamo in molti da queste parti, il calcio è un gioco molto semplice: vince chi segna di più e se hai i giocatori più bravi è molto più probabile che tu vinca.
Il resto è narrazione fine a se stessa, buona solo per far vedere che magari sai scrivere bene e sei pratico dell’arte della supercazzola, ma niente di più: nel calcio, a maggior ragione in Champions League, David non batte mai Golia, a parte quando Golia ha addosso una maglia bianconera, ma questa è un’altra storia.
Ma torniamo a stasera: c’eravamo illusi dopo la rimonta di Londra?
Quello direi di no, la partita l’avevamo vista tutti, sapevamo che in fondo eravamo stati cinici ed opportunisti e che giocando 10 minuti avevamo risolto il problema qualificazione; però, hai visto mai, speravamo in un sorteggio umano, in un Monaco bis e poi una volta in semifinale sarebbe stata tutta un’altra storia.
Macché, Real Madrid.
Non per fare quello de “Io l’avevo detto”, ma la mia reazione al sorteggio fu quella di dire “Siamo già fuori”.

Già, perché quella non è una squadra, è una fottuta macchina da guerra: non solo ha i giocatori migliori, ma quelli potrebbe comprarli anche un PSG, ma ha una mentalità, una fame, una voglia di vincere, una spietatezza che tutte le altre squadre del globo terracqueo possono scordarsi.
Zidane l’altro ieri in conferenza ha detto che Juve e Real hanno lo stesso DNA vincente: quindi se abbiamo il loro stesso DNA mi pare di capire che siamo come fratelli…e infatti loro sono quelli fichi, pieni di donne che hanno successo, noi quelli sfigati, timidi che rimbalzano da un due di picche all’altro.
E poi, visto che abbiamo lo stesso DNA, perché quando era da noi nelle finali Zidane si eclissava e da loro si inventò un gol da cineteca?
Forse perché loro sono il Real e noi no.
Loro sono quelli che ieri, nel tweet pre gara, hanno messo come hashtag “A por la 13” mentre noi ce ne uscivamo con un inutile “Together”, più piatto e banale di “United” dei Judas Priest.
Cioè, siamo ai quarti di finale e questi hanno già messo nel mirino la finale e la terza Champions League di fila, come se fosse la cosa più normale di questo mondo, mentre noi poveri umani siamo lì a sperare nel sorteggio benevolo, nella serata giusta del giocatore X, nel “vediamo di non prendere gol”.
E non solo sono i giocatori più forti, ma per arrivare all’unico obbiettivo esistente, cioè la vittoria, questi non si vergognano a giocare sporco, a fare melina, a simulare, perdere tempo, sapendo anche che in fondo tutte le squadre in Champions League sono uguali ma la loro è più uguale delle altre e quindi l’arbitro con loro è sempre benevolo.
Roba da fantascienza, dobbiamo ammetterlo.
Dispiace solo che questi potevamo esserlo noi una ventina di anni fa, ma a noi piaceva fare beneficienza in finale…ma come dicevo prima questa è un’altra storia.

