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La Juve e l’ombra delle TPO (sticazzi)

La cessione di Pogba dalla Juve allo United è stata molto chiacchierata, tanto chiacchierata che perfino Adidas si è sentita in dovere di varare una campagna pubblicitaria al ritmo di blah blah blah.
Da quando però è uscito il comunicato ufficiale, l’attenzione si è spostata su quei 32 “misteriosi” milioni di € che sono la differenza tra i 105 mln che incasserà la Juve e i “soli” 72,6 mln di plusvalenza. Dove finiranno questi soldi che mancano all’appello?

Una parte si sa perfettamente dove andrà a finire (vi rimando al conteggio), ma restano circa 25 mln di cui non si conosce il beneficiario; così tutti i giornali hanno subito parlato di una ricca percentuale che finirà nelle tasche di Raiola. E bravo Minone nostro!
Certo dà un po’ fastidio, però è una prassi del tutto usuale nei trasferimenti. Ad esempio, in questo articolo di CalcioFinanza ci elencano le ricche commissioni che si sono intascati i procuratori per portare alcuni giocatori al Milan: José Mauri (parametro 0) è costato 4 mln (100%) di commissioni; per Luiz Adriano (8 mln) sono stati pagati 6 mln (43%) di commissioni; mentre Rodrigo Ely (parametro 0) è costato ben 8 mln (100%) di commissioni.

Ah, per inciso, indovinate chi è il procuratore di Rodrigo Ely? Ecco bravi, proprio lui. Non vi sentite un po’ più sollevati nel sapere che noi abbiamo pagato 24 mln per Pogba, guadagnandone più di 70, mentre loro 8 mln per Rodrigo Ely, guadagnandoci una sòla?

Al di là del fastidio che potremmo provare per l’entità delle commissioni però, come ribadisce l’articolista di CalcioFinanza, “la “differenza” di valutazione dovrebbe essere dovuta, presumibilmente, a costi gestione relativi agli agenti dei giocatori, quindi tutto normale.

Tutto normale quindi, e stiamo tutti tranquilli.

E meno male aggiungo io, perché se al momento dell’acquisto devi pagare più del 40% del valore di un giocatore al suo procuratore, qualcuno potrebbe obiettare che chi te l’ha venduto non era pienamente titolare del cartellino di quel giocatore… che il 40% a titolo di commissione o 8 mln per Rodrigo Ely, arrivato a parametro zero, sono un’enormità e potrebbero far pensare ad accordi di altro tipo…

E quali accordi di altro tipo potrebbero nascondersi dietro questa “commissione”, se non le famigerate TPO? In effetti, 8 mln sembrano una congrua valutazione per Rodrigo Ely e potrebbero rappresentare l’intero costo del suo cartellino. Illazione per illazione, originariamente Rodrigo Ely era del Gremio, squadra brasiliana, e si sa che in Brasile le TPO sono ordinaria amministrazione… Ma nulla. Ombre sul fatto che Raiola (o chi per lui) potesse essere il proprietario del cartellino non se ne sono viste.

Ripeto: meno male che l’articolo di CalcioFinanza ci ha rassicurato sul fatto che pagare ricche commissioni ai procuratori è una prassi del tutto normale, altrimenti chissà quante gratuite malignità ci sarebbero potute venire in mente!

Però mi sembrava strano che finora nel piatto così ricco del trasferimento di Pogba, con quelle commissioni così “immoralmente” elevate, nessuno ci avesse ficcato le TPO.

Così, spinto dalla curiosità, metto su google la stringa “TPO e trasferimento di Pogba” e mi saltano fuori due articoli (non tanti, pensavo molti di più): “Dall’affare Pogba deriva la commissione (ma non la plusvalenza) del secolo” di Marco Bellinazzo e l’approfondimento di Giovanni Armanini di CalcioFinanza (gli stessi, sì) “Pogba e la supercommissione: l’ombra della Tpo mascherata” (così, secco, senza neanche lo straccio di un punto interrogativo).

