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Uno scudetto per due

Dunque, dove eravamo rimasti…(cit.)
Ah già, i quattro gol di Bergamo, un primato sempre più forte, 5 punti di vantaggio sulla seconda, il Milan a -27, il derby di Milano giocato da due squadre imbarazzanti…non c’è che dire, sotto l’albero questa annata calcistica c’ha lasciato tanti bei regali (e un bel tocco di carbone con sopra scritto Istanbul, ma questa è un’altra storia).
E poi…ahhhh, adesso ricordo!
Siamo andati in vacanza con una certezza: il rientro sarebbe stato di quelli con il botto.
5 Gennaio 2914 – diciottesima giornata – scontro al vertice a Torino tra Juventus e Roma.
Urca!

Le vacanze ormai stanno volgendo al termine, ci siamo strafogati su panettoni, pandori ripieni, fichi secchi e tutto ciò che fosse schifosamente e rigorosamente pieno di calorie, ora seguiamo i saggi consigli degli illustrissimi dietologi su come perdere i chili di troppo ma soprattutto rientriamo nell’atmosfera da campionato.
L’atmosfera è già bella rovente, da Roma stanno caricando all’inverosimile questo scontro con le solite frecciatine rivolte a noi in quanto simbolo del potere, del vento del nord e bla bla bla.
Il sottoscritto invece ha staccato l’attimo dopo che ha finito il postpartita, poi pubblicato su questo sito, contro l’Atalanta e non ha dato il benché minimo peso a tutti i chiacchiericci banali, triti e ritriti che avvolgono da sempre questa partita, soprattutto quando è uno scontro al vertice.
Quindi non parlerò minimamente delle interviste varie rilasciate dai giocatori giallorossi, né della solita campagna antijuventina di un noto giornale sportivo, né dei deliri di alcuni tifosi.
Parliamo di Juventus – Roma.

Posso dire una cosa? Sapere che forse ci giocheremo lo scudetto con la Roma non mi dispiace affatto!
Principalmente perché io sono nato calcisticamente con questa sfida.
Nei primi anni ’80 questa era la sfida: il Milan era una squadretta che volendo potevi tifare come seconda perché era in serie B, l’Inter non era né carne né pesce, la Fiorentina era solo da detestare…e poi?
Poi, caspita, c’era una grande squadra che giocava davvero bene e si chiamava Roma.
In quella squadra c’erano fuoriclasse come Falcao, Cerezo e Conti, c’era un attaccante tanto bravo quanto antijuventino come Graziani, un altro come Pruzzo che la palla la buttava dentro con una regolarità impressionante. C’era anche poi un’ottima difesa con Tancredi in porta, Nela sulla fascia e infine c’era la bandiera, quel personaggio schivo e riservato chiamato Di Bartolomei dotato però di quel carisma che solo i capitani possono avere.
E contro quella squadra la vittoria la dovevi sudare, non arrivava mai per caso e le partite erano spettacolari.
Ma perché parlo di quei Juventus-Roma e non di domenica prossima?

Perché alla fine la sostanza è sempre quella.
Come allora si fronteggiano due belle squadre che vogliono vincere, come allora (si spera) sarà una bella partita (io ricordo un 2-2 spettacolare con il pareggio in extremis di Pruzzo e il povero Tacconi che si ruppe pure due dita per cercare di evitare il gol) e come allora prima e dopo la partita le polemiche si sprecheranno.
Com’era a quei tempi: ah già…il gol di Turone, e il gol in fuorigioco di Platini, e i poteri forti che non facevano vincere la Roma, e Davide (la Roma) che cercava di sconfiggere Golia (la Juve) come ha detto qualche giorno fa un noto tifoso della Roma…e che due palle!
E la storia si è ripetuta più volte nel corso degli ultimi 30 anni.
Noi i cattivoni, i ladri, i rubentini, loro la squadra eroica perennemente oggetto di furto.
Sembra quasi un gioco delle parti, il bene ed il male, lo yin e lo yang, un giudizio universale con i buoni nel regno dei cieli ed i cattivi a bruciare in eterno.
Spiacenti ma non è così. E’ una partita di calcio all’interno di un campionato che terminerà con la vittoria della squadra che ha meritato di più. Punto e basta, il resto sono chiacchiere, ciaccole, fuffa.

Quindi, per domenica?
Mah, non sto a parlare di tattica, di moduli o di schemi perché ci capisco il giusto; spero solo in un approccio giusto da parte nostra, tutti ben concentrati in campo, occhio ai contropiedi davvero micidiali della Roma e spero che, a differenza dello scorso anno e di quello precedente, il richiamo di preparazione non sia stato troppo pesante in queste vacanze.
E naturalmente una sana botta di culo non guasterebbe.

PS. Giusto oggi pensavo ad un dettaglio tutto sommato curioso.
Gli ultimi due scudetti vinti dalla Roma, nel 1983 e nel 2001, sono arrivati alla fine di un duello con la Juventus.
E ricordo anche che la Roma ha lottato più volte per lo scudetto negli ultimi anni, eppure alla fine ha sempre vinto l’Inter, talvolta con gare di dubbia regolarità.
Ma ciò che conta è sempre e solo lo scudetto perso per colpa del gol di Turone (che per la cronaca era in fuorigioco).
Valli a capire.

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