E veniamo alla partita.
Ci siamo arrivati un po’ così, con qualche squalifica in mezzo al campo, uno stato di forma precario, un campionato da non trascurare e la vaga sensazione che l’obbiettivo minimo era stato raggiunto e così siamo scesi in campo, con la solita formazione e il solito commento: “Mah, speriamo bene!”.
E invece no, sono bastati 3 minuti per far crollare tutto il castello di carta: in due vanno su Marcelo con De Sciglio che si perde Isco, questo tranquillo mette la palla in mezzo per un ancora più tranquillo Cristiano Ronaldo, in teoria marcato da Barzagli e da lì lui la palla la mette dentro di prima intenzione.
Dybala pochi minuti dopo ha avuto una palla vagamente simile, se avesse provato di prima intenzione avrebbe potuta metterla dentro ma ha aspettato il solito attimo di troppo e amen. La differenza tra un ottimo giocatore e un fenomeno sta tutta lì, poco ma sicuro.
Comunque, andare subito sotto dopo 3 minuti è un film già visto troppe volte nelle partite che contano in Champions League, e più passava il tempo più mi pareva di vedere, in mezzo alle indecisioni di Buffon, alla goffaggine di Barzagli, alla testardaggine di Chiellini, alla ricerca della posa per Marchisio, le scene di “Sunset Boulevard”.
Proprio loro, il fulcro di una squadra che ha vinto tutto in Italia negli ultimi 6 anni e che ha fatto il possibile per farlo anche in Europa, vivono come una sorta di Norma Desmond, chiusi nelle loro convinzioni e nel non voler accettare i cambiamenti e il passare del tempo.
Sono stati anni bellissimi, tra l’altro anche quest’anno stiamo lottando per vincere lo scudetto, il settimo di fila, la Coppa Italia, la quarta di fila e nonostante tutto siamo tra le prime otto di Europa; ma dopo stasera davvero è giunto il momento di dire basta.
Basta Gigi, sei stato il più grande portiere della storia, ma non è possibile vedere certi malintesi tra te e Chiellini come nell’azione del secondo gol (e cosa volete applaudire Cristiano Ronaldo? È stato un bellissimo gesto calcistico il suo, ma io prima di applaudire avrei riempito di insulti quei due…), non è possibile non vederti più fare una mezza uscita o bloccare un pallone velenoso.
Basta anche Barzagli, uno dei centrali più forti degli ultimi anni, sempre perfetto e pulito, con un senso della posizione eccezionale, roba per cui ti risultava anche inutile commettere fallo: ora non sei più così, e mi fa male vederti perdere Ronaldo come nell’azione del primo gol, non è giusto per noi  ma soprattutto per te.
Basta anche tu Chiello, ancora puoi dare qualcosa a questa squadra, ma è giunta l’ora che tu faccia da chioccia ai giovani e lasci il posto ad altri.
E infine basta anche tu Claudio: vederti in panchina fa male, vederti in campo ancora peggio.
Godetevi queste ultime giornate, fate in modo che siano vere e che il vostro viale del tramonto non preluda ad un finale tragico come nel film, ma per il bene della Juve fatevi da parte.

E poi passiamo anche agli altri: non voglio più vedere Alex Sandro in maglia bianconera.
Finora l’ho sopportato, a malapena lo ammetto, ma dopo le ultime prove sono proprio stufo: vederlo spaesato, apatico, quasi menefreghista in campo mi fa saltare i nervi. Prepari i bagagli e a fine anno trovi un’altra squadra, chi arriverà non potrà fare peggio di lui quest’anno.
Su Dybala ho già detto: è un ottimo giocatore, non sarà mai un fuoriclasse ma non pongo limiti alla provvidenza, in fondo Platini arrivò alla Juve a 27 anni, tempo ce n’è ancora.
Le uniche note positive di stasera?
Direi Higuaín, Khedira e Bentancur: i primi due mi viene da sottolineare che, non a caso, hanno giocato nel Real Madrid e stasera si vedeva.
Il terzo ha dimostrato ancora una volta di avere un gran bel carattere e tanti margini di miglioramento: è il nostro centrocampista del futuro, direi anche prossimo visto che Marchisio è la nostra attuale ultima scelta e che gli altri non sono terni, soprattutto Khedira.

A questo punto non ci rimane che concentrarci sulle prossime 9 partite più la trasferta di Madrid.
Sarà comunque una partita da preparare per salvare almeno la faccia e limitare i danni, per il resto vediamo di non arretrare di mezzo millimetro in campionato, già dalla trasferta di Benevento di sabato prossimo.
Portiamo a casa il settimo scudetto e la quarta coppa italia di fila e poi, senza grandi disturbi, qualcuno sparirà.
Saranno forse i troppo furbi e i cretini di ogni età?
No, semplicemente quei giocatori che hanno dato tutto alla Juve e che non devono fare la fine di Norma Desmond…
Keep the faith alive e forza Juve, oggi più che mai!

PS. Lo scorso anno agli ottavi di finale quasi facevamo il tifo per il Real perché eliminò il Napoli, quest’anno perché ha eliminato il PSG con tutti gli annessi e connessi tipo Dani Alves ecc…: il prossimo anno pensateci, un Real Madrid tra le scatole è sempre garanzia di finale. Per loro.