Andando a leggere però, Bellinazzo esclude la presenza delle TPO. “Si è molto parlato a proposito delle somme pagate a Raiola della possibilità che sotto la dicitura commissioni si celasse una Tpo, vale a dire che una percentuale del cartellino fosse di proprietà dello stesso Raiola o di Pogba. Le Third party ownership sono state bandite dalla Fifa a partire dal 1° maggio 2015, con la deroga per quelle in essere a quella data che però dovevano obbligatoriamente estinguersi al successivo trasferimento del calciatore coinvolto. Il fatto però che la Juventus abbia incassato tutta la cifra del trasferimento e poi pagato a Raiola le commissioni porta a escludere l’esistenza di una Tpo. Altrimenti il Manchester avrebbe dovuto pagare 80 milioni alla Juventus e 25 milioni direttamente a Raiola o al soggetto giuridico eventualmente intestatario della quota di cartellino di Pogba.” Logico: se parte del cartellino non è di proprietà della Juventus, perché il Manchester United dovrebbe pagare anche quella parte alla Juve? E a che titolo poi la Juve girerebbe questi soldi alla misteriosa “Terza Parte” ? E anche se fosse, una volta girati i soldi e diventata proprietaria di questo 20% (che, tra l’altro, visti i regolamenti attualmente in essere, non potrebbe neanche), cosa se ne fa? Lo rigira allo United? E perché gli inglesi non se la comprano direttamente allora, invece di fare questo ulteriore passaggio? Insomma, un gran casino.
Invece, se nel contratto tra Pogba e la Juve ci fosse una semplice clausola che prevedesse il pagamento di una percentuale a Raiola o al giocatore in caso di cessione, tutto sarebbe logico e lineare: la Juve vende il giocatore, incassa i soldi e paga la percentuale, come da contratto.

Ma poi, perché mettere in piedi questo teatrino? Perché cercare di nascondere l’eventuale esistenza di una TPO, visto che ai tempi in cui sarebbe stata costituita era perfettamente lecita?

E qui, ci viene in aiuto l’articolo di Calcio&Finanza: “Una spiegazione logica, che tuttavia lascia un dubbio: se la Tpo è mascherata perché proprio i contraenti avrebbero dovuto infine smascherarla?

Già. Ma perché mascherarla in origine, continuo a chiedermi!!!

E comunque c’è il problema che “i contraenti” della TPO sarebbero la Juve e Raiola (o Pogba o chi volete voi), mentre i bonifici li fa lo United: che interesse avrebbe lo United a partecipare al ballo?

Per inciso, ricordo ai più distratti che anche lo United è una società quotata in Borsa, e per di più al NYSE, e vi posso assicurare che la SEC (l’equivalente americano della Consob, ndr) non è affatto tenera con chi comunica false informazioni al mercato.

Lo United avrebbe interesse a fare tutto questo perché, ci spiegano a CalcioFinanza, “dopo gli affari Ibrahimovic e Mkhitaryan è più che in ottimi rapporti con Raiola” e “pagare il giocatore corrispondendo cifre in una o due soluzioni non avrebbe fatto alcuna differenza“.

Va beh, un favore a Mino non si nega mai, anche a costo di rischiare qualche sanzione. In fondo, che vuoi che sia fare un bonifico da 105 mln alla Juve per il 100% del cartellino, quando invece è solo per l’80%?

A me sembra ancora un po’ poco per concludere che dietro a questa operazione si celi una TPO, però c’è dell’altro: “E quel che è chiaro e anomalo al tempo stesso è che curiosamente la Juventus ha pagato due volte le commissioni a Raiola: al momento della cessione e prima ancora nel 2012 quando Pogba venne ingaggiato dalla Juve. Una cessione a parametro zero ma non senza esborso: era il 4 agosto 2012 e la commissione incassata da Raiola fu pari a 1,635 milioni. Perchè allora pagare nuovamente la commissione?

Ora. Cominciamo col precisare che 1,653 mln ragionevolmente non sono stati versati a Raiola. Come faccio a dirlo? Per esclusione. Nel bilancio della Juve vengono elencati in dettaglio TUTTI gli “Oneri accessori relativi ad agenti FIFA” pagati nel corso del singolo esercizio: a pag. 111 del bilancio 2012 ci sono quelli capitalizzati e a pag. 131 quelli non capitalizzati e Pogba non compare in quegli elenchi. Ergo quei soldi sono riferiti ad altro: verosimilmente a indennizzi o premi di valorizzazione, ma non sono andati ad agenti FIFA.
Raiola invece si è intascato 1,5 mln nel 2013, 1,5 mln nel 2014, 5,03 mln nel 2015 e 2,5 nel primo semestre 2016. Nero su bianco, tutto a bilancio e tutto molto trasparente. Quindi, o la Juve si è dimenticata di specificarlo proprio per quei 1,635 mln oppure quei soldi non sono andati a Mino.