3 Comments

  1. Rik

    4 aprile 2018 alle 16:18

    sintetizzando bruscamente: nessun dramma, non mi stupisco di come è andata, ne realisticamente potevo pensare a esiti molto diversi. ma piu che rifondare la rosa (a parte gli ovvi addii per questioni anagrafiche) credo che si debba “temprare” la mente e i ritmi di gioco.
    divido la mia opinione in due parti, in maniera meno brusca, e un pò prolissa 🙂 ..
    la prima: cosa potevo aspettarmi considerando come giochiamo solitamente in campionato e come abbiam giocato fin qui in champions? onestamente niente di diverso. anzi, personalmente credo che si sia cercato di fare di tutto per stare in partita, abbiamo cercato di andare a ritmi a cui non siamo abituati, e inevitabilmente questa frenesia ci ha portato a commettere anche tantissime imprecisioni. ma credo non si poteva fare diversamente.
    non si cambia modo di giocare in 10 giorni, ne puoi pensare di stravolgere i tuoi ritmi abituali ed essere subito perfetto/efficace contro i piu forti al mondo. PURTROPPO a parte scendere in campo cercando di fare la partita della vita sperando in una loro giornata no, sembra che non ci sia altro da fare.
    seconda parte: con questa rosa si può fare qualcosa di diverso? secondo me SI.
    sbaglio o siamo tutti (squadra, allenatore, tifosi) abbastanza allineati nell’ammettere che ci sono ampi tratti della partita (a volte un tempo, altre volte un’ora a cavallo di due tempi) in cui riusciamo a giocarcela alla pari con loro (concedendo poco, e creando qualcosina), ma piu di quello non riusciamo a fare? quindi credo che si dovrebbe intervenire proprio in questo punto. provare ad abituarci a giocare a quei ritmi.
    ma giocando come giochiamo in campionato (molto spesso a ritmi bassi, convinti di avere una difesa molto solida, e che 1-2 gol si riescono sempre e comunque a fare senza troppo sforzo) non vedo come possiamo migliorare in questo aspetto che io giudico fondamentale.
    a me personalmente importa pochissimo del “bel gioco” o del “gioco divertente” fine a se stesso. ma credo che non sia un’assurdità ispirarsi in modo “pratico” ai migliori al mondo (come faceva ferguson ispirandosi alla juve di lippi), e cercare di fare proprio qualche aspetto che rende il loro gioco così tremendamente efficace. non possiamo clonare ronaldo o messi, ma con i giocatori che abbiamo non ci manca niente per impostare un gioco con trame piu rapide per cercare di mettere più spesso dybala o huguain in condizioni di segnare. c’è riuscito l’atletico in certe stagioni ad andare vicinissimo al successo, cosa manca a noi per farlo?
    e ho tirato in ballo apposta la juve di lippi, “esempio” per molte altre superpotenze degli anni ’90.
    non credo di avere ricordi offuscati, eppure io la ricordo come una splendida squadra dalla forte connotazione “operaia”. non certo come la piu ricca o l’unica piena di campioni.
    abbiamo avuto fenomeni assoluti come zidane, del piero e nedved, ma l’anima della squadra era data anche da “piemontesi tosti” come (5 dei titolari della finale persa nel 1998): torricelli, juliano, di livio, pessotto, montero. oppure questi (5 dei titolari della semifinale contro il real galacticos 2003): tudor, birindelli, tacchinardi, zambrotta, montero. e in entrambi i casi antonio conte era una delle principali alternative ai titolari.
    non mi sembra fossero tutti candidati al pallone d’oro, eppure era una squadra che chiunque incontrasse aveva i mezzi (grazie alle individualità, ma pure un gioco organizzatissimo e dinamico) per non farsi schiacciare e per poter pensare di vincere. poi non sempre vinceva, troppe volte abbiamo steccato proprio sul piu bello, ma non c’era mai nei pre-partita la sensazione di dover sperare in un “miracolo di san gennaro”, o dopo qualche sconfitte pensieri del tipo “ci vuole più qualità, cosa vuoi fare con tacchinardi e tudor?” / “ci vuole più qualità, dove vuoi andare con juliano e birindelli?”.
    si può obiettare che sono anni diversi, e centro altre cose, e certamente è vero, ma è altrettanto vero che se questa squadra continua a giocare la serie A accontentandosi di ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo non farà mai mezzo passo per avvicinarsi alle attuali superpotenze. saremo anche inferiori a 2-3 squadre in europa, ma qualità per avere un gioco “più solido e tosto” (leggi: per sapersi DAVVERO difendere e avere soluzioni per provare a vincere, contro chiunque) le abbiamo tutte.

  2. rp

    4 aprile 2018 alle 20:08

    Ha ragione Marchisio che dice: sara’ durissima,
    chi dice il contrario non è dei nostri. SEMPRE FORZA JUVE, FINE ALLA FINE.

  3. Marco Bomben

    6 aprile 2018 alle 15:17

    A me ‘United’ dei Judas piace :-/ Per il resto sono d’accordo.

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