Certo, possiamo sempre supporre che anche in questo caso li abbiano “mascherati”, ma insomma…

Poi. A proposito delle “stranezze”. Poche settimane fa la Juventus ha comprato Pjanic dalla Roma. Ricordate? Nel contratto di Pjanic c’era una clausola che prevedeva che la Roma versasse al giocatore 6 dei 38 mln complessivi (16% circa) in caso di cessione: qualcuno trova analogie col caso Pogba?
Sempre in tema di presunte “stranezze”, oltre a dover pagare commissioni in occasione della sua cessione, la Roma ha pagato 1 mln alla International Soccer Consultino SA per l’attività di intermediazione svolta in occasione dell’acquisto di Pjanic. Nero su bianco, tutto a bilancio, tutto molto trasparente. Commissioni sull’acquisto, commissioni sulla vendita.
A questo punto, viste le evidenti analogie, ho provato a rifare la ricerca con google per Pjanic-Roma-TPO, ma questa volta, come nel caso del Milan, nulla di nulla: di TPO o altre stranezze non si parla da nessuna parte. Capita.

Concludendo, abbiamo due teorie:
1. banalmente, come in tanti altri casi, nel contratto tra Pogba e la Juventus era previsto il riconoscimento a lui o a Raiola di una ricca percentuale sulla sua cessione, e così è stato.
2. nel 2012, quando Pogba è passato alla Juve, qualcuno ha comprato una parte del suo cartellino insieme ai bianconeri, dando vita ad una TPO. Cosa che sarebbe stata perfettamente lecita, come ci spiega l’articolo di CalcioFinanza. Solo che poi la Juve si sarebbe dimenticata di comunicare ai mercati finanziari che aveva acquistato solo una parte del cartellino di Pogba e non tutto, si sarebbe dimenticata di indicarlo a bilancio, avrebbe versato gli indennizzi anche per conto di questa misteriosa “terza parte”, avrebbe poi messo in piedi questo teatrino con la complicità dello United e buon ultimo, “acchitterà” anche il bilancio 2017, per continuare a tenere tutto nascosto; ossia avrebbe commesso tutta una serie di irregolarità contabili per mascherare una cosa che, essendo perfettamente lecita, non aveva alcun bisogno di essere “mascherata”.

Decidete voi quale delle due è più verosimile.

Poi, per carità, tutto può essere; ma se invece di dar vita a una perniciosa caccia alle streghe (per pura coincidenza, quando pensiamo a una strega l’immagine che viene in mente è sempre la solita brutta e vecchia signora) volessimo tentare di fare la giusta chiarezza intorno al più oneroso affare di calciomercato della storia, anche per inquadrare meglio i reali rapporti di forza tra squadre e procuratori ai tavoli delle trattative (semicit.), forse sarebbe meglio limitare le teorie più bizzarre, trattare con coerenza situazioni identiche e cercare qua e là qualche riscontro in più.

2 Comments

  1. Stefano

    16 Agosto 2016 alle 09:23

    E’ sempre il solito problema di fondo: i giornalisti sportivi italiani non sono giornalisti, ma tifosi mascherati da giornalisti.

    E Calcioefinanza non è un sito “neutro”: smisi di leggerlo un po’ di tempo fa quando notai che aveva sempre un occhio benevolo per certi (Mediaset, Fininvest), mentre presentava sotto una luce negativa certi altri (Sky, guarda caso). Mia impressione personale, s’intende.

    • Ossimoroju29ro

      16 Agosto 2016 alle 10:40

      A me invece CalcioFinanza tutto sommato piace. Speso ci sono cose interessanti, corredate da numeri e riscontri. Stavolta.. beh, sono rimasto un po’ allibito. Il problema è che poi questi articoli vengono diffusi e da semplici opinioni diventano improvvisamente verità assolute. E è questo che a mio avviso non va bene.

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